Marrakech in salotto

Martedì sera qualsiasi. Sono ‘solo’ le 6. Il babbo ha lavorato strenuamente con PC e aspirapolvere per almeno otto ore. Io invece ho bighellonato una decina di ore spostandomi dal sedile della macchina alla sedia dell’ufficio e ritorno (ha una qualche importanza sapere che ho lavorato?). Zampetta dal suo canto ha avuto vita intensa, nido comunale con mensa, casa della nonnagiuliana in compagnia della ziagiulia, giochi e instancabilità. Tutti stanchi, ma non ci si può fermare. Torno a casa in compagnia di un signore distinto con valigetta; la nonna giuliana e la ziagiulia sfrecciano verso Villacamomilla con la macchina nera fiammante; il babbo aspetta paziente di potere uscire finalmente. Si aggiungono al quadro l’amica maiferma in arrivo da una giornata logorata e intensa, naturalmente accompagnata dal bimbopiùbellodelmondo e dal neonato fratellino, alias pepito. Mi guardo intorno e penso di vedere la situazione con gli occhi del distinto signore di cui sopra. Zampetta grida felice la sua felicità del rientro a casa frullando intorno a me; la ziagiulia parla del suo nuovo portatile; la nonnagiuliana racconta come è andata la giornata e chiede se può essere d’aiuto; l’amica maiferma porta nel passeggino un pepito canterino e sveglio e parla di affari; il bimbopiùbellodelmondo gioca coi suoi mostri di plastica raccontandone le vicende; il babbo dice che deve uscire e il tempo è poco, sempre troppo poco e intanto resta un po’ di più per dare una mano. Milù guarda interdetta. E invece io cerco di fare le cose sul serio con il serio signore, con il quale sto intrattenendo una importante relazione commerciale. Proprio come al mercato di Marrakech!

Il signor Bòssolo

Si sa, per la festa di Zampetta stiamo riassestando il giardino. In realtà si tratta di un rifacimento, di uno sconvolgimento totale dell’esistente. Per dirne una, a Villacamomilla prima d’oggi mancavano le siepi. E così siamo andati alla ricerca di vivaisti che ci aiutassero nell’ardua scelta di questo elemento da giardino. Abbiamo così trovato nel Signor Bossolo un perfetto interlocutore: uomo sulla 45ina, accento pesante e modi di fare schietti. Ma soprattutto fine conoscitore dei nomi di piante: di fronte allo snocciolamento di nomi io e Mr.Cap ci siamo trovati spiazzati, soprattutto quando sono state declamate le lodi del bossolo. Increduli, ci siamo guardati perplessi, sarà una sottospecie del bosso chissà. E invece no, il bossolo ce l’ha solo lui, il nostro caro sig.Bossolo.

p.s. per la cronaca, nel nuovo giardino di bossi neanche l’ombra.

Le scarpine

scarpeIl primo regalo ricevuto da Zampetta, appena si è saputo del suo arrivo imminente è stato un kit settimanale di scarpette di lana: 6 paia di copripiedini fatte a mano amorevolmente dalla nonna di Mrs. Spiff. La nonna in questione non aveva calcolato che Zampetta sarebbe nata alla fine di Maggio e che i suoi piedi non avrebbero potuto soffrire abbastanza il freddo per la lana. A queste 6 coppie se ne sono poi aggiunte altre 6 di colore rosa (quando si è saputo che la zampetta sarebbe stata una femmina).

Una cara conoscente madre di parente acquisita ha confezionato in seguito una serie di calzini di cotone, rigorosamente confezionati all’uncinetto, bianchi e colorati, utilizzati effettivamente più tempo, ma perlopiù sparsi tra la biancheria di casa.

Stesso destino hanno subito diverse paia di calzini, detti ‘primi giorni’ che al corso di preparazione al parto ci avevano detto di acquistare: all’uscita dall’ospedale ci hanno accolto quei 30 gradi all’ombra per cui anche questi si sono persi nella biancheria: avete idea di quanto son piccoli questi indumenti?

