Siamo vivi

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Siamo tornati vivi dall’esperienza romana. La zampetta è stata protagonista di un servizio fotografico,  oltre che la vera protagonista dell’avventura in generale. Ricaviamo da questa esperienza che:

– i bambini hanno i loro tempi che vanno rispettati;

– viaggiare con la pioggia dà i suoi problemi in condizioni normali, è quasi impossibile con un piccolo nano calvo;

– l’ovetto non è una comoda poltrona per passarci giorni e giorni;

– mangiare la pizza take away senza una forchetta e soprattutto un coltello in una camera d’albergo alle 10 di sera è un’idea da non disprezzare per lo stomaco ma non tanto comoda per tutto il resto;

– Roma è sempre bellissima anche se si è dormito troppo poco;

– i lavaggi nasali risolvono in fretta raffreddori di lieve entità;

– quando una zampetta vuole dormire lo fa anche in un salone con mille invitati che schiamazzano, dopo avere tolto le scarpe ed essere stata ninnata per un bel po’.

– allattare nel bar dei musei del Campidoglio fa un certo effetto e rende speciale un’attività ormai normale.

Grazie Zampetta per averci permesso di andare e tornare, di essere stata ‘tutto sommato’ brava e permissiva. Adesso, torniamo agli antichi ruoli usuali di tuoi schiavi, amorevole amministratore unico di questa società con due dipendenti.

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La borsa di Mary Poppins

Mamme e zampette femmine sanno che le borse sono un oggetto del desiderio, e soprattutto le mamme sanno che dentro uno di questi arnesi contenitori ci può stare davvero di tutto. In particolare sto parlando di quelle borse annesse ai passeggini che hanno anche la fantastica funzione di fasciatoio. Ripeto, anche. Ma dentro quel buco nero ci si trova davvero di tutto. Pronti con l’elenco? Via.

– Oggetti per il cambio: almeno  3 o 4 pannolini, salviette usa e getta, traversina per proteggere zampetta e le superfici utilizzate allo scopo di rimuovere pannolini sporchi;

– Oggetti per zampetta di prima necessità: biberon con acqua; vestito di ricambio; cappellino per il sole; maglioncino per il freddo; calzini.

– Oggetti per lo svago: giochi vari (tra cui la farfalilla); ciuccio (eh, ditelo voi a zampetta che non è un gioco!);

– Oggetti per la mamma: acqua, portafogli, cellulare; salviette umide per pulire le mani; salviette per il ciuccio, salviette per il seno; coppette assorbilatte usa e getta, coprispalle.

– Accessori: macchina fotografica, fazzoletti, forbicine per le unghie, asciugamani, un lenzuolino di emergenza e quanto altro la situazione richieda.

Credetemi, la borsa spesso scoppia! Ma non c’è nulla che non sia necessario, e frugando dentro quell’allegro caos si può  davvero trovare di tutto!

Gli altri e zampetta

Zampetta suscita strane reazioni sugli altri, che non siano necessariamente parenti o amici di lunga conoscenza. Sto parlando degli estranei, di quelli che incontri per strada e si fermano ammaliati da questi sessanta centimetri scarsi di femminilità. Della femminilità parlerò un’altra volta. Ora vi dico che questi sconosciuti sono strani. Intanto prima di tutto credono di conoscere zampetta assai meglio della mamma e del babbo, per cui le attribuiscono, sensazioni, sentimenti e pensieri che sbucano direttamente dalla loro testa. Non è affatto raro che, sentendola piangiucchiare, urlare, o lamentarsi, qualcuno guardi con commiserazione i genitori e se ne esca con ‘ha fame’ oppure ‘ha sete’ o ancora ‘ha sonno’. Qualcuno mentre si passeggia beati esclama ‘ che bel bimbo’; in spiaggia, dove a volte zampetta esibisce le sue beltà, incrociamo sguardi di genitori curiosi, nonne felici, bimbi emozionati. Ma le più belle sono capitate ieri: venerdì mattina di metà agosto, andiamo a passeggio in centro. Io entro in un bel negozio per fare un piccolissimo acquisto, tempo totale dell’operazione 12 minuti; lascio zampetta in compagnia di Mr.Cap, quasi pacifica dentro l’ovetto. Tempo due minuti, succede il finimondo. Io sono impegnata a comprare, a pagare, a decidere e mi accorgo tardi che:

-Mr.Cap  tenta invano di placare l’ira della furia umana in miniatura prendendola tra le altre cose tra le braccia.

– stremato, la riposa nell’uovo di origine. la zampetta continua a piangere un pianto bavoso.

persa questa faccenda, sono lì con bancomat alla mano e sto concludendo l’acquisto spalle alla vetrina dove sono appostati i nostri due compagni di viaggio. Sento dire alla negoziante: ‘Eh no, ma non è possibile, ma come si permette, ma come fa, anche in braccio!’. Mi volto e… meraviglia! Una perfetta sconosciuta con fare felino ha sgusciato la zampetta dall’ovetto e se la sta tenendo in braccio, dicendo che ha mal di pancia (sìssì) e che deve essere tenuta a pancia giù. La ragazza gentile del negozio mi ha fatto pagare in fretta e sono tornata a riappropriarmi delle mie zampette preferite, non senza un certo imbarazzo per l’ardire di certa popolazione!

Piccola ciliegina sulla torta. La zampetta continua a piangere perché l’ovetto non lo vuole più. Va bene, facciamo una iniezione di tranquillità a base di latte materno: scelto un luogo tranquillo in una piazza, mi metto all’ombra per nutrirla e coccolarla. Si avvicina una bimba, faccia d’angelo e vestitino bianco e fiorelloso. Età stimata: 4 anni. Una bimba grande dunque, che deve avere imparato dalla mamma, o dalla nonna, come si fa coi bambini. E che dice? ‘Deve avere mal di pancia, per questo piange!’. Piccoli impiccioni crescono.

Minestrone di plastica

La cosa positiva dell’allattamento al seno è il non dovere preoccuparsi del biberone di tutti gli accessori collegati: macchine per scaldarlo, sterilizzarlo, ricambi, spazio occupato e via dicendo.

E quindi fino ad oggi nessuno di questi accessori ingombranti e superflui era entrato in casa nostra.

Adesso però, passato il tempo necessario, si prova ad utilizzare il tiralatte per mettere da parte un po’ del prezioso liquido in modo che la Zampetta lo abbia a disposizione anche senza la mamma presente.

Naturalmente il tiralatte è fatto di tanti pezzi e accessori che vanno smontati uno per uno e sterilizzati.  E così da ieri siamo alle prese con un pentolone gigantesco di acqua perennemente bollente e dentro un vero e proprio minestrone di pezzi di plastica che mi diverto a buttare a fndo con un mestolo di legno.

La sterilizzazione è valida soltanto per 6 ore e quindi… sembra di essere nell’antro della strega Amelia con il caderone sempre acceso…

cinquedita

manoquesto post è scritto con 5 dita. un caso fortuito vuole che siano quelle della mano destra. tastiera e mouse, quelli rigorosamente wireless, per permettere maggiori possibilità di utilizzo. Una mano, in questo caso la sinistra, è impegnata a sorreggere la poppata della zampetta. che è nata piccina, quindi deve crescere, e lo sta facendo.. mangiando una media di 10-12 volte al giorno, perlopiù concentrate tra le 6 del mattino e l’una di notte. E se non mangia, comunque vuole compagnia, essere cullata, pulita, accudita. Quindi perdonate gli errori, è per una buona causa.