Zampetta e Milù, pelo e coperte

“Adesso andiamo a casa eh…”
“Nanna”
“Eh si, è l’ora della nanna adesso”
“Cuperte”
“Certo, ti metto le coperte”
“Bubu’ no coperte”
“No, Milu’ non ha bisogno delle coperte… ha il pelo!”
“Anna no!”
“No, Anna non ha il pelo, per questo ti metto le coperte”
“Pecchè?”

Perchè Zampetta non ha il pelo? Forza, spiegatelo voi a una bimba dueenne!

pecchepecché

Mi sembra un po’ presto ma la piccola Zampetta sembra entrata nella fase del “perché”.

Forse è solo una parola che le è rimsta in testa, forse ha capito davvero cosa sta a indicare.

Fatto sta che, soprattutto quando c’è qualcosa che non le torna o non le piace, allarga le braccia e con espressione più che interrogativa vi guarda e se ne esce con un “pecchepecché”.

“Usciamo, mettiti il giubbino”

“Pecchepecché!”

“Perché oggi piove e fa fresco”

Eh si, vuole anche la spiegazione, giustamente, di quello che stiamo per fare.

“Adesso è l’ora della nanna”  – “pecchepecché!”

“Lavati le manine” – “pecchepecché”

Ed è anche giusto no?

Solo che un paio di giorni fa, nel lettino, si stava svegliando. Ancora intontita dal sonno, si gira, occhi semichiusi, allunga un braccino e, dispiacendosi di essersi già svegliata, dice al cielo: “Pecchepecché??”

Innocenti evasioni

La Zampetta ultimamente fa fatica a dormire il pomeriggio, specie quando ci sono cose più interessanti da fare.

Ieri è stata una di quelle giornate, a casa dell’amico del mare che ci ha ospitati per un pranzo gusto barbecue, alla faccia della mamma vegetariana. Ma che importa, per stare in compagnia si fa questo ed altro, in più sono stati forniti tomini in quantità, tralaltro apprezzati anche dal pubblico onnivoro.

Si sa, dopo pranzo c’è da fare il pisolino, la Zampetta è stanca e poco socievole per cui la mamma chiede un angolo della casa per trovare un po’ di tranquillità e fare apprezzare alla sua bimba la penombra che finalmente concili il sonno desiderato (più dai genitori che dalla figlia, per verità). L’amico, che vive in una casa da single, ci offre la sua camera. C’è disordine, dice, ma la mamma certo non si formalizza, perché sa che cosa è il caos puro e il caos di un adulto non è niente in confronto.

Così ci mettiamo in questa camera, io e lei, lei in braccio io che la cullo, le dico paroline, le dico che è l’ora di chiudere gli occhi e riposare per essere pieni di energie al risveglio… e lei che, in un ambiente nuovo e sconosciuto, non fa altro che guardarsi intorno. E, insomma, evade dall’obiettivo principale, in direzione di un qualsiasi oggetto in grado di confondere la mamma che, indefessa, continua nel suo intento, nonostante le venga offerto il ciuccio ogni volta che apre la bocca per cantare una canzoncina. Dpo una ventina di minuti, il colpo di grazia: Zampetta inizia a scalpitare tra le braccia della mamma, e inizia a dire ‘be be be’ e la mamma finge di non capire. ‘be be be, pecoa’ e punta il ditino proprio lì. Eh sì, proprio in direzione della pecora gonfiabile, oggetto di classe che staziona in casa dell’amico. Credo che a questo punto si sia potuta dire terminata la pausa nanna.

La cucina… a letto

Da un paio di giorni Zampetta fa un gioco nuovo: cucina… a letto.

Stare nel lettone del babbo e della mamma le è sempre piaciuto: rotolarsi, giocare, prendere le coccole, fare la nanna. Ma adesso…

Si alza in piedi dalla parte della testiera e armeggia con il muro mentre parla la sua lingua sconosciuta: prende cose, mette a posto, si gira, tutta un agitarsi.

“Piccola, cosa stai facendo?”

