Panettone mon amour

Periodo di feste, periodo di dolci e qualche licenza più del solito.

Zampetta non si tira indietro in generale e tanto meno quando si tratta di leccornie. Panettone o pandoro, noci o noccioline, datteri o fichi secchi, il problema non si pone.

Pero’… una preferenza c’e’ sicuramente. Il panettone e ancor più del panettone, quello che contiene, quelle morbide uvette evitate dalla maggior parte dei bambini e da qualche adulto, sono una vera manna per la nostra zampetta che le va a cercare trapanando la pasta del panettone, scava come una talpa, infila i ditini, scrosta alla ricerca di tutte le uvette presenti.

Il babbo le dona le sue facendo golose montagnette che lei provvede a far sparire prontamente.

Non disdegna nemmeno i canditi ovviamente e se le fai notare qualcosa lei scuote la testolina e ti guarda con gli occhi che non cercano giustificazione esclamando “…sono una golosona!”

La giostra

Ormai sembra una tassa quasi quotidiana: ogni Natale in una piazza della nostra città viene installata una giostra.
Bella, colorata, con tanti “giochini” che girano intorno e ognuno con le sue caratteristiche: il cavallo che galoppa, la macchinina che dondola, la nave che ondeggia e via dicendo.
Da qualche tempo la Zampetta richiede i suoi giretti quotidiani: “Chissà se sarà aperta la giostra?” se ne esce di punto in bianco…
E così in questi giorni di festa la mamma le concede qualche giretto, due o tre. E a lei sembra che piaccia: gira su Pinocchio, sulla nave, sul cavallo o sulla carrozza.
Devo dire che è ragionevole e si accontenta dei giretti che le lasciamo fare.
Ovviamente siamo diventati conosciuti da quelle parti, soprattutto dal giostraio che ormai dispensa sorrisi a 1 euro a giretto…

tulle

Giornate di mamma e babbo, giornate strane, giornata di ultimo dell’anno con la casa invasa di persone e la Zampetta che se ne va a nanna alle 10 e mezza contro tutte le aspettative.

Giornate tranquille di grandi chiacchiere e grandi giochi. Giornate in cui Zampetta cresce e impara e parla. Grandi e lunghi discorsi pressochè inintelligibili.

Giorni di feste quasi finite in cui la mamma generalessa ha deciso che non dobbiamo lasciarci andare alle mollezze e ha cominciato ad anticipare la sveglia per riabituarci ai ritmi lavoro/asilo.

Giorni in cui si fanno cose che in genere non si fanno: si va a mangiare al ristorante a pranzo la domenica perchè è tanto che non lo facciamo o forse non l’abbiamo mai fatto da quando c’e’ Zampetta, si mangiano testaroli e panigacci e panettone alla crema chantilly.

Si fanno passeggiate e si incontrano persone. E se spunta un piccolo raggio di sole, si va al mare.

Si guardano le montagne innevate e il mare trasparente, si guardano i bimbi e i cani e le persone che passeggiano. Si fa qualche passo, qualche salto con il babbo e la mamma, ci concediamo qualche foto, con una bella giornata e una luce splendida sarebbe un peccato non approfittarne.

Ma poi si molla tutto, babbo, mamma, mare e montagne e ci comincia l’opera. Si prende un bastocino di canna, si affonda nella sabbia e si tira su. E poi si esclama “uuuhhhhh“. E poi si lascia cadere la sabbia.

Si ricomincia ad affondare il bastoncino, si tira su con il suo carico di sabbia e si esclama con vivo stupore: “uuuhhhh“. E si lascia andare il tutto.

E questo per lungo tempo.

A quel punto noi, genitori inconsapevoli di quel genio al lavoro che abbiamo di fronte osiamo chiedere spiegazioni:

“Piccola, cosa stai facendo?”

E quella, con il fare più naturale del mondo, con un’espressione che vuole dire tante cose ma pricipalmente “ma come? non vedete cosa sto facendo?…” – la piccola Zampetta risponde…

“Tulle!”

Noi non sappiamo cosa sia tulle ma lei lo sapeva benissimo e doveva anche essere molto importante vista la fatica che abbiamo fatto per toglierla da la’…

92%

La mamma e Zampetta sono venute a trovarmi a Milano: dovevo lavorare per un paio di giorni e, approfittando del ponte dell’immacolata, le ho fatte venire per un paio di giorni di shopping e lucine di Natale.

Questo era il lodevole intento.

Purtroppo come spesso succede, per una serie di circostanze le cose non sono andate come da previsione: abbiamo preso un bellissimo albergo per stare comodi comodi. E ci siamo stati! Peccato che fosse lontano dal centro e le traversate in tram con Zampetta, ombrelli e sacchetti non erano il massimo.

E poi. Era festa per tutti e dunque c’erano circa 6 milioni di persone in giro…

E poi. “Vestite tanto che fa freddo qui!”. Vero, verissimo. Ma non avevo contato il fuori-dentro da albergo e negozi affollati e con temperature tropicali e relative mega sudate nei giacconi-piumoni.

E poi. Zampetta va. Cammina, guarda, viaggia. Ma da sola! E non si poteva, con pioggia, con la folla e tutto il resto! E allora prendila in braccio per ore, oppure tienila per mano, o ammansiscila…

Tutto negativo? Ma no, abbiamo visto tante cose, tante luci, fatto regali, siamo stati comodi in albergo e comunque è un’altra esperienza che si aggiunge alla collezione.

Cos’è il 92%? Beh, è la percentuale di energie che si devono dedicare a Zampetta in situazioni di questo genere. Il restante 8% potete usarlo come volete….

Il Natale di Zampetta

Il Natale di Zampetta è fatto di tante lucine colorate, che si accendono e si spengono, è fatto di tanti pacchetti di carta, opaca e brillante, di fiocchi, di un piccolo albero di Natale decorato con le sue calzine.

E’ fatto di un’aria strana che non so che cos’è ma mi piace. E’ una Natale piovoso che arriva dopo il freddo e la neve.

E’ un Natale faticoso, di genitori impegnati, di parenti da vedere, di serate lunghe.

E’ il Natale della manina verde.

E’ il primo Natale di Zampetta.