Facciamo colazione?

Dopo i giorni di festa, senza nido, con entrambi i genitori a casa, si torna alla normalità. Sveglia presto, soliti rituali di preparazione, fretta e un po’ di tensione. Io non ho mai tempo. Normalmente la colazione la faccio in piedi, mentre mi preparo, sistemo le cose del pranzo, organizzo la cena,  uso le mie cento mani a disposizione, mentre la Zampetta si accontenta volentieri di un bel biberon di latte con la cioccolata. Stamani il babbo non c’era, era appena uscito, per poi tornare tra qualche giorno. Dorme in albergo, il babbo. Quando tornerà, sarà festa (e sarà ora di andare a dormire). Però, quando lui c’è, si fa una cosa che di solito si salta: colazione. Si mettono le cose in tavola, i cereali, le gallette, la nutella e la marmellata, si pasticcia con le dita, ci sono le zollette di zucchero golosissime, a volte i biscotti. Zampetta lo sa che oggi si va al nido, sa che la mamma va in autostrada e poi a lavorare, e sa che il babbo torna venerdì. Ma vuole fare colazione. E così, io e lei, davvero in misura straordinaria, ci siamo sedute a tavola, con la tovaglia e il resto. Poco importa se la colazione è consistita in due microzollette di zucchero, quello che contava era essere sedute lì, come nei giorni speciali.

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I due bruchetti Extended Edition

I due bruchetti non è altro che una puntata di Minuscule ma piace così tanto alla Zampetta che ormai fa storia a sè.

Piace così tanto che vuole che le raccontiamo la storia come fosse una favole prima di addormentarsi la sera.

Ora il fatto è che è una storia di 5 minuti riassumibile in poche parole: due bruchi sono amici. stop. mangiano foglie tutto il giorno. stop. uno diventa grande l’altro rimane piccolo. stop. fanno il bozzolo. stop. diventano bellissime farfalle. stop. il bruco grande diventa una farfalla “normale”. stop. il bruco piccolo diventa una farfalla enorme. stop.

Capite bene che da qui a farci una favola della buona notte, ce ne passa. E così mi sono inventato la Extended Edition. Comincio a infarcire la storia di particolari, la tiro per le lunghe, aggiungo cose, luoghi, vicende pur mantenendo fedele il succo della storia.

Zampetta non sembra farci caso e anzi apprezza. A me piace inventare storie e alla fine si addormenta serena (quasi sempre…)

… e il babbo?

Ora di cena, di contorno una sana e leggera insalatina coi pomodori e aceto balsamico. Una ciotolina per me e per Zampetta, le cene sono a due durante la settimana. Ci dividiamo serenamente la porzione, ne avanza un po’, finita la nostra parte chiedo alla piccola se ne vuole ancora. “La voglio tutta”. Ok, gliela metto nel piatto, la mangia. Poi se ne esce “e al babbo?”

Vacanze, Sardegna e ricordi

Ma quante cose gli facciamo fare a questa Zampetta? Quanti stimoli, quanti ricordi, quante esperienze?
Spesso penso al fatto che lei a 2 anni ha fatto cose che io ho fatto a 30. Ma meglio così, crescerà bene e velocemente e magari conoscerà il mondo e imparerà ad averne meno paura.
Abbiamo passato una bella settimana di vacanza in Sardegna. Il babbo, la mamma e la Zampetta per una settimana sempre insieme.
Abbiamo preso il traghetto, la nave, grande, grandissima e abbiamo passato il mare, grande e grandissimo anche di più.
Siamo stati al villaggio con le sue casette, i suoi prati, l’animazione e il ristorante e la piscina e tutto quello che ci deve essere.
Ma soprattutto c’era il mare. La spiaggia e il mare.
Un mare bello, un mare che ci è paiciuto così tanto che non volevamo mai andare via, sempre nell’acqua seppur freddissima.
Una tempesta di esperienze, di posti nuovi, di persone e bambini da conoscere e con cui interagire.
I ritmi completamente sballati rispetto a quelli che teniamo a casa, il mangiare tardi, il fare tardi la sera e invece di passare una serata tranquilla a casa, scatenarsi a ballare la baby dance.
La Zampetta che è stato il personaggio del Villaggio, scatenata e riconosciuta da tutti con il suo cespo di riccioli biondi e il suo incedere dinoccolato e la sua danza travolgente e divertente e incurante di tutto e di tutti.
Ci sono stati dei momenti di crisi un po’ per tutti ma questo è normale.
Ci sono state delle gite, nella grotta con le stagmiti, nella città più anonima d’Italia dove con un gelato da 2 euro ci si cena in 3, a Porto Rotondo a prendere il gelato da 10 euro che non basta per uno.
C’e’ stata Sofia, la nostra amica di una settimana che ci cercava e cercavamo della quale abbiamo sopportato abbracci e bacini e abbiamo ricambiato imparando cose e giocando in corse perdifiato.
Il mangiare un po’ strano e difficile, qualche abitudine un po’ stravolta e infine il viaggio di rientro, lungo, difficile e stancante per tutti.
E poi il ritonrare alla vita normale. Che è bella, colorata e felice.
Pensieri sparsi, bei ricordi. Anche quando non li ricorderemo più.

