All’avventura!

Forse l’avete notato che seguiamo un po’ meno il blog in questi giorni.

E’ che le nostre energie sono concentrate (oltre al solito lavoro di rincorrere la Zampetta scatenata che nel frattempo sta ricominciando l’asilo) nel far partire un progetto folle che la Spiff sta coltivando da tempo con un’altra mamma.

Il progetto si chiama e si tratta di un negozio on line che vende vestiti e accessori per bambini da 0 a 6 anni. Divertenti, allegri, colorati.

Insomma, se non ci vedete per un po’… siamo dall’altra parte a lavorare…

Veniteci a trovare!

Mi vesto da sola!

A dire la verità lo fa da sempre la zampetta quello di (provare a) vestirsi da sola.

Quando le metti una magliettina ad esempio, ti aiuta infilando le maniche da sola. Adesso ha capito che anche con i pantaloncini funziona così e quindi cerca di buchi per infilare le gambette.

Prova a mettersi da sola il cappellino e anche tutta un’altra serie di capi: prende una cosa, non so, un fazzoletto, un foulard, una fascia ma anche magliette del babbo o altri indumenti e se li porta sopra la testa con tutte e due le mani come se volessi infilarsi una maglietta. Davvero tenera…

Anche le scarpe ha imparato a metterle, o meglio, ci agevola quando glie le infiliamo. E’ cosi’ sveglia, cosi’ curiosa e cosi’ attiva che un giorno sono convinto ce la troveremo vestita di tutto punto con il suo sorriso furbetto stampato in faccia!

Sapessi com’è strano…

…ritrovarsi stravolti a Milano!

Il problema di lasciare passare qualche giorno dagli eventi è che poi il tutto si scolorisce un po’ e quindi anche tutte le esperienze negative, le brutte avventure e la fatica immane che abbiamo sofferto, alla fine sbiadiscono…

Zampetta e la mamma sono venute e prendermi nella città dove lavoro: sono salite in macchina il primo e siamo tornati tutti insieme il giorno dopo. Il viaggio di andata è stato traumatico per mamma e zampetta che è stata male. Un’esperienza da dimenticare e che non voglio ripercorrere anche perchè l’ho vissuta soltanto, e gia’ quello non è stato bello, via telefono.

Mi rimarranno nella mente gli Zampetta show: la felicità e la voracità con la quale accoglie le cose e le esperienze nuove: autobus, metropolitana, sotto terra o in piazza Duomo, tutto è bello è da provare è da applaudire, da riempirsi gli occhi e da farne una scorpacciata. Perchè tutte queste persone in metropolitana se ne stanno serie senza parlare? Salutiamo e prendiamo confidenza! E cosi’ capita che interi vagoni, con gente italiana, extracomunitaria, parlanti o tacenti si ritrovino a sorridere, a parlare a salutare, la nostra piccola scatenata zampetta che esaltata come non mai saltella qua e la’ e ride su ogni altalena di ogni parco di Milano, e passeggia per i corsi e le piazze e fa fermare la gente e mangia il gelato biologico al lampone da Grom, e va in libreria e prende il libro degli orsetti, e al negozio di vestiti per un cappellino e da Zara per le magliettine estive e da Imaginarium per Amanda, la nostra nuova, anzi, la nostra prima bambola.

E poi non si può fare altro che cadere addormentati, stremati, distrutti da una folle giornata di sorrisi e compere. E allora via, in macchina e a perdifiato verso casa.

Che fatica faticosa! Ma adesso abbiamo ancora un’altra piccola scorta di ricordi da mettere nella nostra collezione!

Pallamania

Da qualche tempo Zampetta ha un nuovo amore: la palla.

Ma non una palla in particolare: OGNI tipo di oggetto tondeggiante e vagamente rotolante.  E cosi’ diventano oggetto di folli giochi la pallina di spugna morbidosa che gli ha comprato il babbo, la palla grande e leggera (vi ricordate il Supertele della nostra, o almeno mia, gioventu’?), la palla di stoffa rosa e bianca, la palla di gomma rosa omaggio del negozio di vestitini. Posso aprire una parentesi su questi posti? Sembra quasi che in questi negozi di vestitini i prezzi siano talmente esagerati che quando cominci a spendere piu’ di una certa cifra cominciano a sentirsi in colpa e sentono il bisogno di farti uno sconticino o un regalino.

“Prendo la magliettina, la gonnellina e il cappellino”

“Sono 180 euro”

“…” (resisti stoicamente)

“…pero’ c’e’ la pallina in omaggio!”

