In baccio in baccio

Zampetta ha una sorellina da un mese, Miss Peppè.

Zampetta l’ha disegnata. In braccio alla mamma. Ma ogni tanto, ‘in baccio in baccio’ ci torna anche lei, a prendere coccole, carezze, pensieri dolci.

Brava sorellona, dolce e gentile. Grazie per concedere alla sorellina di passare ore ‘in baccio’ alla mamma.

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Siamo vivi

12clic

Siamo tornati vivi dall’esperienza romana. La zampetta è stata protagonista di un servizio fotografico,  oltre che la vera protagonista dell’avventura in generale. Ricaviamo da questa esperienza che:

– i bambini hanno i loro tempi che vanno rispettati;

– viaggiare con la pioggia dà i suoi problemi in condizioni normali, è quasi impossibile con un piccolo nano calvo;

– l’ovetto non è una comoda poltrona per passarci giorni e giorni;

– mangiare la pizza take away senza una forchetta e soprattutto un coltello in una camera d’albergo alle 10 di sera è un’idea da non disprezzare per lo stomaco ma non tanto comoda per tutto il resto;

– Roma è sempre bellissima anche se si è dormito troppo poco;

– i lavaggi nasali risolvono in fretta raffreddori di lieve entità;

– quando una zampetta vuole dormire lo fa anche in un salone con mille invitati che schiamazzano, dopo avere tolto le scarpe ed essere stata ninnata per un bel po’.

– allattare nel bar dei musei del Campidoglio fa un certo effetto e rende speciale un’attività ormai normale.

Grazie Zampetta per averci permesso di andare e tornare, di essere stata ‘tutto sommato’ brava e permissiva. Adesso, torniamo agli antichi ruoli usuali di tuoi schiavi, amorevole amministratore unico di questa società con due dipendenti.

Ode al trio

La zampetta sta per abbandonare per sempre la navetta del trio. E così mi torna alla memoria il tempo andato, quando io e Mr.Cap andavamo per negozi, visionavamo depliants e siti internet, con poca convinzione da parte sua e molti dubbi da parte mia, alla ricerca del trio perfetto. Che ricordi!

A posteriori, si può dire che l’acquisto fatto è una via di mezzo, ma magari questo post può servire da guida da chi sia ancora in dubbio sulla scelta del mezzo di trasporto per la sua zampetta in arrivo.

Prima di tutto, serve comprare un trio, o è meglio comprare la carrozzina e pensare poi in seguito al trasporto in auto del pargolo? La zampetta non è mai stata messa nell’ovetto fin quasi al terzo mese di vita, per timore che si ‘rompesse’: è vero che sono esserini elastici, ma la posizione dentro questo mezzo è davvero rannicchiata e soprattutto d’estate molto sudorifera. E’ però vero che da quando lo usiamo, sono leggermente calate le urla in macchina durante i brevi tragitti che le abbiamo fatto fare. Quindi, forse è il caso di comprare un trio se non altro perché dall’ovetto si passa direttamente sulla strada senza fare trasbordi strani. Nel trio è compreso anche un passeggino, ma di questo parleremo più avanti, perché ancora poco testato.

Non sottovalutate le dimensioni: una carrozzina piccola difficilmente conterrà per tanto tempo un esserino che alla nascita pesa più di tre kg e che misura più di 50 cm. Questo non è stato il caso di zampetta, nata piccoletta in altezza e larghezza, ma se all’ultima ecografia vi dicono che la stima è quella di partorire un bimbo grande, rinunciate alle navette piccole.

Struttura: sceglietela solida, il più possibile: zampetta insegna, non si nasce tutti calmi e tranquilli, e molti bimbi hanno bisogno di essere cullati, dondolati, sbambocciati a lungo; in questo, il trio è un fedele compagno di avventura, che ci aiuterà con movimenti sussultori, rotatori e oscillatori (e voi che pensavate che una carrozzina facesse solo avanti e indietro!)

Prezzo: eh, qui c’è da riflettere. Al momento della scelta, io e il Cap abbiamo optato per la soluzione più economica. Ovviamente non in assoluto, ma sulla base della scelta della marca. Abbiamo notato che la quasi totalità delle ditte che produce questi oggetti ha un modello di punta, costoso, solido, solitamente più ingombrante, e un modello più conveniente, ma più delicato. Non è vero che non c’è differenza tra i due prodotti, per cui se aspettate un bimbo grosso e irrequieto,  optate per la soluzione più costosa.

Spazio: scartata l’opzione delle tre ruote, davvero ingombranti. Peccato, perché vivendo in campagna magari si poteva andare sopra i sassi. Per noi era fondamentale che tutto entrasse in macchina, insomma, le dimensioni contano eccome; in più il nostro modello è davvero molleggiato, per cui anche le strade sconnesse della campagna sono agibili.