Zampetta uber alles

La 4 giorni tedesca si è alla fine conclusa con successo anche se come immaginabile e preventivato è stata faticosa assai.

Ci ricorderemo: le autostrade svizzere al di sotto delle aspettative, la Zampetta mai così buona nelle lunghe ore di viaggio, montagne con la neve e prati verdi e casette di Heidi.

Un grande lago, una cittadina carina con tante fontane che abbiamo assaggiato tutte, tante persone che ci guardavano, ci toccavano i riccioli e ci parlavano in una lingua strana.

Prosciutto a colazione (ma anche yogurt, cereali e marmellata di ciliege), carne in tutti i modi ricoperta da creme e panne improbabili e semi immangiabili, succhi di mela, gelati e niente frutta e zuppa e strane brioches tutte arrotolate e brezel.

E il caldo e la bella camera, enorme con il salottino con divano e poltrone e il lettino con l’uscita, il letto con i cuscini scomodissimi del babbo e la mamma, i tremendi torcicolli e la fatica e il sudore e lo svegliarsi alle 6 di mattina e stare tutto il giorno con il babbo mentre la mamma andava al lavoro.

E le macchine tutte grandi e tedesche, bambini indisciplinati e i vecchi ciccioni, e la cena (degli altri) alle 5 e mezza del pomeriggio e tutti che prendono i cappuccini a qualunque ora e tutti i locali italiani che anche se non vuoi trovi la gente che parla italiano

E Roberto che stava con noi e Luca che ci è stato una sera, le corse sul lungolago e il parco e i palloncini e il cappellino che ci siamo comprati e il babbo che parlava tre lingue contemporaneamente tutte male e la mamma che parlava tre lingue distintamente e tutte bene e i complimenti e le parole tedesche che Zampetta ha imparato, “bitte” e “brezel”, e il viaggio di ritorno, le lunghe gallerie, il caldo a Milano e la fatica per prendere sonno in macchina e il ritornare e lo svegliarsi la mattina e dire “siamo a casa!”

Pezzi di vita…


allora, Zampetta ovviamente era sveglia ma io ho fatto finta di niente e
mi sono lavato, vestito e fatto la camomilla.
poi sono andato da lei, si è alzata ed era un po’ stordita. l’ho
portata nel lettone, lo vuoi il latte? ti. e si è messa a prendere il
latte.
molto lentamente. ho aperto la finestra e lei ha detto “nanna” e si è
rimessa sotto le coperte.
le ho detto che ci vestivamo e lei mi ha risposto con un bel “via!”.
cominciamo bene!
a quel punto ho usato l’astuzia: ho preso il gatto e il vitello e ho
cominciato a punzecchiarla e farle il solletico, a girarla di qua e di
la’, e alla fine a metterla a pancia in su. e mentre continuava a
giocare… zac!… sfilati i pantaloni del pigiama… sfroc!…. messo
il pannolino… zic zic. infilati i calzini…. swosh!… tolta la
maglietta del pigiama.
Fine della prima parte.
Poi ho cominciato ad agire sul suo essere donna.
Guarda i pantaloni con i brillantini, guarda la magliettina con lo
sbuffo… e lei docile come un vitellino si è fatta vestire.

A quel punto era fatta. l’ho portata di la’, scarpine, giubbetto e,
quando eravamo pronti per uscire…. “sciarpa!”. Sciarpa? ma sei
sicura? Sciarpa! Insomma, si è voluta mettere il foulard verde. poco
male.
Siamo andati all’asilo, c’era la maestra Cecilia e gia’ diversi
bambini nonostante fossero le 7 e 45 fra cui una bambina di colore che
non avevo mai visto…
Zampetta era tranquilla a quel punto, un po’ coccolona tanto che è andata
in braccio alla Cecilia e le si è accoccolata…

Amanda: new look!

E’ venerdi e torno a casa dal lavoro nella Grande Città.

A casa mi aspettano la mamma e la Zampetta anche se lei stasera starà già facendo la nanna quando arriverò a casa.

Mi piace sempre il “ritorno”.

E a volte mi piace fare il piccolo babbo natale, portare dei regalini. O forse chi lo sa, in qualche modo è un modo di scusarmi con le bimbe che sono a casa della mia assenza.

Va beh, fatto sta che da un paio di settimane sono incerto se portare un certo regalo alla Zampetta.

Vi ricordate Amanda ? Per lungo tempo è stata la bambola preferita di Zampetta e ancora oggi viaggia ai primi posti della classifica. E poi ci ha accompagnato nei nostri viaggi e insomma, c’e’ un affetto particolare. Ebbene, Amanda è cambiata, hanno fatto la “versione 2011 primavera-estate”. Oddio, è brutto dire così… ma è proprio così

Eccola qui: via la giacchettina rossa per uan camicetta, via i jeans per una gonnellina.

Carina eh…. pero’… che effetto farà a Zampetta?

Sarà sempre la sua Amanda? Sarà “un’altra”?

Sono stato incerto se prenderla oppure no.

Domani Zampetta la vedrà… aspettiamo reazioni…