Che puzzetta!

Periodo di Pimpa, sia su carta con i libretti che ci compra il babbo, sia alla tv con gli episodi che si riescono a recuperare su youtube.

In particolare l’espisodio dell’anatroccolo Alì ci piace un sacco, lo guardiamo spesso e soprattutto contiene la hit del momento: “che odorino, che puzzetta”, inno al bagnetto della Pimpa per tutti i bimbi con evidente scopo educativo: quando si corre e si gioca poi ci si deve lavare per benino altrimenti… manderemo un certo odorino e la gente, annusandoci il piedino dirà… che odorino, che puzzetta!

… al minuto 3,30!

Popoff

Da qualche tempo siamo in fase “canzoni dello Zecchino d’oro” con un bombardamento continuo su più fronti: in macchina si va con la heavy rotation, ripetizioni a ciclo continuo della stessa canzone per tutta la durata dei viaggi, mentre a casa youtube la fa da padrone con i video delle canzoni e dei cartoni animati: Popoff, il caffe’ della Peppina, il coccodrillo come fa, le tagliatelle di nonna Pina, nostro malgrado fanno la colonna sonora della nostra giornata.

A Zampetta piacciono, balla e si concede un po’ di relax .

Dobbiamo soltanto cercare di moderare un po’ la quantità e magari cercare di variare un po’…

Gran Ballo al Municipio

E’ finalmente il momento delle vacanze della mamma, vacanze del resto da lungo tempo annunciate e imposte dal posto dove lavora. Mrs. Spiff si impegna di brutto a passare nel miglior modo possibile le ferie intorno a Ferragosto, periodo che lei odia in quanto Villacamomilla si trova proprio dalle parti di famose località balneari frequentate da milioni di turisti in questo periodo.

Evitiamo la spiaggia, il primo giorno, e andiamo a svolgere un po’ di pratiche burocratiche. E così eccoci in fila, dopo salutare passeggiata in bici, all’ufficio anagrafe del Comune. Strano ma vero, un’altra dozzina di persone ha avuto la nostra stessa idea, e l’ha avuta prima di noi, almeno qualche minuto prima, così ci troviamo a dovere attendere a lungo.

La sede del comune è davvero bruttarella, puro stile anni ’80, con tanto marmo e un soffitto alto alto dove però non volano gli uccelli e non c’è nemmeno la luna. E così, cose da vedere ce ne sono poche, specie dovendo rispettare la coda e non potendoci muovere molto. D’altronde, la mamma non può fare altro che usare queste odiose ferie (ma pur sempre ferie sono!) per svolgere anche questi compiti, e così Zampetta è con lei, a guardare la signora dietro (uh, come è bellino, come si chiama? – Anna! – ah, è una femmina?) e la signora davanti. Ecco, la storia riguarda la signora davanti. Zampetta, come saprete o come dice il nome, zampetta, e parecchio, e non c’è modo di tenerla ferma in un posto. Si agita, scalcia, fa sudare un sacco la mamma che già di per se’ è accaldata da questo agosto senza condizionatore. E i compagni di coda si accorgono ancora di più della presenza di questa creatura inesauribile (dove sono le pile?). Così, la Signora Davanti, mamma di bimbo treenne (lo scopriamo dopo, ma a voi lo anticipiamo!) escogita un metodo per placare l’energia di questa fanciulla di 75 centimetri abbondanti. Tira fuori dalla suaborsa.. un cellulare, con dentro gli mp3 di alcune canzoni dello Zecchino d’Oro. E così Zampetta balla al ritmo del Valzer del moscerino, scopre il Torero Camomillo, e dimostra di essere già esperta conoscitrice del caffè della Peppina. Tutto questo, ballando e dimenandosi in una composta fila. Intorno, tutti gli impiegati comunali rimasti rintanati nonostante la calura e le vacanze, a guardare uno spettacolo tutto sommato normale, ma in un luogo inconsueto. Ullallallà…………

TA DA

Il gran giorno è arrivato e l’abbiamo fatto:abbiamo lasciato la nonna in balia di Zampetta e siamo andati, i genitori soli, dopo mesi, a omaggiare in nostro santo protettore: San Vinicio Capossela.

All’inizio è stato irreale: mentre andavamo verso il teatro non ci rendevamo conto, ma poi, dimenticati i timori ci siamo lasciati prendere dalla serata: uno spettacolo nel vero senso della parola pieno di luci, di attrazioni e di attori e di musica bella.

E il domatore timido, Vinicio, ci ha condotti alla scoperta delle meraviglie del suo circo, con i punti tristi, quelli allegri, immagini da ricordare e da rivedere.

Confesso che per un paio d’ore sono riuscito a dimenticare la Zampetta e con tutto il bene che le voglio, due ore di respiro sono serite per continuare l’apnea dei prossimi, indefiniti, mesi.

Una follia!

P.G.R.Da diversi giorni quella faccia scura mi chiamava dai cartelloni, quasi un’apparizione tra lo scorrere del traffico. Non ho potuto dire di no, il pellegrinaggio andava fatto, visto che il nostro ‘salvatore’ passa nelle vicinanze di Villa Camomilla.
Il 5 dicembre, chissà come e spendendo una cifra inaccettabile, andremo a rendere grazie a Vinicio Capossela.