Facciamo colazione?

Dopo i giorni di festa, senza nido, con entrambi i genitori a casa, si torna alla normalità. Sveglia presto, soliti rituali di preparazione, fretta e un po’ di tensione. Io non ho mai tempo. Normalmente la colazione la faccio in piedi, mentre mi preparo, sistemo le cose del pranzo, organizzo la cena,  uso le mie cento mani a disposizione, mentre la Zampetta si accontenta volentieri di un bel biberon di latte con la cioccolata. Stamani il babbo non c’era, era appena uscito, per poi tornare tra qualche giorno. Dorme in albergo, il babbo. Quando tornerà, sarà festa (e sarà ora di andare a dormire). Però, quando lui c’è, si fa una cosa che di solito si salta: colazione. Si mettono le cose in tavola, i cereali, le gallette, la nutella e la marmellata, si pasticcia con le dita, ci sono le zollette di zucchero golosissime, a volte i biscotti. Zampetta lo sa che oggi si va al nido, sa che la mamma va in autostrada e poi a lavorare, e sa che il babbo torna venerdì. Ma vuole fare colazione. E così, io e lei, davvero in misura straordinaria, ci siamo sedute a tavola, con la tovaglia e il resto. Poco importa se la colazione è consistita in due microzollette di zucchero, quello che contava era essere sedute lì, come nei giorni speciali.

… e il babbo?

Ora di cena, di contorno una sana e leggera insalatina coi pomodori e aceto balsamico. Una ciotolina per me e per Zampetta, le cene sono a due durante la settimana. Ci dividiamo serenamente la porzione, ne avanza un po’, finita la nostra parte chiedo alla piccola se ne vuole ancora. “La voglio tutta”. Ok, gliela metto nel piatto, la mangia. Poi se ne esce “e al babbo?”

Zampetta cinese

Non so perchè ma finiamo sempre a parlare di cibo.

Sarà perchè Zampetta è una buongustaia e non si tira indietro davanti a niente…

Stasera ha provato il ristorante cinese. A dire la verità andava alla mamma e allora ci siamo fatti un po’ tutti trascinare. Pronti?

Ravioli al vapore – “Boni”

Involtino primavera – “Veddura” (si è mangiata il dentro, il fritto mangialo te babbo!)

Spaghetti di riso alle verdure – “Boni”

Pollo fritto al limone – uhmmm, insomma, appena assaggiato

Riso bianco – “Bono” (ne ha mangiato un sacco)

E per finire i dolci:

Dolce di riso e cocco fritti – “Bono” il cocco di ripeno

Frutta caramellata – Niente da fare

Cucina cinese superata! Avanti un altro!

Zampetta uber alles

La 4 giorni tedesca si è alla fine conclusa con successo anche se come immaginabile e preventivato è stata faticosa assai.

Ci ricorderemo: le autostrade svizzere al di sotto delle aspettative, la Zampetta mai così buona nelle lunghe ore di viaggio, montagne con la neve e prati verdi e casette di Heidi.

Un grande lago, una cittadina carina con tante fontane che abbiamo assaggiato tutte, tante persone che ci guardavano, ci toccavano i riccioli e ci parlavano in una lingua strana.

Prosciutto a colazione (ma anche yogurt, cereali e marmellata di ciliege), carne in tutti i modi ricoperta da creme e panne improbabili e semi immangiabili, succhi di mela, gelati e niente frutta e zuppa e strane brioches tutte arrotolate e brezel.

E il caldo e la bella camera, enorme con il salottino con divano e poltrone e il lettino con l’uscita, il letto con i cuscini scomodissimi del babbo e la mamma, i tremendi torcicolli e la fatica e il sudore e lo svegliarsi alle 6 di mattina e stare tutto il giorno con il babbo mentre la mamma andava al lavoro.

E le macchine tutte grandi e tedesche, bambini indisciplinati e i vecchi ciccioni, e la cena (degli altri) alle 5 e mezza del pomeriggio e tutti che prendono i cappuccini a qualunque ora e tutti i locali italiani che anche se non vuoi trovi la gente che parla italiano

E Roberto che stava con noi e Luca che ci è stato una sera, le corse sul lungolago e il parco e i palloncini e il cappellino che ci siamo comprati e il babbo che parlava tre lingue contemporaneamente tutte male e la mamma che parlava tre lingue distintamente e tutte bene e i complimenti e le parole tedesche che Zampetta ha imparato, “bitte” e “brezel”, e il viaggio di ritorno, le lunghe gallerie, il caldo a Milano e la fatica per prendere sonno in macchina e il ritornare e lo svegliarsi la mattina e dire “siamo a casa!”

