Yellow

Con una quindicina di anni di anticipo rispetto al babbo (ho cominciato in prima superiore, alle medie si faceva francese), la Zampetta ha cominciato a “studiare” l’inglese.

Prima lezione: il giallo – Yellow

Niente male!

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Non lì fanno più i bambini di una volta…

La mamma si ferma a parlare con le maestre dell’asilo.
Le dicono che la Zampetta è una brava bimba, ben educata, composta, ecc.
Una bambina “come ce n’erano una volta”.
La Zampetta mi sembra una bimba moderna e normalissima.
Mi viene da chiedermi come sono gli altri bambini dell’asilo…

Ma pensa, abbiamo una bimba “come se ne facevano una volta”, chi l’avrebbe mai detto?

Frammenti di un inizio

Zampetta ha cominciato la scuola materna.

La aspettava da tempo.

Il primo giorno ha fatto un’ora, il secondo giorno due ore, il terzo tre.

Nei prossimi giorni poi proverà ad andare con il pullmino e insomma, tutto un nuovo mondo di persone, cose, abitudini da scoprire e con cui confrontarsi.

E allora? Ci sono problemi?

Non lo so. Perchè Zampetta non parla della scuola materna. Dà soltanto poche informazioni, spezzoni, mezze frasi. Forse deve digerire, metabolizzare questa nuova esperienza.

Una maestra si chiama Antonella. Ci sono i pulcini (i piccoli come Zampetta), i gatti (i medi) e i leoni (i grandi). E’ contenta del grembiulino rosa. Disegna al tavolo dei pulcini. Ci sono le rondini alle finestre e i disegni ai muri. Si è sbucciata un ginocchio.

Ecco, credo di non sapere altro…

Andiamo avanti Zampetta, dev’essere difficile. Sei cresciuta e questo è un primo passo: ce ne saranno tanti altri davanti a te…

La fine dell’asilo

Oggi c’e’ stata la festa dell’asilo.

Non è proprio l’ultimo giorno ma in realtà l’asilo nido è finito: dal prossimo anno la Zampetta va alla scuola materna.

E’ stata una bella festa, nella fattoria, con tutti i bambini, i genitori e le maestre.

Faceva caldissimo ma non importava. Importava esserci per rendere speciale questa giornata.

E per ringraziare le maestre.

A Zampetta mancheranno tanto. E anche a noi genitori mancheranno questi 3 moschettieri: Maura, Caterina e Cecilia.

Grazie maestre per questi 3 anni passati insieme. Diventiamo grandi ma il ricordo rimarrà sempre.

Una giornata speciale

Cosa c’è di più speciale del compleanno di Zampetta?

Soprattutto se lei lo aspetta con così  tanta impazienza! Ed è stata davvero una giornata bella e specialissima: svegliarsi con il babbo e la mamma a casa nonostante il giorno feriale, sentire il primo “Tanti auguri” alle 7 del mattino, prepararsi con trepidazione per andare all’asilo e pregustare la festa che ci sarà.

Nel frattempo il babbo e la mamma vanno a fare la spesa: portano la torta, i succhi e le candeline all’asilo mentre le maestre hanno già preparato le bandierine la la scritta Buon compleanno.

Ed è stata proprio una bella festa, una festa da ricordare. E dopo le festa e la torta Zampetta è riuscita anche a fare un riposino. Provvidenziale visto che la giornata sarebbe stata ancora lunga!

Alle 3 il babbo e la mamma la vanno a prendere: un evento. Tutti e 3 andiamo casa e scartiamo il regalone. Un monopattino rosa che Zampetta si dimostra subito abilissima nel maneggiare. E’ contenta, così tanto che andiamo subito in centro a mettere alla prova passanti e marciapiedi.

Andiamo in comune e facciamo la carta di identità: un altro modo per consacrare questo giorno in cui si diventa più grandi.

Poi passiamo a prendere una bella torta gelato e delle candeline simpatiche.

A casa infine per il regalo dello zio (un enorme ippopotamo verde e un palloncino fatto a cuore) e una buona cena.

La serata è elettrica ovviamente: dopo tanta agitazione è inevitabile e si conclude con la mamma e zampetta addormentate nel lettino fianco a fianco.

Che giornata specialissima è stata!

Le parole che non ti ho detto

La Zampetta parla ma soprattutto ascolta.

Ascolta e impara dai genitori, dai nonni, all’asilo dalle maestre, dagli altri bimbi…

Una spugna che succhia tutto, curiosa e vorace.

Ed è impossibile controllarla visto che soltanto una parte, per quanto grande, dipende da noi genitori.

Allora capita che se ne esca con delle parole, delle espressioni, che non gli abbiamo insengato noi. Perchè sono parole o espressioni che non usiamo. Niente di male. Fino ad un certo punto!

Qualche giorno fa, in una fase di coccole se ne esce con un ” ‘mmore!”

“Amore? E dove l’hai sentita questa??!!” – “Nonna”

Ah ecco. Noi siamo una famiglia dura e pura e, nonostante le coccole siano ampiamente praticate non ci lasciamo certo andare ad espressioni da donnine come “amore”!

Oppure. In questo periodo la piccola è ossessionata dai rumori. Tutti. Macchine, moto, camion, ma anche sedie che si spostano o uccellini che cinguettano. Quelli piu’ forti la spaventano ma comunque è incuriosita da tutto.

Qualche giorno fa la parola new entry è stata “casino”. Qui in casa cerchiamo di non usare, almeno in presenza della zampetta parole forti o scovenienti o difficili da spiegare. E casino si usa poco in effetti… e invece…

Stasera l’ultima. Eravamo a cena e cosa ti spunta? Una “ciccina”.

Questa poi! La ciccina, la carne, un diminuitivo/vezzeggiativo che vi giuro non ho mai usato in vita mia e mi fa anche un po’  ridere.

All’asilo evidentemente… e cosa vogliamo farci? Se il nostro ammore mangia la ciccina in mezzo al casino?