Diario dal Trentino – 7

Stamani mercato! Siamo tornati in macchina a Malè visto che il paesino ci era piaciuto e dove il sabato si tiene il piccolissimo mercato delle aziende agricole della zona.

Si vendevano formaggi, erbe, tisane ma soprattutto mele in tutte le forme! Essiccato, a rondelle, centrifugate, il succo, l’aceto! Alla fine abbiamo fatto una piccola spesa per portare dei regalini a casa.

Dopo pranzo era d’obbligo il riposino: non abbiamo mai forzato Zampetta ma l’ultimo giorno è stato necessario visto che la serata sarebbe stata più lunga del solito.

E infatti si è svegliata rigenerata: siamo così andati a prenderci il gelato nella gelateria del paese, abbiamo imbucato le cartoline e abbiamo fatto tardi per andare a fare l’ultimo tuffo in piscina prima della cena e della baby dance.

E’ stata una bella e lunga giornata di un lunga e bella settimana che stava ormai per finire…

Memo

Da qualche tempo, da quando la bella stagione è conclamata, Zampetta viene a prendermi alla stazione il venerdì sera quando torno da Milano.

Ogni volta è una bella emozione per me e per lei.

E dopo si va in piazza Aranci a prendere il gelato.

Zampetta prende sempre dei gusti inconciliabili (ultimo: melone e cioccolato!). Ci sediamo al tavolino e ce lo gustiamo tutti insieme.

Dovete sapere poi che nella gelateria c’è un enorme e bellissimo acquario di acqua salata con tanti pesci coloratissimi. La prima volta che Zampetta l’ha visto ha esclamato: “Guadda, c’è Memo!”

Ovviamente è Nemo, ma è così bello quando lo dice che non l’abbiamo mai corretta!

Un bel Ferragosto

Ferragosto.

Dopo le piogge di ieri stamani, domenica e ferragosto, siamo andati al mare.

Più tardi del solito, erano quasi le 9: colazione al bar e poi nella spiaggia!

Sabbia bagnata, vento, mare agitato e spruzzoso. In pratica un aerosol continuo!

Abbiamo giocato, camminato, il babbo ha fatto le foto e poi è venuto a trovarci Massimo.

E’ stata una bella mattina di Ferragosto!

A pranzo siamo andati dalla nonna Giuliana, abbiamo mangiato tante cose buone e poi fatto la nanna. Il babbo e la mamma hanno avuto il tempo per rilassarsi e andare a prendere un caffè e al loro ritorno ero sveglia e pronta per giocare.

E’ stato un bel pomeriggio di Ferragosto!

Stasera poi siamo andati a Marina. Abbiamo preso un gelato e poi io ero così esaltata dalle persone, dalle luci, dalle cose ma soprattutto dal fatto che SO CAMMINARE DA SOLA che non mi sono fermata neanche un secondo, ho camminato, riso, scorazzato, mi sono divertita, ho visto bambini e luci e colori e cose che adesso nemmeno ricordo tutto quello che ho fatto.

Adesso sono stanca stanca e sono con la mamma nel lettone che provo a dormire.

E’ stata una giornata piena e faticosa alla scoperta di questo mondo così grande.

E’ stata una bella giornata di Ferragosto!

Sapessi com’è strano…

…ritrovarsi stravolti a Milano!

Il problema di lasciare passare qualche giorno dagli eventi è che poi il tutto si scolorisce un po’ e quindi anche tutte le esperienze negative, le brutte avventure e la fatica immane che abbiamo sofferto, alla fine sbiadiscono…

Zampetta e la mamma sono venute e prendermi nella città dove lavoro: sono salite in macchina il primo e siamo tornati tutti insieme il giorno dopo. Il viaggio di andata è stato traumatico per mamma e zampetta che è stata male. Un’esperienza da dimenticare e che non voglio ripercorrere anche perchè l’ho vissuta soltanto, e gia’ quello non è stato bello, via telefono.

