Ombre cinesi

Funziona così: si spegne la luce. si accende una lampada puntata su un muro bianco (quello del lettino). si mettono le mani davanti alla fonte di luce e si guarda il risultato sul muro. a seconda di quello che viene, Zampetta decide di che cosa si possa trattare: un coniglio, un gatto, forse un maiale… poi sconcertata, guarda la nuova ombra appena prodotta e chiede ‘che animale è? quale animale ha tre zampe?’

Mais naturellement… The aristocats!

E’ il cartone preferito di Zampetta (con un nome del genere non poteva non amare gli amici a quattro zampe). E adesso che Gli Aristogatti è uscito al cinema per la graditissima rassegna dei Classici Disney al cinema ne abbiamo ovviamente approfittato. Non poteva esserci migliore ‘prima volta’ per l’esperienza cinematografica: conosciamo a memoria il copione e le canzoni, e non ci spaventiamo di fronte alle scene ‘forti’ (Scatcat che compare all’improvviso spaventando il temerario Groviera fa ancora il suo effetto…).
L’impatto è stato forte: volume alto, schermo gigantesco, tanti bambini intorno a noi, una domenica pomeriggio davvero insolita.
Adesso vedremo se la passione per il grande schermo verrà coltivata (la campagna prevede anche Il libro della Giungla e Peter Pan, che però non conosciamo), oppure se resteremo solo dei grandi fan dei gatti più eleganti di tutta Parigi!

Igiene dentale

Zampetta non vuole lavarsi i denti. Odia tutti i dentifrici attualmente in commercio (provati tutti, chiedete di una marca e di sicuro ce lo abbiamo), è dura convincerla a infilare in bocca quel malefico attrezzo che è lo spazzolino (provato di forme e colori accattivanti, neutri, con le lucine che si accendono e i brillantini, rosa e fucsia, notoriamente i suoi colori preferiti). Quando si riesce a oltrepassare la cortina dei denti serrati, con grossa difficoltà è possibile passarle le setole mentre lei comprime lo spazzolino con tutta la sua forza. Insomma è veramente un’odissea, ogni volta (possibilmente tre volte al giorno). Una sola cosa passa tra quelle labbra tenaci, e cioè la cosa più inutile per una bimba con i denti naturalmente separati gli uni dagli altri… Il filo interdentale! Rigorosamente senza alcun sapore, si intende! E quindi ogni tanto glielo concedo…. in cambio di una spazzolatina.

Evoluzioni

“Zampetta, chissà di che colore sarà la lucetta alla rotonda (coordinate google maps: 44.040288,10.123703)?” .

Visto che su streetview non si vede ancora la modifica fatta alla strada, tento di descrivere l’opera d’arte che la nostra amministrazione comunale ci ha donato, prima di tutto come oggetto del nostro piacere, ma soprattutto come occasione di attrazione per la Zampetta che, si sa, in macchina non ci sta molto volentieri e quindi è desiderosa di ‘pensare ad altro’ lungo i tragitti su quattro ruote: al centro di una rotatoria dove usiamo passare abitualmente, il nostro sindaco ha installato la rappresentazione di una specie di ingranaggio/ruota dentata/strumento di lavoro (?) rotondo in marmo, dentro il quale viene proiettata una luce led che cambia colore.

“Mamma, non so, magari sarà celeste, oppure gialla, oppure FUCSIA” “Come????” “FuCSia!”. Alle frontiere della corretta pronuncia delle parole!

Facciamo colazione?

Dopo i giorni di festa, senza nido, con entrambi i genitori a casa, si torna alla normalità. Sveglia presto, soliti rituali di preparazione, fretta e un po’ di tensione. Io non ho mai tempo. Normalmente la colazione la faccio in piedi, mentre mi preparo, sistemo le cose del pranzo, organizzo la cena,  uso le mie cento mani a disposizione, mentre la Zampetta si accontenta volentieri di un bel biberon di latte con la cioccolata. Stamani il babbo non c’era, era appena uscito, per poi tornare tra qualche giorno. Dorme in albergo, il babbo. Quando tornerà, sarà festa (e sarà ora di andare a dormire). Però, quando lui c’è, si fa una cosa che di solito si salta: colazione. Si mettono le cose in tavola, i cereali, le gallette, la nutella e la marmellata, si pasticcia con le dita, ci sono le zollette di zucchero golosissime, a volte i biscotti. Zampetta lo sa che oggi si va al nido, sa che la mamma va in autostrada e poi a lavorare, e sa che il babbo torna venerdì. Ma vuole fare colazione. E così, io e lei, davvero in misura straordinaria, ci siamo sedute a tavola, con la tovaglia e il resto. Poco importa se la colazione è consistita in due microzollette di zucchero, quello che contava era essere sedute lì, come nei giorni speciali.