Banane

In macchina, sulla strada per il nido:
“Quella, Z., è una magnolia. Quello è un pino”
“Il pino è un albero bello”
“E quello è un leccio, che nome strano, eh? E quelle invece sono palme”
“E cosa nasce dalle palme?”
“Dipende, le noci di cocco, i datteri, le banane…”

“…….. Voglio una banana”
“Z., qui non nascono le banane, non fa abbastanza caldo”
“Allora, quando viene estate, e viene caldo, prendiamo le banane”.

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Prendere il volo

Villa Camomilla è un posto immerso nella natura. A volte anche troppo, gli incontri notturni con rospi mansueti fanno sussultare chiunque.

Ci sono degli animali fastidiosi, e quelli che danno soddisfazione, nonostante l’evidente fastidio che rilasciano sul pavimento della veranda:  benedette rondini!

Sono uccelli speciali, utili all’ecosistema, tolgono di mezzo le larve di zanzara (insetto odioso di cui è ricca Villa Camomilla), ed eleganti. Simbolo di vitalità, rinascita, primavera. Fanno il nido sotto la tettoia della veranda di casa, e quest’anno, dato il clima insolito hanno deposto le uova due volte di seguito.

Ieri, dopo lungo periodo di svezzamento a base di vermetti, larvette e schifezze varie, che a volte sfuggivano dal becco e finivano a terra, o che venivano assimilate, digerite e in parte espulse (ma mangiavano tanto!) ben 5 rondini hanno preso il volo, e lasciato il nido per le prime escursioni aeree.

E così, la vita va avanti in un trionfo di garriti e  di giravolte sperimentali, a consolare e dare speranza a chi, per il momento, il volo non riesce a prenderlo.

Vacanze, Sardegna e ricordi

Ma quante cose gli facciamo fare a questa Zampetta? Quanti stimoli, quanti ricordi, quante esperienze?
Spesso penso al fatto che lei a 2 anni ha fatto cose che io ho fatto a 30. Ma meglio così, crescerà bene e velocemente e magari conoscerà il mondo e imparerà ad averne meno paura.
Abbiamo passato una bella settimana di vacanza in Sardegna. Il babbo, la mamma e la Zampetta per una settimana sempre insieme.
Abbiamo preso il traghetto, la nave, grande, grandissima e abbiamo passato il mare, grande e grandissimo anche di più.
Siamo stati al villaggio con le sue casette, i suoi prati, l’animazione e il ristorante e la piscina e tutto quello che ci deve essere.
Ma soprattutto c’era il mare. La spiaggia e il mare.
Un mare bello, un mare che ci è paiciuto così tanto che non volevamo mai andare via, sempre nell’acqua seppur freddissima.
Una tempesta di esperienze, di posti nuovi, di persone e bambini da conoscere e con cui interagire.
I ritmi completamente sballati rispetto a quelli che teniamo a casa, il mangiare tardi, il fare tardi la sera e invece di passare una serata tranquilla a casa, scatenarsi a ballare la baby dance.
La Zampetta che è stato il personaggio del Villaggio, scatenata e riconosciuta da tutti con il suo cespo di riccioli biondi e il suo incedere dinoccolato e la sua danza travolgente e divertente e incurante di tutto e di tutti.
Ci sono stati dei momenti di crisi un po’ per tutti ma questo è normale.
Ci sono state delle gite, nella grotta con le stagmiti, nella città più anonima d’Italia dove con un gelato da 2 euro ci si cena in 3, a Porto Rotondo a prendere il gelato da 10 euro che non basta per uno.
C’e’ stata Sofia, la nostra amica di una settimana che ci cercava e cercavamo della quale abbiamo sopportato abbracci e bacini e abbiamo ricambiato imparando cose e giocando in corse perdifiato.
Il mangiare un po’ strano e difficile, qualche abitudine un po’ stravolta e infine il viaggio di rientro, lungo, difficile e stancante per tutti.
E poi il ritonrare alla vita normale. Che è bella, colorata e felice.
Pensieri sparsi, bei ricordi. Anche quando non li ricorderemo più.

Zampetta sulla neve

Per un po’ di giorni l’abbiamo preparata. Venerdi la mamma è andata a comprare tutina, guanti e stivali. E lei che non vedeva l’ora.