Il giorno della nascita, una prozia arriva con una fantastica confezione: un paio di sandali colorati completamente realizzati all’uncinetto. Per la cronaca, mai messi: prima il piedino era troppo piccolo, poi andavano bene ma Zampetta ha caviglie sottili per cui si slacciavano di continuo.

Infine, un altro regalo, un fantastico paio di scarpe da ginnastica ‘vere’, con gli strappi, le rifiniture in pelle. Appena scesa la temperatura mi sono messa in testa di vestirla con questo accessorio. Bellissimo, con la tuta rosa sono una meraviglia.

Per la cronaca, una è andata persa durante una passeggiata al parco.

p.s. se qualcuno se lo chiedesse, le scarpine di lana diventeranno presto una decorazione per l’albero di Natale.

Cosa ti aspetti da un gatto?

milù… come al solito Milù arriva in casa, comincia il suo miagolio vagamente lamentoso e si dirige verso la cucina.

“Ok, ok, lo so, vuoi le crocchette. Ecco qui!” E verso le crocchette nella ciotola. Ma, sorpresa!, lei non le degna di uno sguardo e rimane lì con me, comincia a fare le fusa e a strusciarsi alle mie gambe.

“Piccola, vuoi qualche coccola! Vieni!” E comincio una serie di grattini sommamente apprezzati a sentire il volume sempre più alto delle fusa.

“Spiff, hai visto come mi vuole bene Milù? Guarda quante coccole vuole e non degna di uno sguardo le crocchette!”

“Uhm uhm… e secondo te questo sarebbe amore?”

“Ma sicuro! Un gatto che adora il suo padrone”

“Seeee, quelli sono i cani! Diciamo che forse fuori comincia a fare freschino e stanotte vorrà dormire in casa. Si sta solo un po’ arruffianando! Ma solo un po’…”

Azz, la Spiff aveva ragione! Invece di uscire come al suo solito Milù ad una certa ora si è stravaccata su un cuscino ed è caduta in un letargo degno di un orso! E ci è voluta tutta la durezza del mio cuore per accompagnarla alla porta quando siamo andati a letto…

Dormire, sognare, è tutto puffo e tranquillo finalmente

puffo

puffo

Avrà avuto 5 anni.

Non sapeva leggere. Ma sapeva a memoria tutti i libri che la mamma le leggeva. E in particolare un fumetto dei Puffi, che facevano il verso a Shakespeare.

Ci penso spesso, a questa frase, tutte le volte che la zampetta riesce a fare più di cinque minuti di pisolino pomeridiano.

Oggi è uno di quei giorni, già, un giorno puffo e tranquillo finalmente.

Gli altri e zampetta

Zampetta suscita strane reazioni sugli altri, che non siano necessariamente parenti o amici di lunga conoscenza. Sto parlando degli estranei, di quelli che incontri per strada e si fermano ammaliati da questi sessanta centimetri scarsi di femminilità. Della femminilità parlerò un’altra volta. Ora vi dico che questi sconosciuti sono strani. Intanto prima di tutto credono di conoscere zampetta assai meglio della mamma e del babbo, per cui le attribuiscono, sensazioni, sentimenti e pensieri che sbucano direttamente dalla loro testa. Non è affatto raro che, sentendola piangiucchiare, urlare, o lamentarsi, qualcuno guardi con commiserazione i genitori e se ne esca con ‘ha fame’ oppure ‘ha sete’ o ancora ‘ha sonno’. Qualcuno mentre si passeggia beati esclama ‘ che bel bimbo’; in spiaggia, dove a volte zampetta esibisce le sue beltà, incrociamo sguardi di genitori curiosi, nonne felici, bimbi emozionati. Ma le più belle sono capitate ieri: venerdì mattina di metà agosto, andiamo a passeggio in centro. Io entro in un bel negozio per fare un piccolissimo acquisto, tempo totale dell’operazione 12 minuti; lascio zampetta in compagnia di Mr.Cap, quasi pacifica dentro l’ovetto. Tempo due minuti, succede il finimondo. Io sono impegnata a comprare, a pagare, a decidere e mi accorgo tardi che:

-Mr.Cap  tenta invano di placare l’ira della furia umana in miniatura prendendola tra le altre cose tra le braccia.

