GNAM!

Certe cose non si possono spiegare, nascono da momenti, da situazioni, da… invenzioni.

E in questo modo io e la Zampetta ci siamo inventati un gioco. Si chiama Gnam!

Si fa così: ci si mette uno davanti all’altro a breve distanza, si allargano un po’ le gambe e poi con una palla, piccola o grande che sia, si gioca a farla passare in mezzo alle gambe l’uno dell’altro.

Ma attenzione: quando la palla passa in mezzo alle gambe bisogna dire: GNAM! Come se ci fossimo “mangiati” la palla.

Poi la scorsa settimana ci siamo pure inventati una variante: con una macchinina. Tutto uguale solo che invece della palla in mezzo alle gambe si fa passare una macchinina. E’ più difficile ovviamente. Ma noi siamo bravissimi!

I due anni di Zampetta

I due anni di Zampetta. Ma pensa, già due anni sono passati!

Va beh, lasciamo i sentimentalismi… allora, com’e’ stata la festa di quest’anno?

Diversa da quella del primo anno: quella è stata una festa totale globale con una quantità esagerata di invitati.

Questa è stata più piccola ma forse ancora piu’ bella: la Zampetta è andata all’asilo regolarmente mentre il babbo e la mamma si sono passati una bella giornata insieme. Sono andati a fare la spesa, a comprare decorazioni e accessori per la festa e l’hanno presa molto piu’ alla leggera dello scorso anno quando gia’ si programmava la festa due mesi prima dell’evento.

Invitati, pochissimi, solo 6 bimbi con i rispettivi genitori, un paio di zii e 4 nonni, una ventina di persone in tutto.

Menu’ di focaccette prosciutto o pomodoro, spiedini di frutta, budini, torta salata e torta di compleanno finale. tutto molto semplice.

Tanti regali belli ma inveitabilmente quello che rimarrà nella storia è la casetta di plastica regalata dai nonni.

Il babbo e lo zio hanno faticato come cammelli per montarla, la mamma ha usato 25 chilometri quadrati di carta per impacchettarla ma alla fine l’effetto è stato strepitoso: alla Zampetta è piaciuta moltissimo ed è davvero felice!

La festa è andata bene, si è svolta in giardino fra l’erba, i tappeti, i cuscini: molto per bambini che infatti erano felici e scatenati, ma anche per i genitori che hanno trovato comunque modo di fare qualche chiacchiera.

Tante foto, atmosfera rilassata a parte io e la mamma che correvamo di qua e di la’. Bella e buona la torta che ha avuto un buon successo.

Alla fine davvero è stata organizzata in breve tempo, senza troppo dispendio di forze e denari ed è venuta bene. La zampetta era felice e distrutta alla fine e di sicuro ha fatto il pieno di emozioni, ricordi e felicità!

Sliding doors

Andiamo in farmacia pr comprare delle pomate. La mamma va a fare la coda e noi stiamo sull’ingresso a vedere tutti quegli scaffali e quelle scatole.

Ci spostiamo di qua….zzzzzzz…. ci spostiamo di là ….zzzzzzz… ci spostiamo ancora di qua …zzzzzzzz….. ci fermiamo in contemplazione: Zampetta ha scoperto le porte scorrevoli automatiche!

Vieni avanti: si apre. Aspetti qualche secondo: si chiude.

E allora, corri! Si apre e non sbatti. E poi si chiude.

Corri! Si apre e non sbatti. Si chiude.

La foga aumenta e l’eccitazione della scoperta anche.

Si corre e si urla di gioia e stupore : “uuuhhhh!!!”. E la porta si apre.

Poi indietro: “uuuuhhhh!!!”. E vai! La porta si pre di nuovo!

Io e Zampetta ci siamo divertiti un sacco. Le persone che passavano sorridevano nel vederci e anche loro sembravano divertite.

Ogni tanto mi giravo verso l’interno e devo dire che il farmacista invece non sembrava divertito. Chissà perché….

Il Colosso di Rodi

Durante le feste abbiamo avuto anche il tempo per dare una sistemata alla cameretta di Zampetta: puliti i muri, spostati i mobili, messi degli adesivi alle pareti (animali in mongolfiera e su automobiline), tappetone verde con gatto e topo, la lampada con il gatto regalo dello zio Daniele e sul tappeto nuovo, il trenino!

