Il pongo

C’è una cosa fra i giochi di Zampetta che ci fa davvero paura. Non è una cosa pericolosa o dannosa ma nonostante questo è temutissima!
Il pongo!

O Dido’ che dir si voglia.
Il pongo è stato regalato a Zampetta per il suo compleanno e da subito Lo abbiamo fatto magicamente sparire.
Poi purtroppo un giorno è ricomparso e da quel momento ogni tanto ci giochiamo.
Il problema non è il pongo in sé (a parte il fatto che dopo un po’ si formano degli ammassi marroni orribili) ma l’accessorio con il quale si fanno lunghi fili, spaghetti, lunette e tutte le varie forme allegate.
Ecco, con quello si creano una tale quantità di residui, pezzetti, striscette che si incollano dappertutto e che ci fanno tanto temere il pongo.
Adesso è finito in casa dei nonni. Zampetta continua a giocarci felice, noi siamo contenti e là nonna non sembra essere piu’ di tanto disturbata.
Abbiamo raggiunto l’equilibrio perfetto!

GNAM!

Certe cose non si possono spiegare, nascono da momenti, da situazioni, da… invenzioni.

E in questo modo io e la Zampetta ci siamo inventati un gioco. Si chiama Gnam!

Si fa così: ci si mette uno davanti all’altro a breve distanza, si allargano un po’ le gambe e poi con una palla, piccola o grande che sia, si gioca a farla passare in mezzo alle gambe l’uno dell’altro.

Ma attenzione: quando la palla passa in mezzo alle gambe bisogna dire: GNAM! Come se ci fossimo “mangiati” la palla.

Poi la scorsa settimana ci siamo pure inventati una variante: con una macchinina. Tutto uguale solo che invece della palla in mezzo alle gambe si fa passare una macchinina. E’ più difficile ovviamente. Ma noi siamo bravissimi!

Spaghetti di soia indomabili

La mamma lo voleva fare, ci ha provato e tutto è andato bene: tutto sommato la VERA cucina cinese è buona e sana e così si è cimentata con gli spaghetti di soia con verdure e salsa di soia.

Si, erano buoni (e a me non fanno proprio impazzire queste cose…) ma soprattuto… divertenti.

Gli spaghetti di riso sono biancastri e piuttosto viscidi. E già qui era strano e divertente a vedersi e a mangiarsi.

Ma vedere la zampetta che li prendeva con le mani, visto che la battaglia con la forchetta è stata dichiarata persa in partenza, li tirava, si stupiva di quanto fossero lunghi, poi riusciva  a mettersene in bocca una parte e poi mega-risucchio per mangiarselo, è stato davvero particolare e … diverso.

Anche lei sembrava stupita: quante cose buone e diverse mangiamo, quanto grande è la varietà del mondo che abbiamo davanti.

E che bello scoprirlo tutto!

Dov’è la mia bici?

Bella eh! E’ la mia nuova bici. Me l’hanno regalata il babbo e la mamma per Natale. No, effettivamente non ne avevo ancora parlato nonostante sia passato un bel po’ di tempo da Natale perché è successa una cosa strana.

In pratica questo è stato l’ultimo regalo che ho aperto: me lo hanno dato addirittura nel pomeriggio. Non so, forse era troppo grande, era in ritardo Babbo Natale, non so. Oppure volevano solo fare il gran finale.

Vabbe’, insomma, un paccone più grande di me ricoperto con una carta con le renne rosse (orrenda a dire la verità). Lo apro e dentro che cosa ti vado a trovare? Una bicicletta senza pedali, di legno, color verde acido (trendy e molto femminile). Bella, proprio bella.

Sono proprio contenta e infatti mi faccio ben capire che voglio salirci. Il babbo mi mette su ma è un problema andarci visto che non tocco terra con i piedini…

Comunque un particolare trascurabile, mi sarei adattata in qualche modo. Fatto sta che dopo pochi minuti la mia bella bici era già sparita e anche adesso, nonostante la casa non abbia più segreti per me, non riesco a trovarla da nessuna parte.

Non vorrei che fosse piaciuta troppo a Babbo Natale e che si sia pentito di avermela lasciata. Oppure vuoi vedere che ha a che fare con il fatto che non tocco ancora per terra con i piedi?

Comunque sono convinta, vedrete che quando le giornate si faranno belle, la primavera sarà alle porte e io sarò cresciuta di qualche centimetro, la mia bella bicicletta comparirà di nuovo!

Uvette e canditi

La storia è sempre la stessa: chi lo vuole senza uvetta, chi lo vuole senza canditi. Il panettone naturalmente.

Fino ad oggi mi è andata sempre abbastanza bene: la mamma mangia tutto mentre io sopporto i canditi ma non l’uvetta. E così è sempre stato un togliere e dare che funzionava bene.

Ma adesso, cara mamma, io ho trovato la compagna perfetta per le mie serate a base di panettone. La piccola Zampetta infatti va letterlamente pazza delle uvette tralasciando tranquillamente tutto il resto.

e a questo punto a me non resta altro che prendere la mia bella fetta, depurarla dalle uvette e metterle davanti alla piccola che diligentemente se le mangia.

Stasera c’è stata una piccola gara fra me che toglievo e lei che mangiava.

Si è risolta in un pareggio ma ci ritroveremo ancora per una appassionante sfida a togli-le-uvette, mangia-le-uvette!