– stremato, la riposa nell’uovo di origine. la zampetta continua a piangere un pianto bavoso.

persa questa faccenda, sono lì con bancomat alla mano e sto concludendo l’acquisto spalle alla vetrina dove sono appostati i nostri due compagni di viaggio. Sento dire alla negoziante: ‘Eh no, ma non è possibile, ma come si permette, ma come fa, anche in braccio!’. Mi volto e… meraviglia! Una perfetta sconosciuta con fare felino ha sgusciato la zampetta dall’ovetto e se la sta tenendo in braccio, dicendo che ha mal di pancia (sìssì) e che deve essere tenuta a pancia giù. La ragazza gentile del negozio mi ha fatto pagare in fretta e sono tornata a riappropriarmi delle mie zampette preferite, non senza un certo imbarazzo per l’ardire di certa popolazione!

Piccola ciliegina sulla torta. La zampetta continua a piangere perché l’ovetto non lo vuole più. Va bene, facciamo una iniezione di tranquillità a base di latte materno: scelto un luogo tranquillo in una piazza, mi metto all’ombra per nutrirla e coccolarla. Si avvicina una bimba, faccia d’angelo e vestitino bianco e fiorelloso. Età stimata: 4 anni. Una bimba grande dunque, che deve avere imparato dalla mamma, o dalla nonna, come si fa coi bambini. E che dice? ‘Deve avere mal di pancia, per questo piange!’. Piccoli impiccioni crescono.

Personaggi/1: La nonnainbicicletta

Il più giovane dei 4 moschettieri (i nonni) è la nonnainbicicletta detta anche nonna checaldochefa’.

La nonnainbicicletta è la più giovane e tecnologica, l’unica che potrebbe leggere questo post e che magari, una volta capito il funzionamento, postare un commento. Passerò  di qui fra un mesetto per vedere come vanno i lavori. Ah fra l’altro si lascia tranquillamente prendere in giro da me altrimenti non mi permetterei… E una vera sopresa è quando risponde pan per focaccia e mi lascia letteralmente a bocca aperta! Ormai mi conosce la nonnainbicicletta!

Un’altra sua caratteristica è che ha sempre caldo, in ogni luogo e in ogni stagione: dovreste vedere i simpatici pranzi domenicali invernali che potrebbero essere rappresentati in un quadro surrealista: tavola imbandita riccamente, tutti attorno al tavolo infagottati in maglioni pesanti e piumini. Tutti tranne lei: vestito estivo a fiori sbracciato e piedi nudi, finestre aperte che lasciano entrare una gelida tramontana e nevischio natalizio che si azzarda ed entrare in casa dalla porta spalancata. Ogni tanto si affaccia una renna. A volte un orso bianco.

Niente di grave, semplicemente non le hanno montato il termostato oppure s’è rotto e segna sempre 34 gradi.

Però ha molti lati positivi. Ad esempio, cucina divinamente e con una facilità sorprendente. Tu ti butti su un pasto luculliano, la tavola ingombra di portate, un tripudio di paste e carni e verdure e dolci e frutte e caffè e gelati.

Allora ti viene da chiedere: Nonna ma quanto ci hai messo per preparare tutto questo? Lei si schernisce, fa spallucce, fa finta di niente…

Maaahhh, niente…. ho messo insieme qualcosina…5 minuti…

Infine: la nonnainbicicletta si chiama così perchè va in bicicletta, naturalmente. E non solo. Un giorno arriva in casa e dice: Mi prendete la spesa? E sull’uscio  ci sono 4 buste del supermercato, 2 confezioni di bottiglie d’acqua, una anguria e un fustino del Dixan.

“Nonna, ma ti sei fatta portare la spesa con il camion?”

“Ma no, sono andata in bicicletta: ho preso giusto 2 cosine….”