Zampetta cinese

Non so perchè ma finiamo sempre a parlare di cibo.

Sarà perchè Zampetta è una buongustaia e non si tira indietro davanti a niente…

Stasera ha provato il ristorante cinese. A dire la verità andava alla mamma e allora ci siamo fatti un po’ tutti trascinare. Pronti?

Ravioli al vapore – “Boni”

Involtino primavera – “Veddura” (si è mangiata il dentro, il fritto mangialo te babbo!)

Spaghetti di riso alle verdure – “Boni”

Pollo fritto al limone – uhmmm, insomma, appena assaggiato

Riso bianco – “Bono” (ne ha mangiato un sacco)

E per finire i dolci:

Dolce di riso e cocco fritti – “Bono” il cocco di ripeno

Frutta caramellata – Niente da fare

Cucina cinese superata! Avanti un altro!

Zampetta sulla neve

Per un po’ di giorni l’abbiamo preparata. Venerdi la mamma è andata a comprare tutina, guanti e stivali. E lei che non vedeva l’ora.

Sabato siamo andati: ci siamo visti con Elisa e i suoi genitori e poi su, verso l’alto della montagna.

E lei buona, buonissima in macchina, buona come non lo era mai stata.

E si, perchè si andava alla neve!

Avevamo già avuto dei contatti con la neve ma a dire la verità o poco esaltanti o appena tiepidi. Ma adesso siamo cresciuti, sappiamo le cose, sappiamo che la neve è fredda e bianca. E tanto ci basta.

Brutta strada, tante curve ma alla fine si arriva: montagna vera, tutto bianco, laghetto ghiacciato, sciatori all’opera, non manca nulla.

Ci imbacucchiamo ma è una giornata splendida. Zampetta ripete come un automa “neve, neve, neve”. Andiamo verso le piste dove è un po’ meno sporca e a quel punto la piccola si toglie i guanti (tenuti per un totale di 15 secondi) e affonda le mani.

“Fedda”

Si Zampetta, è fredda, non devi toccarla con le manine nude. Niente da fare, continua a pastrugnare per qualche minuto finchè il freddo le congela le piccole manine e lei comincia a piangere disperatamente.

Momento di crisi superato con tante coccole e un’oretta di nanna. Il tempo di svegliarsi al ristorante e strafogarsi di ravioli, tagliata e crostata con una enome finestra affacciata sul panorama.

Per un giorno anche i genitori si distraggono: parlano con gli amici e lasciano un po’ liberi Zampetta e Elisa. Il babbo dopo pranzo arriva a rotolarsi nella neve e a provare un pisolino schiena sulla neve e faccia al bellissimo sole.

E’ piaciuta la neve a Zampetta, altro che! Ci vuole tornare. E guardava affascinata tutti quelli che con degli strani attrezzi ai piedi venivano giù, leggeri e leggiadri dalla montagna…

tulle

Giornate di mamma e babbo, giornate strane, giornata di ultimo dell’anno con la casa invasa di persone e la Zampetta che se ne va a nanna alle 10 e mezza contro tutte le aspettative.

Giornate tranquille di grandi chiacchiere e grandi giochi. Giornate in cui Zampetta cresce e impara e parla. Grandi e lunghi discorsi pressochè inintelligibili.

Giorni di feste quasi finite in cui la mamma generalessa ha deciso che non dobbiamo lasciarci andare alle mollezze e ha cominciato ad anticipare la sveglia per riabituarci ai ritmi lavoro/asilo.

Giorni in cui si fanno cose che in genere non si fanno: si va a mangiare al ristorante a pranzo la domenica perchè è tanto che non lo facciamo o forse non l’abbiamo mai fatto da quando c’e’ Zampetta, si mangiano testaroli e panigacci e panettone alla crema chantilly.

Si fanno passeggiate e si incontrano persone. E se spunta un piccolo raggio di sole, si va al mare.

Si guardano le montagne innevate e il mare trasparente, si guardano i bimbi e i cani e le persone che passeggiano. Si fa qualche passo, qualche salto con il babbo e la mamma, ci concediamo qualche foto, con una bella giornata e una luce splendida sarebbe un peccato non approfittarne.

Ma poi si molla tutto, babbo, mamma, mare e montagne e ci comincia l’opera. Si prende un bastocino di canna, si affonda nella sabbia e si tira su. E poi si esclama “uuuhhhhh“. E poi si lascia cadere la sabbia.

Si ricomincia ad affondare il bastoncino, si tira su con il suo carico di sabbia e si esclama con vivo stupore: “uuuhhhh“. E si lascia andare il tutto.

E questo per lungo tempo.

A quel punto noi, genitori inconsapevoli di quel genio al lavoro che abbiamo di fronte osiamo chiedere spiegazioni:

“Piccola, cosa stai facendo?”

E quella, con il fare più naturale del mondo, con un’espressione che vuole dire tante cose ma pricipalmente “ma come? non vedete cosa sto facendo?…” – la piccola Zampetta risponde…

“Tulle!”

Noi non sappiamo cosa sia tulle ma lei lo sapeva benissimo e doveva anche essere molto importante vista la fatica che abbiamo fatto per toglierla da la’…

Una gita in montagna

montagna

Si cerca di fuggire dal caldo di questo torrido agosto dove neanche la brezza marina riesce a dare sollievo e così si prova a fuggire sulla montagna incantata.

La montagna incantata è vicina a casa, un’ora e mezza di strada, ma si tratterebbe in assoluto del viaggio più lungo di Zampetta.

Ci proviamo e veniamo gratificati da: 1. Dormita di zampetta per tutto il viaggio, 2. temperatura confortevole, almeno  10 gradi in meno che quaggiu’, sole abbronzante e venticello fresco, 3, Tanto ma tanto verde nel quale zampetta ha vagato per ore con gli occhi. 4. Il solito ristorante, una certezza per atmosfera e cucina.

Dall’altra parte NON siamo stati gratificati da: 1. Non si puo’ pretendere la santità di zampetta e un po’ ci ha fatto soffrire anche là, 2. Il sole traditore della montagna incantata, dissimulato dal venticello leggero e fresco ha ustionato la schiena della Spiff e bruciacchiato la testolina della zampetta, 3, Bello il verde e bello il laghetto, ma col passeggino la mobilità è limitata e al secondo giro del lago ci siamo rotti un po’… 4. Bella l’atmosfera del ristorantino e la cordialità del gestore, ma dimenticorsi di noi dopo aver fatto presente che avevamo un bambino piccolo, non mi è andata giù. In compenso mi sono mangiato 2 volte il secondo visto che anche in quel caso si erano sbagliati e il mio capriolo si è trasformato in un bel filetto!

Non si può pretendere una giornata perfetta, in ogni cosa c’è il buono e il cattivo. Ma sicuramente sarà un giornata da ricordare e soprattutto, il primo viaggio di Z.