“Ah ecco allora tenga pure la carta di credito e la violenti come meglio crede!”

Dicevamo, palle di ogni specie sono ben gradite e non ultimo il palloncino di nonno Mario che da quando ha scoperto la passione di zampetta si è comprato un bustone da 2000 palloncini per la felicità di tutti. Sigh!

Un mondo di plastica

Per Natale la nostra piccola Zampetta ha ricevuto, c’era da aspettarselo, una montagna di regali: dalla mamma e dal babbo ovviamente, meno ovviamente da amici e conoscenti, vicini di casa, la zia alla lontana e via dicendo. Se ne è ricavato un certo malloppo di oggetti, tutti più o meno adatti alla sua età, oltre al consueto kit di vestiario per i prossimi mesi. Ma soprattutto, siamo stati sommersi dalla plastica. Con nonne e parenti vicini ( a chi ce lo ha chiesto) eravamo stati categorici: niente materiale ingombrante, villacamomilla non è minuscola,  ma contiene a faticai proprietari e la loro mercanzia. In più, sia io che Mr.Cap pensiamo che più della quantità, conti la qualità del gioco, quindi via libera a giochi istruttivi, senza troppe musichette fastidiose, pezza, sonaglini discreti. Niente da fare, il materiale plasticoso è arrivato puntuale, dentro quei pacchetti grandi per le mani di Zampetta.  E sapete quale è la cosa terribile? Che a Zampetta questi giochi plasticosi piacciono proprio! Dove andremo a finire?

Il prossimo anno, chiederemo solo giocattoli di legno, sperando che non arrivino altre ingombranti sorprese!

Dalla testa ai piedi

Ci affidiamo sempre alla tecnologia pannolinesca con risultati più o meno confortanti (ne abbiamo parlato qui e qui) ma a volte anche i più tenaci e contenitivi se la vedono brutta con le poderose scariche dei nostri piccoli.

E così succede che la mamma dopo la pappa del mattino, veste la nostra Zampetta tutta pulita e rosa come un fiorellino, profumata come la primavera. La tira in aria tutta felice e gongolante e mentre gli uccellini cinguettano e i petali volano nell’aria… pppprrrrrooooooo!!! una scarica degna di un temporale tropicale riempie l’aria. E l’aria si riempie anche di un certo profumo (mozzarella?) mentre il pannolino non è riuscito a contenere la potenza esplosiva.

E così la sostanza poco profumata e molto colorata fuoriesce a sporcare i vestitini appena messi, la Zampetta deve essere lavata e soprattutto cambiata… dalla testa ai piedi! Povera mamma…

Ciao, ZiaGiò

fioreZampetta ha tanti zii acquisiti, che si sono candidati tali appena hanno ricevuto notizia del suo arrivo. In questi giorni, a cinque mesi dalla sua nascita, è arrivata a trovarla la ZiaGiò. La zia in questione arriva da una piccola cittadina di montagna, dove il giovedì sera trovi solo un ristorante aperto e dove i ladri hanno un nome e un cognome e non hanno una grossa attività. Il viaggio è stato lungo e faticoso, e anche per questo la sua visita vale la pena di un racconto.

La ZiaGiò è alta, magra e con gli occhi celesti. Ama la vita di montagna, il cielo blu delle vette e i campi di camomilla. Le piacciono i fiori, li disegna anche sui vetri appannati. Sa creare con le mani capolavori di lana e cotone. E’ insomma una zia speciale.

Subito si è creato un buon feeling tra questa zia dalla voce sottile e la Zampetta, che guardava stupita di fronte a se’ una persona in più, che vedeva dalla mattina al risveglio fino alla notte prima della nanna. Per lei sono stati giorni faticosi, visto che abbiamo colto l’occasione per portare la zia a spasso per località e locali: una capatina a toccare l’acqua del mare con i piedi (scarpe incluse!), una visita al centro storico e degustazione  di cibi più o meno tipici, della serie dal panigaccio alla pizza!

La zia ha sparso la casa di regali e fiorellini, di chiacchiere di scarpe e di considerazioni sulla vita: per un momento alla Spiff è sembrato di tornare a rivivere come prima.

Un’altra prova superata a Villa Camomilla: avere un ospite gradito in casa, seppur con tanta difficoltà, è cosa possibile e  piacevole nonostante la fatica. Alla prossima, ZiaGiò, verremo noi a trovarti speriamo prima di Natale!