Frammenti di un inizio

Zampetta ha cominciato la scuola materna.

La aspettava da tempo.

Il primo giorno ha fatto un’ora, il secondo giorno due ore, il terzo tre.

Nei prossimi giorni poi proverà ad andare con il pullmino e insomma, tutto un nuovo mondo di persone, cose, abitudini da scoprire e con cui confrontarsi.

E allora? Ci sono problemi?

Non lo so. Perchè Zampetta non parla della scuola materna. Dà soltanto poche informazioni, spezzoni, mezze frasi. Forse deve digerire, metabolizzare questa nuova esperienza.

Una maestra si chiama Antonella. Ci sono i pulcini (i piccoli come Zampetta), i gatti (i medi) e i leoni (i grandi). E’ contenta del grembiulino rosa. Disegna al tavolo dei pulcini. Ci sono le rondini alle finestre e i disegni ai muri. Si è sbucciata un ginocchio.

Ecco, credo di non sapere altro…

Andiamo avanti Zampetta, dev’essere difficile. Sei cresciuta e questo è un primo passo: ce ne saranno tanti altri davanti a te…

Prendere il volo

Villa Camomilla è un posto immerso nella natura. A volte anche troppo, gli incontri notturni con rospi mansueti fanno sussultare chiunque.

Ci sono degli animali fastidiosi, e quelli che danno soddisfazione, nonostante l’evidente fastidio che rilasciano sul pavimento della veranda:  benedette rondini!

Sono uccelli speciali, utili all’ecosistema, tolgono di mezzo le larve di zanzara (insetto odioso di cui è ricca Villa Camomilla), ed eleganti. Simbolo di vitalità, rinascita, primavera. Fanno il nido sotto la tettoia della veranda di casa, e quest’anno, dato il clima insolito hanno deposto le uova due volte di seguito.

Ieri, dopo lungo periodo di svezzamento a base di vermetti, larvette e schifezze varie, che a volte sfuggivano dal becco e finivano a terra, o che venivano assimilate, digerite e in parte espulse (ma mangiavano tanto!) ben 5 rondini hanno preso il volo, e lasciato il nido per le prime escursioni aeree.

E così, la vita va avanti in un trionfo di garriti e  di giravolte sperimentali, a consolare e dare speranza a chi, per il momento, il volo non riesce a prenderlo.

Dov’è la mia bici?

Bella eh! E’ la mia nuova bici. Me l’hanno regalata il babbo e la mamma per Natale. No, effettivamente non ne avevo ancora parlato nonostante sia passato un bel po’ di tempo da Natale perché è successa una cosa strana.

In pratica questo è stato l’ultimo regalo che ho aperto: me lo hanno dato addirittura nel pomeriggio. Non so, forse era troppo grande, era in ritardo Babbo Natale, non so. Oppure volevano solo fare il gran finale.

Vabbe’, insomma, un paccone più grande di me ricoperto con una carta con le renne rosse (orrenda a dire la verità). Lo apro e dentro che cosa ti vado a trovare? Una bicicletta senza pedali, di legno, color verde acido (trendy e molto femminile). Bella, proprio bella.

Sono proprio contenta e infatti mi faccio ben capire che voglio salirci. Il babbo mi mette su ma è un problema andarci visto che non tocco terra con i piedini…

Comunque un particolare trascurabile, mi sarei adattata in qualche modo. Fatto sta che dopo pochi minuti la mia bella bici era già sparita e anche adesso, nonostante la casa non abbia più segreti per me, non riesco a trovarla da nessuna parte.

Non vorrei che fosse piaciuta troppo a Babbo Natale e che si sia pentito di avermela lasciata. Oppure vuoi vedere che ha a che fare con il fatto che non tocco ancora per terra con i piedi?

Comunque sono convinta, vedrete che quando le giornate si faranno belle, la primavera sarà alle porte e io sarò cresciuta di qualche centimetro, la mia bella bicicletta comparirà di nuovo!

Punto della situazione

Il primo anno è andato. Direi che non è andata male. Zampetta è cresciuta, regolarmente entro i limiti costanti del decimo percentile o giù di lì, in peso e in altezza. Ha fatto progressi invisibili e visibili, scoperti un giorno per caso o attesi a lungo. Dice ‘maaaaammma’ e ‘babbbbba’ pensando esattamente ai nostri due genitori stupiti. Inizia, con molta calma, ad avanzare piccoli primi passi, stentati e accompagnati, al ritmo di ‘uno-due’. Gattona agilmente in una maniera tutta sua, usando pannolone come zavorra e mano come timone. Adora le palline e passerebbe le ore a giocare a tirarle.
Dispensa sorrisi e baci ai suoi familiari. Ha sviluppato gusti e preferenze, tanto che è impossibile farle mangiare quello che in quel momento non le va (e si va dal gelato al minestrone, al biscottino), ma è molto facile portarla a bordo di un’altalena al parco.

E’ andato anche il primo anno dei genitori. Noi abbiamo imparato che un bambino cambia la vita, in meglio e in peggio. Cambia il modo di passare il tempo libero, perlomeno in sua compagnia. Cambia il modo di mangiare, sempre di corsa approfittando delle pause nanna o della tranquillità. Cambia il rapporto con il letto, che diventa un lusso potere utilizzare. Si è imparato a cambiare pannolini, a pulire il naso, a fare il bagnetto. Abbiamo imparato che un bambino non è solo un impegno, ma anche un piacere. Come è bello vedere un corpicino rilassato che ti dorme tra le braccia, scoprire da un giorno all’altro la felicità di imparare a fare, la soddisfazione di una palla lanciata a destinazione, la fatica riuscita di alzarsi in piedi. Sono momenti che non tornano più, e che si perpetuano nell’evoluzione di questo esserino forte e deciso, che pian piano si forma e trasforma.

E con Zampetta anche noi ci trasformiamo, ed è bello contribuire alla sua crescita con la nostra.