Colore: va bene che lo potete scegliere neutro perché non si sa mai che all’ecografia si siano sbagliati. Però per strada nessuno saprà se quell’esserino dentro è un maschio o una femmina!

Durata: comprato il trio, il lettino, il fasciatoio, il Cap se ne uscì con una frase che mi mise in crisi in quanto già abbondantemente impegnata in questa gravidanza: il secondo figlio viene via gratis. Mica è vero. Questo trio che abbiamo è già tanto se riuscirà a sopportare le fatiche che gli stiamo facendo fare per placare le ire della zampetta.

Nel complesso: grazie streety di esistere. Certo che se avevi una struttura più solida potevi esistere per più tempo, ma si fa quel che si può!

La borsa di Mary Poppins

Mamme e zampette femmine sanno che le borse sono un oggetto del desiderio, e soprattutto le mamme sanno che dentro uno di questi arnesi contenitori ci può stare davvero di tutto. In particolare sto parlando di quelle borse annesse ai passeggini che hanno anche la fantastica funzione di fasciatoio. Ripeto, anche. Ma dentro quel buco nero ci si trova davvero di tutto. Pronti con l’elenco? Via.

– Oggetti per il cambio: almeno  3 o 4 pannolini, salviette usa e getta, traversina per proteggere zampetta e le superfici utilizzate allo scopo di rimuovere pannolini sporchi;

– Oggetti per zampetta di prima necessità: biberon con acqua; vestito di ricambio; cappellino per il sole; maglioncino per il freddo; calzini.

– Oggetti per lo svago: giochi vari (tra cui la farfalilla); ciuccio (eh, ditelo voi a zampetta che non è un gioco!);

– Oggetti per la mamma: acqua, portafogli, cellulare; salviette umide per pulire le mani; salviette per il ciuccio, salviette per il seno; coppette assorbilatte usa e getta, coprispalle.

– Accessori: macchina fotografica, fazzoletti, forbicine per le unghie, asciugamani, un lenzuolino di emergenza e quanto altro la situazione richieda.

Credetemi, la borsa spesso scoppia! Ma non c’è nulla che non sia necessario, e frugando dentro quell’allegro caos si può  davvero trovare di tutto!

Dormire in piedi

La Zampetta vuole il 100% delle attenzioni per il 100% del tempo. Si deve essere sempre in perfetta forma per gestirla al meglio. Ma a volte non è possibile soprattutto quando i genitori (entrambi!) stanno poco bene (contemporaneamente!).

E così succede che dopo una notte terribile per i suddetti, la giornata si fa impossibile con la Zampetta che, ignara dei problemi del babbo e della mamma, e anche se fosse, egoista e menefreghista (com’è normale che sia), con la zampetta, dicevamo che si fa la sua bella giornata, fra l’altro di quelle non facili, lagnose e senza speranza di farla dormire.

E così il babbo e la mamma si danno il cambio a cullarla e calmarla, saltano il pranzo perchè la precedenza sta da un’altra parte e alla fine sono proprio stremati finchè all’ennesimo tentativo di farle prendere sonno, in piedi, cullando, il babbo chiude gli occhi, si lascia dondolare e cullare dal suo stesso dondolio e… no, insomma, non dorme. Ma ci va veramente vicino!

La pediatra sicula

Tutto è cominciato un mese fa, quando la vecchia pediatra che avevo scelto ad occhi bendati sulla lista dell’ASL ha deciso di chiudere i battenti. Per qualche mese è arrivata, direttamente dalla lontanissima isola triangolare, una sostituta ‘d’ufficio’: il caso ha voluto che i nostri mondi si incrociassero.

Subito è parsa un personaggio simpatico: piccola, davvero piccola, tanto che la devo guardare in basso, cosa che non mi capita praticamente mai, data la mia statura. E, come una buona percentuale di siciliani conosciuti nella mia vita, bionda con gli occhi chiari. Logorroica, così tanto che io, che certo non ho la lingua sempre serrata in bocca, non riesco ad inserirmi nei suoi discorsi.

Ma la cosa davvero positiva è che la signora Rosalinda (questo il suo nome!) piace ad Anna: si fa rivoltare come un calzino senza dire ‘ah’, e tra loro c’è un feeling che raramente si instaura tra medico e paziente. Peccato che alla fine dell’estate, insieme al caldo e alle lunghe giornate luminose, se ne andrà anche lei. E così dovremo rivolgerci ad un altro medico, per le coliche, le dermatiti e i controlli periodici. Che sia il caso di seguirla e trasferirsi in Sicilia?