Mi rimarranno nella mente gli Zampetta show: la felicità e la voracità con la quale accoglie le cose e le esperienze nuove: autobus, metropolitana, sotto terra o in piazza Duomo, tutto è bello è da provare è da applaudire, da riempirsi gli occhi e da farne una scorpacciata. Perchè tutte queste persone in metropolitana se ne stanno serie senza parlare? Salutiamo e prendiamo confidenza! E cosi’ capita che interi vagoni, con gente italiana, extracomunitaria, parlanti o tacenti si ritrovino a sorridere, a parlare a salutare, la nostra piccola scatenata zampetta che esaltata come non mai saltella qua e la’ e ride su ogni altalena di ogni parco di Milano, e passeggia per i corsi e le piazze e fa fermare la gente e mangia il gelato biologico al lampone da Grom, e va in libreria e prende il libro degli orsetti, e al negozio di vestiti per un cappellino e da Zara per le magliettine estive e da Imaginarium per Amanda, la nostra nuova, anzi, la nostra prima bambola.

E poi non si può fare altro che cadere addormentati, stremati, distrutti da una folle giornata di sorrisi e compere. E allora via, in macchina e a perdifiato verso casa.

Che fatica faticosa! Ma adesso abbiamo ancora un’altra piccola scorta di ricordi da mettere nella nostra collezione!

Sabato sera, vita mondana

Ci abbiamo provato: pensavamo che all’età di 25 giorni la Zampetta fosse abbastanza grande per poter uscire il sabato sera.
Precauzioni: passeggino, mega borsa con tutto l’occorrente per ogni evenienza, cambio pre-uscita e abbondantissima dose di latte sperando che l’autonomia si dimostri superiore al quarto d’ora.
Si va in centro per una passeggiata e per vedere qualche amico e fare 2 chiacchiere visto che i genitori ogni tanto hanno bisogno di un minimo di relazioni sociali.
Si va, si parcheggia, non si dimentica niente del necessario e comincia l’avventura. La serata è calda (anche troppo per me, appena decente per la Spiff) e quindi anche la Zampetta starà bene. Per il momento è tranquillissima, sveglia e attenta con gli occhioni aperti: un vero amore.
Si arriva in piazza dove si comincia a sentire la serie infinita di frasi già sentite mille volte: ma come è carina/buona/attenta/sveglia, non piange/strilla/fa i capricci/ mai, ma come siete fortunati che magari ha anche l’interruttore per farla dormire.
Facciamo finta di niente.
Cominciamo a fare due passi, vediamo il passeggio serale della città e tutto sembra procedere nel migliore dei modi quando ad un tratto la Spiff se ne esce con “Potremmo prendere un gelato!”. Alla “o” di gelato, la piccola Zampetta malefica si accende e comincia a carburare il suo pianto più disperato che nel giro di pochi secondi diventa incontrollabile voglia di attaccarsi alla tetta della mamma.
La Spiff trova una panchina libera e comincia a soddisfare il desiderio del piccolo e vorace esserino, io vado in gelateria a prendere una piccola quanto eccessivamente costosa coppa di gelato che mi premurerò di dividere fraternamente con la Spiff e cercare di alleviare la sua fatica lavorativa. Gli amici un po’ spaesati siedono sulla panchina a fianco come in attesa.
“Ragazzi, non lasciateci soli, venite qui”
“Mah, no, noi aspettiamo…”
“Ma sapete che la durata media di una poppata è di una mezz’ora?”
“Ah, no, veniamo li, allora”
(Passa mezz’ora)
Alla fine della poppata come per un sesto senso ci riavviciniamo alla macchina, gli amici forse non stanno capendo il motivo di tutta questa fretta e si azzardano a chiedere: “Ma adesso poi dorme tutta la notte o mangia di nuovo?”
Metto la navicella sul sedile posteriore, chiudo la portiera. Nel momento stesso in cui chiudo la portiera comincia a carburare di nuovo il suo pianto….
“No, mangia di nuovo….”