“Pappa!” e viene verso di noi come per darci da mangiare.

“Gnam!, Buono, che cos’era?”

“Pisce”

“Ah, ecco perchè era così buono” – dice la mamma vegetariana!

Poi va di nuovo al muro, armeggia variamente, prende cose, mette cose e viene di nuovo verso di noi.

“Gnam! buono. E questo cos’era?”

“Piza”

“Buona la pizza! Grazie!”

E così per ore, non si stanca mai di cucinare la nostra piccola zampetta.

Bello, bello che cresca e che impari a giocare, a fare giochi di fantasia come questo.

Solo una domanda: ma perchè a letto??

Nanna e coccole

La congiunzione astrale di questi gironi è praticamente irripetibile: il babbo, la mamma e zampetta a casa per 2 settimane abbondanti. Niente lavoro, niente asilo, nonni ridotti al minimo indispensabile.

Ci stiamo facendo una scorpacciata di nanna e coccole: non ci sono più gli orari fissi (ma questo non è un bene), si dorme tanto, si va a letto più tardi, tutto è dilatato, stiamo  sempre con il babbo e la mamma, ci facciamo tante coccole, abbiamo il tempo per stare nel lettone insieme la mattina, giochiamo, facciamo le pulizie, usciamo a fare la  spesa, andiamo al mercato, a prendere il pane, usciamo la sera con gli amici e rientraimo “tardi”.

Sono giorni di tranquillità e serenità e Zampetta si sta un po’ viziando ma è tanto serena e tranquilla che la vediamo crescere giorno per giorno da quanto parla, si muove e interagisce con il mondo.

Ci concediamo ancora qualche giorno poi la congiunzione astrale irripetibile si dissolverà: la mamma tornerà al lavoro, il babbo sparirà in qualche città lontana e lo sentiremo la sera al telefono, Zampetta tornerà al nido, starà con i nonni al pomeriggio e aspetterà stramata alla sera una mamma stremata dalla giornata.

Ci terremo buoni i ricordi di questi giorni…

Abitudini insonni

Niente da fare: da ormai una decina di giorni si dorme poco e male a casa Spiff; Zampetta è letargica e alle 6 di sera vorrebbe dormire, fa la noiosa e comunque in qualche modo la facciamo arrivare alle 8 e mezza/nove di sera.

Tutto bene direte voi! No, perché dopo un po’, tipicamente dopo un’oretta che il babbo e la mamma sono andati a letto, si sveglia, si alza in piedi nel lettino e di punto in bianco attacca un pianto incosolabile a 140 decibel.

Cosa vuole? Venire nel lettone. Allora il babbo la prende, la mette nel lettone in mezzo e li’ comincia la notte insonne dei genitori visto che il sonno di Zampetta è quanto di piu’ agitato si possa immaginare: russa come un camionista, si gira e si volta continuamente, da’ calci e testate e adesso ho scoperto dei graffi sospetti sulla schiena (mia!).

Allora la mama da qualche giorno si è ribellata e ha deciso che deve dormire nel suo lettino (come già faceva del resto). Da quel momento le notti sono ancora piu’ insonni: vai, prendi, culla, metti giu’. Piange. Vai, prendi, culla, porta nel lettone, aspetta che si addormenta, rimettila nel lettino…. dai che è andata…. noooo, sveglia di nuovo!

La mia resistenza e quella della mamma è messa a dura prova. Senza contare che c’e’ il lavoro e i problemi di sempre, della vita. E’ dura, ce la faremo. Ce la dobbiamo fare!

Tittù tittù

Zampetta non è mai stata ciuccio-dipendente ma in questi ultimi giorni spesso, chissà per quale motivo, ce lo chiede.

Noi ovviamente le stiamo insegnado a non abusarne, cerchiamo di darglielo soltanto per fare la nanna.

Certo è che adesso che comincia a parlare è un continuo tittù – tittù… [trad. ciuccio ciuccio].

 

p.s.

In realtà tittù viene da ciu-ciu’ il modo alternativo con cui io e la mamma chiamiamo il ciuccio…