In un’aria di vetro

Nottata in bianco, vento forte, persiane che sbattono, zampette che tossiscono e non hanno intenzione di dormire. Notte di sonno iniziato alle 4 e finito alle 6 e mezza. Alle 7 e un quarto, in strada, come al solito del resto, ma sola perché la Zampetta dorme e il babbo la accudisce. Esci, un’aria di vetro, pulita, ghiacciata  quanto basta. E lì, proprio all’incrocio tra le colline, in un blu cobalto senza nuvole, arriva lei, la nostra Signora Luna: grande, rotonda, bianca e piena di mari. Ci volevi, Zampetta, dovevi essere acccanto a me a fare ‘uhhhhh, uuuna’,  e invece facevi la nanna. E ho preferito guardarla io, tutto il tempo possibile, l’ho studiata per bene per potertela raccontare bene stasera, al ritorno.

Una scoperta estiva

Fortunatamente la nostra Zampetta ci ha concesso di uscire, quando è sera, per una passeggiata in centro. E così, al momento del rientro a casa, proprio per salutare il giorno che se ne è andato e iniziare la famosa procedura nanna le abbiamo fatto notare che lassù, nel cielo, brilla di una luce riflessa la Signora Luna. E lei lì, ad indicarla con il suo ditino, protesa perché vuole raggiungerla, toccarla, arrivarci. La Signora rimane lì, tonda o a falce, luminosa ed evanescente, in mezzo al suono di grilli e cicale, e lì la salutiamo, in attesa della nanna prima e di un nuovo giorno poi.

Persa nel cielo
lungo la notte del mio cammino
sono due luci
che mi accompagnan
dovunque sto
una nel sole
per quando il sole
mi copre d’oro
una nel nero
per quando il gelo
mi vuole a sé

signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi
dov’è la strada che porta a me
forse nel sole
forse nell’ombra
così par esser
ombra nel sole
luce nell’ombra
sempre per me

perse nel cielo
lungo la notte
del mio cammino
sono due luci che brillan sempre
dovunque sto
brillano alte
brillano intense
finchè par essere
che siano gli occhi
di chi ho già perduto
che veglian per me

signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi dov’è la strada
che porta a lei
non se ne adombri
signora luna se non ho amato
diglielo a ella
che solo ella
veglia per me

non se ne adombri signora luna
se non ho amato
solo negli occhi
di chi è già stato
veglia per me

Febbre!

La prima vera malattia di Zampetta e’  arrivata: febbre costantemente oltre 38, tosse catarrosa di un vecchio fumatore. Niente asilo e subito telefonata alla Luigina.

Dopo una giornata di cottura da febbre la Luigina arriva con il suo responso: una quasi bronchite. Io non chiedo cosa sia una quasi bronchite, ma in fondo il dottore è lei e se dice che è una quasi bronchite io ci credo, sia chiaro!

E come si cura una  quasi bronchite? Come se fosse una bronchite normale. Ah. Ok.

Vado in farmacia a fare scorta e cominciamo subito la cura: antibiotici, aerosol, tachipirine all’occorrenza e tutto quello che serve.

La prima notte della malattia si risolve con un sonno travagliato fino alle 2 di notte e un po’ piu’ tranquillo, per fortuna fino alle 6.

Stamani la Zampetta sta meglio, è un bimba forte, che mangia e reagisce e guarirà presto.

E i genitori? I genitori cominciano proprio ad essere stanchi.. io personalmente devo stare attento a sbattere le ciglia: rischio di addormentarmi tra un battito e l’altro!

Low battery

Non sono sempre rose e fiori come si può immaginare.

E allora capita che una notte ogni tanto la Zampetta la faccia passare in bianco ai poveri genitori che al mattino dopo e pr tutta la giornata hanno veramente le batterie scariche: sembrano quei giocattoli con le batterie quasi finite che cantano al rallentatore con voce lamentosa.

E così giocano lentamente, cullano piano (per la Zampetta non esiste il concetto di cullare piano…), sono 2 stracci  e un bambino piccolo non ti dà il tempo di recuperare.

Oggi al supermercato guardavamo con invidia i caribatterie:

“carica in 15 ore” – buono dai! Dicevamo…

“nuova tecnologia, ricarica completa in 7 ore” – ah, va bene, questo è ottimo!

“ricarica super-fast! in 15 minuti, 80%”. Abbiamo comprato quello. Peccato che non ricarichi anche 2 due genitori…

Il sacco

Zampetta, come e ancor più degli altri bimbi, non sta ferma un attimo, sia di giorno che di notte. E si muove talmente che al mattino non la troviamo mai come l’abbiamo lasciata ma tende a girare come le lancette di un orologio.

Ci divertiamo: di quanti gradi si sarà spostata stanotte? La media è 90 ma ci sono state anche clamorose rotazioni di 180 gradi! Questo ovviamente fa si che si scopra durante la notte e magari può prendere freddo.

E allora, per ovviare a questo c’e’ il sacco nanna: una specie di sacco a pelo che contiene il nostro bimbo il quale può scalciare quanto vuole ma almeno rimane nella posizione originaria e sempre al calduccio.

Semplice e grande invenzione!