Piccole cose da ricordare

Cose da ricordare di oggi (in modo sparso):

– Al mare, 1 ora sulla spiaggia con il mare mosso, passeggiata, Massimo che ci viene a trovare.

– Dalla nonna Giuliana, si pranza e si passa il pomeriggio tranquille facendo le nostre prove di primi passi. Ormai stiamo per prendere il volo, siamo a 4-5-6 passetti “senza mani”.

– Stella. Stella è il vecchio cane della mamma e della zia giulia. E’ un cane buono, intelligente e affettuoso e oggi la mamma l’ha spazzolata perchè perdeva tanto pelo. Noi siamo un po’ stupite davanti a questo grande animale. Stella ci vuole bene e ci ha leccato la faccia.

– Siamo tornati a casa in bicicletta, nel seggiolino che ci piace tanto. Il babbo e la mamma faticano. E io mi guardo il panorama!

– Cena in giardino. L’erba fatta dal nonno, la serata tiepida, vani tentativi di scacciare le zanzare con zampironi e citronella. La mamma mi ha messo una tovaglia sull’erba morbida (mi piace camminare con i piedini nudi sull’erba morbida!) e ho mangiato li’: la carne, le zucchine, le carote e la crostata. Yum!

– E’ stata una lunga e bella giornata. Ma adesso non riesco a dormire. E la mamma domani va al lavoro e il babbo deve viaggiare lontano. Ma cosa ci posso fare?

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Lapilli

Il magnifico mondo del giardinaggio continua a riservarci le sorprese più svariate: sabato infatti, con Zampetta febbricitante causa vaccino (disgraziati!) siamo tornati a far visita al vivaio per comprare i vasi nuovi da sostituire a quelli anteguerra che ci sono adesso e visto che eravamo lì abbiamo adocchiato nel settore “inutilità varie” un saccone pesantissimo on l’etichetta “lapilli vulcanici decorativi”.

Potevamo farne a meno? No, anche perchè con il tempo che sta facendo in questi giorni (diluvi tropicali), la tenera erbetta che sta cominciando a crescere sta credendo di essere nelle profondità marine e sta vedendo di riciclarsi come alga. Ci sono ancora tanti sprazzi marroni di terra e quindi dobbiamo dissimulare…

E così fino a poco fa ero alle prese con 35 kg di lapilli vulcanici rossi: belli, scenografici e dissimulatorii. Problema: 35 kg di quella roba è una goccia nel deserto, per coprire tutto quello che avevo previsto ce ne vogliono circa 4 tonnellate! Mi servirebbe un vulcano sotto casa che lapillasse da mattina a sera…

… e una bombola di elio

Siamo alle prese con l’organizzazione della festa di compleanno di Zampetta. Forse attribuiamo all’evento troppa importanza, ma ormai è andata così: per la piccola non si sono mai fatte feste da quando è nata, ed è giunto il momento di farlo. E’ maggio, il mese dei fiori e del clima mite e soleggiato, per cui nulla di meglio di una festa in giardino, che per l’occasione e grazie all’aiuto verde di Bossolo stiamo rigenerando.

I lavori fervono, e muratori, elettricisti, zii geometri e architetti da esterno sono all’opera da tempo, con grande dispendio di energie (e finanze) per il babbocap e la mammaspiff. Una menzione a parte richiedono le decorazioni: per ora non c’è niente di preciso, solo una nebulosa serie di iniziative della mamma, che sogna un compleanno bellissimo senza fatica. E così ieri siamo entrati nel negozio dei palloncini. Un ragazzo gentile ci accoglie, ci racconta un po’ la storia della sua vita, trasmette la sua passione per l’aria gonfiante e per le decorazioni da festa. Ci sconsiglia di spendere tanto. Ci sconsiglia di comprare le posate di legno (che la mamma ha subito adocchiato). Ci sconsiglia la carta in favore della plastica. Ma ad una cosa non si può rinunciare, e cioè alla fantastica bombola rossa che tiene in negozio, quella che permette di gonfiare e fare volare cinquanta palloncini. Prezzo dell’offerta, euro cinquantatre palloncini esclusi. Un costo esorbitante, ma i palloncini alla festa non mancheranno, su questo non c’è dubbio!

Il signor Bòssolo

Si sa, per la festa di Zampetta stiamo riassestando il giardino. In realtà si tratta di un rifacimento, di uno sconvolgimento totale dell’esistente. Per dirne una, a Villacamomilla prima d’oggi mancavano le siepi. E così siamo andati alla ricerca di vivaisti che ci aiutassero nell’ardua scelta di questo elemento da giardino. Abbiamo così trovato nel Signor Bossolo un perfetto interlocutore: uomo sulla 45ina, accento pesante e modi di fare schietti. Ma soprattutto fine conoscitore dei nomi di piante: di fronte allo snocciolamento di nomi io e Mr.Cap ci siamo trovati spiazzati, soprattutto quando sono state declamate le lodi del bossolo. Increduli, ci siamo guardati perplessi, sarà una sottospecie del bosso chissà. E invece no, il bossolo ce l’ha solo lui, il nostro caro sig.Bossolo.

p.s. per la cronaca, nel nuovo giardino di bossi neanche l’ombra.

Villa Camomilla

Ante – Antefatto: qualche giorno fa la famiglia tricotomica al completo è andata in un bel posto, un vivaio dove è un piacere girare per i sentieri fra le piante delle più diverse specie come fosse un orto botanico artificiale e iper concentrato. Mentre giravamo in cerca di verdi ispirazioni, alla fine c’è stato il voto all’unanimità: avremmo costruito un bel vaso rotondo, grande e vi avremmo impiantato… camomilla! Per diversi motivi: perchè è bella, profumata, allegra e fa tanto dormire la zampetta.

E così è stato: abbiamo preso una specie di conca rotonda, il sottovaso, un terriccio adatto e 5 piantine di camomilla che poi, grazie alla perizia giardiniera del babbo, sono state accuratamente trasferite nel vaso più grande. Non lo riempiono tutto ma con il tempo creeranno un bel tappeto uniforme, profumato e pieno di fiori. Neanche vi dico che da quando il lavoro è stato fatto (3 giorni fa) guardiamo continuamente con occhi speranzosi i millimetrici miglioramenti e i tentativi di colonizzazione delle nostre piantine!

Antefatto (semplice): Stamani, sempre con la famiglia al completo, si passeggiava per i marciapiedi della locale marina e notavamo le belle villette della località balneare. Tutte queste villette hanno un nome: villa Ada, villa Antonietta, villa Che so io… E allora ci siamo chiesti: se avessi una villa, che nome le daremmo?

Ipso facto: no, non abbiamo una villa ma una vecchia casa fuori città, al piano di sopra stanno i nonni e sotto stiamo noi. C’e’ un piccolo giardino che un giardino non è, ingombro di alberi da frutto che cercano di sopravvivere alle cure sciagurate del nonno contadino. C’è Milu’, la nostra gatta ufficiale, c’e’ Nerone, il gatto abusivo, che cacciano lucertole, uccelli e ogni sorta di animale che si avventuri nel loro territorio. Intorno ci sono dei vigneti. Gli uccellini ci fanno sempre compagnia e non ci possiamo lamentare tutto sommato nonostante il ladro, il vicino scontroso e gli albanesi che stanno dietro. C’e’ un grande vaso rotondo che da qualche giorno è con noi con le sue piantine che cercano di colonizzarlo: se ce la faranno le pianteremo dappertutto qui intorno.

Alla fine riusciremo a fare la nostra piccola e sfigata… Villa Camomilla!