Una serata in pizzeria

Ieri sera sono uscita con il babbo e la mamma e i loro amici.

Siamo usciti tardi, alle 8 e mezza quando io di solito facio il bagnetto e poi mi preparo per la nanna. Ma ormai sono una bambina grande e so affrontare anche le serate mondane. Siamo andati in città a mangiare una pizza da Battì.

Le persone le conoscevo quasi tutte: c’erano la Francesca che mi sta simpatica e vuole sempre giocare con me e prendermi in braccio. il suo fidanzato Michele che, anche se lei non lo sa è il MIO fidanzato. C’era lo zio Massimo che anche se non è veramente uno zio lo vedo coì spesso che è quasi un parente. C’era Alberto che abita a Roma e che lo sono andata anche a trovare un paio di volte. C’erano Alessandro e la Anna che si chiama come me e ha la pancia e dentro forse c’è una bambina che si chiamerà Chiara o forse un bambino che si chiamerà Cristian. Poi c’erano Luca che c’ha la barba e la Paola che non l’ avevo mai vista ma che sembra a posto.

Sono stata quasi sempre con la mamma, poco con il babbo e ho fatto la timida per quasi tutta la sera. Ho mangiato tanta pizza con la scamorza e il radicchio. Mi piace tanto la pizza.

Faceva caldo là dentro, c’era tanta gente e la cameriera che ci ha fatto aspettare tanto tempo  poi voleva anche fare la simpatica con me.

Tutti chiacchieravano e c’era una bella atmosfera. Anche il babbo e la mamma hanno parlato volentieri con i loro amici anche se, non so perchè stavano sempre a guardarmi e a controllarmi.

Alla fine mi sono un po’ sciolta e visto che  il pubblico reclamava sono salita sul tavolo e ho intrattenuto i presenti con dei balli nei quali sono maestra come ad esempio i due liocorni con tanto di mossette e il mio grande classico, la bella lavanderina.

E’ stata una serata piacevole, non abbiamo fatto tardi e poi tornati a casa mi sono fatta una bella nanna soddisfatta delle giornata e della serata.

Va bene babbo e mamma, vi concedo di portarmi di nuovo con voi la prossima volta!

Roma: tour da gourmet

A pensarci bene la gita a Roma si è rivelata per Zampetta una sorta di secondo svezzamento. Infatti a parte il latte del primo mattino, per il resto ha mangiato come e meglio di noi adulti.

Si cominciava dalla colazione del mattino con la crostata di albicocca, magari un po’ di yogurt, miele o un pezzetto di brioche. Si andava avanti a metà mattina con un succo di frutta e un biscottino.

A pranzo si è sbafata la pizza bianca dello Zozzone (prosciutto e stracchino), mentre al pomeriggio ci stava la frutta o un assaggino di gelato.

Ma è la sera che Zampetta dava il meglio di se con un vero tour da gourmet con assaggi a tutto campo dai piatti di babbo, mamma e zia.

E allora vai con gnocchi pomodoro e basilico, rombo alla griglia, tonnarelli cacio e pepe, ravioli ricotta e spinaci, hamburgher con patate al forno. E che espressioni goduriose aveva la piccola ogni volta!

Certo che se a casa sei abituato a mangiare carote e zucchine lessate e senza sale….

Adesso non ci fermiamo più davanti a niente: i dentini ci sono, la curiosità è tanta, il gusto ce lo abbiamo. E allora, a Roma o in ogni altra parte, via al cibo!

Yum, lo yogurt!

Nelle giornate in cui il calduccio si fa sentire è anche piacevole concedersi una passeggiata in centro e lasciarsi andare a qualche dolcezza ristoratrice come un buon yogurt gelato.

Si va, si prende la coppa piccola da 1 e 50, ci si mette della frutta per la mamma e qualcosa di extra dolce per il babbo e poi lo si gusta tranquillamente nelle panchine di fronte al duomo.

E la Zampetta? Ma si dai, un assaggino si puo’ dare!

E’ stato l’inizio della fine: la Zampetta ne va matta dello yogurt gelato! Quello del babbo con le creme extra dolci o il cioccolato non si puo’ (per fortuna!), ma quello della mamma alla frutta, se l’è sbafato tutto!

Dai, male non le farà, ma la prossima volta ne prendiamo uno a testa!