Fa caldo in macchina!

A Zampetta non è mai piaciuta la macchina e questo si sa.

Ma questa estate è stato un vero tormento con il ritornello “fa caldo in macchina!” ripetuto all’infinito.

Un modo per comunicare il disagio di viaggi anche brevi mai graditi.

E così dopo un po’ la prendiamo sul ridere, mettiamo l’aria condizionata al massimo e aspettiamo inesorabile sentenza: Fa caldo in macchina!

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Altro che Philadelphia!

Spesso mi dispiace non essere presente vicino alla Zampetta che con le sue invenzioni è una vera macchina de guerra della fantasia. E allora quelle che non riesco a vivere di prima persona me le racconta la mamma in differita.

Un giorno la mamma e Zampetta sono in macchina e di punto in bianco la piccola se ne esce con un “Altro che Philadelphia!” e poi scoppia a ridere a crepapelle!

Allora la mamma le chiede: “Che cosa vuol dire altro che Philadelphia?”

E la Zampetta: “Volevo dire una cosa buffa!”

Ancora oggi non sappiamo dove abbia preso, come abbia creato e cosa voglia dire quella frase. Forse era davvero soltanto una cosa buffa che l’ha fatta ridere.

Cosa non fa la Zampetta pur di distrarsi in macchina!

La macchina a soldi

Ogni tanto quando andiamo al centro commerciale doniamo il nostro obolo a quei malefici signori che piazzano in posizione strategica le “giostrine” per bambini. E Zampetta sa benissimo dove si trovano e ogni volta corre per fare un giro.

La nostra preferita è la puzzola ed è quella dove Zampetta vuole mettere il soldino per farla accendere. Un solo soldino ogni volta usiamo. Nonostante questo, comunque ci giriamo anche tutte le altre attrazioni: la macchinina, il cavallino, la mongolfiera.

Ma ogni volta che si va Zampetta va sulla puzzola, dice “scioldo“, noi mettiamo il soldino e lei fa il giretto sulla puzzola.

Oggi la mamma torna a casa con la macchina e scende andando ad abbracciare Zampetta la quale imperterrita dice “machina“. Ahhh, va bene. La mamma la mette in macchina al posto di guida, lei si protende verso il posto dove teniamo gli spiccioli, prende una moneta, la alza verso di noi dicendo “scioldo” e cerca di infilarla nel volante…

Grazie Zampetta. Ci hai fatto il pieno adesso. La macchina è a posto per un po’! 🙂

Chat

08:13 io: son qui, faccio colazione
Mamma: oh
Zampetta già al nido?
come va?

08:26 io: Tutto bene, la nonna deve uscire stamani e quindi l’ho portata un po’ prima
Mamma: giusto
tanto era sveglia
come era?
io: si è vestita sotto le coperte del lettone dicendo “nanna”
08:27 Mamma: un po’ lamentosa?
io: ma no, tranquilla
solo che in macchina mi ha fatto arrabbiare
Mamma: ohi
come mai?
io: si è tolta completamente la cintura di sicurezza ridendo a crepapelle
ogni cosa che si toglieva, risate
08:28 e io che mi giravo a sgridarla e a dirle che la cintura è importante
Mamma: non le hai messo il giaccone?
era freddo!
io: sisi, glie l’ho messo
Mamma: e come ha fatto a toglierla????
io: ma da ieri si sta esercitando come Houdini
Mamma: 🙂
io: abbiamo una escapista in erba
08:29 all’asilo poi
c’era la Caterina
e non voleva andare
o meglio
Mamma: hai portato il sacchetto con le lenzuola?
io: era contenta
si
poi ad un certo punto: “Baaaabo” e tornava indietro
“Baccio”
e si buttava in braccio
08:30 va beh…
Mamma: sì, succede
io: comunque alla fine sono andate mano nella mano

Io e la mamma passiamo gran parte della giornata parlandoci nella chat. Questi sono sprazzi di vita e di conversazione…

Sapessi com’è strano…

…ritrovarsi stravolti a Milano!

Il problema di lasciare passare qualche giorno dagli eventi è che poi il tutto si scolorisce un po’ e quindi anche tutte le esperienze negative, le brutte avventure e la fatica immane che abbiamo sofferto, alla fine sbiadiscono…

Zampetta e la mamma sono venute e prendermi nella città dove lavoro: sono salite in macchina il primo e siamo tornati tutti insieme il giorno dopo. Il viaggio di andata è stato traumatico per mamma e zampetta che è stata male. Un’esperienza da dimenticare e che non voglio ripercorrere anche perchè l’ho vissuta soltanto, e gia’ quello non è stato bello, via telefono.

Mi rimarranno nella mente gli Zampetta show: la felicità e la voracità con la quale accoglie le cose e le esperienze nuove: autobus, metropolitana, sotto terra o in piazza Duomo, tutto è bello è da provare è da applaudire, da riempirsi gli occhi e da farne una scorpacciata. Perchè tutte queste persone in metropolitana se ne stanno serie senza parlare? Salutiamo e prendiamo confidenza! E cosi’ capita che interi vagoni, con gente italiana, extracomunitaria, parlanti o tacenti si ritrovino a sorridere, a parlare a salutare, la nostra piccola scatenata zampetta che esaltata come non mai saltella qua e la’ e ride su ogni altalena di ogni parco di Milano, e passeggia per i corsi e le piazze e fa fermare la gente e mangia il gelato biologico al lampone da Grom, e va in libreria e prende il libro degli orsetti, e al negozio di vestiti per un cappellino e da Zara per le magliettine estive e da Imaginarium per Amanda, la nostra nuova, anzi, la nostra prima bambola.

E poi non si può fare altro che cadere addormentati, stremati, distrutti da una folle giornata di sorrisi e compere. E allora via, in macchina e a perdifiato verso casa.

Che fatica faticosa! Ma adesso abbiamo ancora un’altra piccola scorta di ricordi da mettere nella nostra collezione!

Quante mani?

Quando si esce, una mamma deve avere: una mano per portare l’ovetto inclusivo di neonato strillante; una mano per il passeggino da posizionare nel portabagagli della macchina; ovvio, una mano per aprire il portabagagli; un’altra per prendere una o due borse; una ancora per giacche e cappotti; una per la spazzatura, visto che si esce buttiamola; una per le chiavi della macchina e di casa; quindi, una per chiudere la porta. Poi, si è pronti per andare, a patto di riuscire ad aprire la portiera.

p.s. solitamente una di queste cose viene dimenticata e bisogna tornare indietro.