Sabato siamo andati: ci siamo visti con Elisa e i suoi genitori e poi su, verso l’alto della montagna.

E lei buona, buonissima in macchina, buona come non lo era mai stata.

E si, perchè si andava alla neve!

Avevamo già avuto dei contatti con la neve ma a dire la verità o poco esaltanti o appena tiepidi. Ma adesso siamo cresciuti, sappiamo le cose, sappiamo che la neve è fredda e bianca. E tanto ci basta.

Brutta strada, tante curve ma alla fine si arriva: montagna vera, tutto bianco, laghetto ghiacciato, sciatori all’opera, non manca nulla.

Ci imbacucchiamo ma è una giornata splendida. Zampetta ripete come un automa “neve, neve, neve”. Andiamo verso le piste dove è un po’ meno sporca e a quel punto la piccola si toglie i guanti (tenuti per un totale di 15 secondi) e affonda le mani.

“Fedda”

Si Zampetta, è fredda, non devi toccarla con le manine nude. Niente da fare, continua a pastrugnare per qualche minuto finchè il freddo le congela le piccole manine e lei comincia a piangere disperatamente.

Momento di crisi superato con tante coccole e un’oretta di nanna. Il tempo di svegliarsi al ristorante e strafogarsi di ravioli, tagliata e crostata con una enome finestra affacciata sul panorama.

Per un giorno anche i genitori si distraggono: parlano con gli amici e lasciano un po’ liberi Zampetta e Elisa. Il babbo dopo pranzo arriva a rotolarsi nella neve e a provare un pisolino schiena sulla neve e faccia al bellissimo sole.

E’ piaciuta la neve a Zampetta, altro che! Ci vuole tornare. E guardava affascinata tutti quelli che con degli strani attrezzi ai piedi venivano giù, leggeri e leggiadri dalla montagna…

Koichi e Sosuke

Sabato era una bella giornata. C’era il sole, e la famiglia tricotomica si è spostata da Villacamomilla alla volta di una località marittima, assai frequentata e nota per essere luogo di meditazione e fonte di ispirazione per poeti del tempo che fu. Adesso, per meditare, occorre avere grande capacità di concentrazione, visto il caos generato da folle passeggiatrici. Sabato pomeriggio, sole, parcheggio intasato, esseri umani in branco si susseguono lungo la passeggiata sul mare, dalla Venere al centro. Il mare, quella cosa liquida lì davanti è ‘gande’ (grande) e ‘bu’ (blu). Si cammina, si passeggia, si va avanti procedendo sul muretto, si prendono le coccole della mamma. Si gioca anche al parco, con gli amici quelli piccoli, ma questi non contano: sono piccoli!  Noi stiamo aspettando quello grande: noi stiamo aspettando che arrivi Soske. Eh già, noi andiamo da Soske. Finalmente eccolo, per mano a suo padre Koichi, perfetto lupo di mare che si sposta solo in barca, ed è arrivato qui portando tutti su quel mezzo! Koichi, che è sempre in navigazione o che lavora per  le navi, lui che a volte torna a casa ma spesso no, lui che ha un figlio bellissimo che abita vicino vicino alla riva. Il nostro Soske arriva con uno dei suoi giochi in mano, e subito siamo felici! Sorrisi timidi dietro la mamma, la bellezza di un incontro. E poi la famiglia di koichi va via, nel mare blu e grande, su una barca in miniatura. Tornate a casa, ma è stato bello vedervi, una volta tanto, insieme sulla terraferma.

In un’aria di vetro

Nottata in bianco, vento forte, persiane che sbattono, zampette che tossiscono e non hanno intenzione di dormire. Notte di sonno iniziato alle 4 e finito alle 6 e mezza. Alle 7 e un quarto, in strada, come al solito del resto, ma sola perché la Zampetta dorme e il babbo la accudisce. Esci, un’aria di vetro, pulita, ghiacciata  quanto basta. E lì, proprio all’incrocio tra le colline, in un blu cobalto senza nuvole, arriva lei, la nostra Signora Luna: grande, rotonda, bianca e piena di mari. Ci volevi, Zampetta, dovevi essere acccanto a me a fare ‘uhhhhh, uuuna’,  e invece facevi la nanna. E ho preferito guardarla io, tutto il tempo possibile, l’ho studiata per bene per potertela raccontare bene stasera, al ritorno.