Trattasi di trenino di legno dell’Ikea, regalato per la Befana che ci piace proprio tanto e coinvolge tutta la famiglia. La mamma si diverte a fare le piste, il babbo regredisce di una trentacinquina d’anni e fa ciuf-ciuf mentre Zampetta, nonostante le abbiamo insegnato a spingere il trenino con il ditino, preferisce di gran lunga fare il Colosso di Rodi: si piazza in mezzo alla pista del trenino e mentre il babbo lo fa viaggiare, lei a gambe ferme si diverte a guardarlo dall’alto, a farselo passare in mezzo e magari a schiacciare la pista, ogni tanto distruggerla e vedere la locomotiva e i vagoni che deragliano sotto i ponti a suon di “uuuhh – uuuuhhh”.

Prossimo appuntamento: comprare più pezzi della pista. E per i prossimi anni, nonostante la Zampetta sia una femminuccia, si potrebbe prendere un trenino elettrico, o una pista delle macchinine… sempre che lei smetta di fare il Colosso di Rodi…

La cucina… a letto

Da un paio di giorni Zampetta fa un gioco nuovo: cucina… a letto.

Stare nel lettone del babbo e della mamma le è sempre piaciuto: rotolarsi, giocare, prendere le coccole, fare la nanna. Ma adesso…

Si alza in piedi dalla parte della testiera e armeggia con il muro mentre parla la sua lingua sconosciuta: prende cose, mette a posto, si gira, tutta un agitarsi.

“Piccola, cosa stai facendo?”

“Pappa!” e viene verso di noi come per darci da mangiare.

“Gnam!, Buono, che cos’era?”

“Pisce”

“Ah, ecco perchè era così buono” – dice la mamma vegetariana!

Poi va di nuovo al muro, armeggia variamente, prende cose, mette cose e viene di nuovo verso di noi.

“Gnam! buono. E questo cos’era?”

“Piza”

“Buona la pizza! Grazie!”

E così per ore, non si stanca mai di cucinare la nostra piccola zampetta.

Bello, bello che cresca e che impari a giocare, a fare giochi di fantasia come questo.

Solo una domanda: ma perchè a letto??

Scorpacciata di babbo

In questo periodo il babbo è disoccupato e così passa tanto tempo a casa.

Caso vuole poi che la piccola Zampetta non fa ancora la giornata piena all’asilo e quindi, pur con l’aiuto e la presenza dei nonni, io e la piccola ci troviamo a passare tanto tempo insieme.

Stiamo in giardino, giochiamo a palla, rotoliamo nell’erba, ci facciamo pungere dalle zanzare (sigh!), facciamo merenda con il succo e i biscotti, ci laviamo le manine nel lavandino, corriamo tanto mentre il babbo ci fa le foto.

Poi andiamo in casa e giochiamo con i lego, con la pallina piccola, guardiamo L’era glaciale, sentiamo la musica e balliamo, disegniamo con i pastelli sui grandissimi fogli di carta. E naturalmente corriamo tantissimo e giochiamo a scappa scappa e facciamo ruzzoloni nel letto.

Una bella soddisfazione devo dire. Zampetta è brava, felice e sorridente.

Poi ci sono i momenti difficili quando Zampetta è stanca, non vuole cambiarsi il pannolino, non le va bene niente di quello che le fai fare…

E alla sera il babbo crolla distrutto: è dura fare la vita del bambino unennne!

Dov’è Anna?

La piccola Zampetta se ne inventa ogni giorno una nuova.

Un a delle tante è quella di nascondersi dietro le tende (di qualunque stanza di qualunque casa) e nascondersi.

Poco importa se tutti hanno visto benissimo dov’è andata, se spuntano braccia e piedini. Praticamente l’importante è che non si veda la testa. Chiaro no? Se lei non vede, allora neanche tu la vedi…

Il gioco consiste poi nel fare espressioni stupite del tipo “ma dov’è finita?” “era qui un attimo fa…” e poi mostrarsi sommamente sorpresi quando lei decide poi di mostrarsi al mondo sorridente e con l’espressione furbetta.

Piccola Zampetta scatenata…