La cucina… a letto

Da un paio di giorni Zampetta fa un gioco nuovo: cucina… a letto.

Stare nel lettone del babbo e della mamma le è sempre piaciuto: rotolarsi, giocare, prendere le coccole, fare la nanna. Ma adesso…

Si alza in piedi dalla parte della testiera e armeggia con il muro mentre parla la sua lingua sconosciuta: prende cose, mette a posto, si gira, tutta un agitarsi.

“Piccola, cosa stai facendo?”

“Pappa!” e viene verso di noi come per darci da mangiare.

“Gnam!, Buono, che cos’era?”

“Pisce”

“Ah, ecco perchè era così buono” – dice la mamma vegetariana!

Poi va di nuovo al muro, armeggia variamente, prende cose, mette cose e viene di nuovo verso di noi.

“Gnam! buono. E questo cos’era?”

“Piza”

“Buona la pizza! Grazie!”

E così per ore, non si stanca mai di cucinare la nostra piccola zampetta.

Bello, bello che cresca e che impari a giocare, a fare giochi di fantasia come questo.

Solo una domanda: ma perchè a letto??

Ci piace morbido

Ci sono cose che per forza ricorderemo anche quando Zampetta sarà grande.

Una di queste è il cucchiaio giallo morbido, quello con il quale mangiamo la pappa e la frutta e tante cose.

Ne abbiamo anche altri di cucchiai ma il nostro perferito in assoluto è solo questo. Gli facciamo dei sorrisi, ce lo mastichiamo massaggiando le gengive e soprattutto sappiamo che quando lui entra in scena, la pappa è in arrivo!

Oggi che ho 8 mesi…

… faccio dormire di meno i miei genitori. All’inizio dormivo tutta la notte, adesso invece sono molto più irregolare e a volte gli faccio passare delle vere e proprie notti in bianco. In compenso mangio la pappa e la frutta. A dire la verità mangerei tutto quello che mi danno (ho provato la carota, il finocchio, il mandarino e la patata) ma loro mi danno sempre quella pappa (buona per carità) e mi fanno provare le cose mooolto lentamente! Della frutta non ne parliamo: mi piace tantissimo. E poi vado all’asilo. Ancora per poche ore, due o tre, ma mi piace, mi piacciono le maestre e ci sto volentiri.

Di denti, nenache l’ombra mentre i capelli mi cominciano a spuntare. La mamma dice che sono riccioli, il babbo dice “Quali capelli?” ma a dire la verità sono ancora pochi per dire come saranno. Provo a stare in piedi: non che ci riesca ma mi piacerebbe. Mi faccio tenere dal babbo, dalla mamma e dai nonni e provo a zampettare un po’:  non vedo l’ora di camminare!

Per il resto sono sempre io: sorrido spesso, mi piace guardare tutto ed essere sempre in movimento. Sono sempre al centro dell’attenzione e ricevo sempre tanti complimenti. E devo dire che mi piace così.

Cosa mi aspetto dal futuro? Continuare a crescere, imparare cose nuove e forse, fare dormire un po’ di più il babbo e la mamma…

La pappa

Ligi al dovere, alla morale e ai pediatrici dettami, dopo 6 mesi di dieta lattea monovariata, al sestounesimomeseeungiorno di vita della Zampetta abbiamo proceduto ad iniziare lo svezzamento.

Carota, patata, zucca, 1 litro e mezzo di acqua e un’ora e mezza di ebollizione. Dopo questo processo rimangono 250 ml di brodo ai quali va aggiunta farina di riso o mais o tapioca, un cucchiaio di olio e uno di parmigiano.

Aspettiamo mezzogiorno che la Zampetta abbia appetito (si, va beh, quando non ne ha?), la mettiamo sul seggiolone. Ha l’aria spaesata che sembra dire: “Dov’e’ la mia puppa? Mi volete mica fregare?”

Chiaro! Le mettiamo davanti il bel piatto e cominciamo con la prima cucchiaiata con il suo cucchiaino preferito. Momento di incertezza…eee…gnam! La Zampetta si getta golosa sulla pappa e cucchiaio dopo cucchiaio se la fa fuori tutta! Certo, un po’ viene sbrodolata in varie e creative maniere, ma meno di quello che mi sarei aspettato.

E quindi, il test è andato benissimo e domani si ontinua: patate carote e bietola stanno già bollendo in pentola!