Una serata in pizzeria

Ieri sera sono uscita con il babbo e la mamma e i loro amici.

Siamo usciti tardi, alle 8 e mezza quando io di solito facio il bagnetto e poi mi preparo per la nanna. Ma ormai sono una bambina grande e so affrontare anche le serate mondane. Siamo andati in città a mangiare una pizza da Battì.

Le persone le conoscevo quasi tutte: c’erano la Francesca che mi sta simpatica e vuole sempre giocare con me e prendermi in braccio. il suo fidanzato Michele che, anche se lei non lo sa è il MIO fidanzato. C’era lo zio Massimo che anche se non è veramente uno zio lo vedo coì spesso che è quasi un parente. C’era Alberto che abita a Roma e che lo sono andata anche a trovare un paio di volte. C’erano Alessandro e la Anna che si chiama come me e ha la pancia e dentro forse c’è una bambina che si chiamerà Chiara o forse un bambino che si chiamerà Cristian. Poi c’erano Luca che c’ha la barba e la Paola che non l’ avevo mai vista ma che sembra a posto.

Sono stata quasi sempre con la mamma, poco con il babbo e ho fatto la timida per quasi tutta la sera. Ho mangiato tanta pizza con la scamorza e il radicchio. Mi piace tanto la pizza.

Faceva caldo là dentro, c’era tanta gente e la cameriera che ci ha fatto aspettare tanto tempo  poi voleva anche fare la simpatica con me.

Tutti chiacchieravano e c’era una bella atmosfera. Anche il babbo e la mamma hanno parlato volentieri con i loro amici anche se, non so perchè stavano sempre a guardarmi e a controllarmi.

Alla fine mi sono un po’ sciolta e visto che  il pubblico reclamava sono salita sul tavolo e ho intrattenuto i presenti con dei balli nei quali sono maestra come ad esempio i due liocorni con tanto di mossette e il mio grande classico, la bella lavanderina.

E’ stata una serata piacevole, non abbiamo fatto tardi e poi tornati a casa mi sono fatta una bella nanna soddisfatta delle giornata e della serata.

Va bene babbo e mamma, vi concedo di portarmi di nuovo con voi la prossima volta!

Scommessa!

Tuti giorni, come una sorta di rito, facciamo il “controllo gengive”.

“Zampetta, apri la bocca.. no, senza lingua… tira via la lingua che non vedo!”.

Metto il dito in bocca sentendo se, per caso, stesse spuntando qualcosa, non so, dentini, ad esempio.

E tutti i giorni da mesi a questa parte il responso è sempre lo steso: nulla!

Fino ad oggi. Eh, calma, anche oggi non c’è niente, ma si intravedono, fra le gengive ormai ingrossate, due ombre biancastre là dove dovrebbero comparire gli incisivi inferiori.

“Arrivano i dentini!” mi sono emozionato io.

“Seee, cosa dici? Mancano anocora mille anni luce” mi stronca la Spiff.

“Scommettiamo?”. “Cosa?”

Entro una settimana la Zampetta avrà, non uno ma ben 2 dentini spuntati. Così dico io. Per La Spiff invece no. In palio una pizza.

Domenica prossima il responso!

Siamo vivi

12clic

Siamo tornati vivi dall’esperienza romana. La zampetta è stata protagonista di un servizio fotografico,  oltre che la vera protagonista dell’avventura in generale. Ricaviamo da questa esperienza che:

– i bambini hanno i loro tempi che vanno rispettati;

– viaggiare con la pioggia dà i suoi problemi in condizioni normali, è quasi impossibile con un piccolo nano calvo;

– l’ovetto non è una comoda poltrona per passarci giorni e giorni;

– mangiare la pizza take away senza una forchetta e soprattutto un coltello in una camera d’albergo alle 10 di sera è un’idea da non disprezzare per lo stomaco ma non tanto comoda per tutto il resto;

– Roma è sempre bellissima anche se si è dormito troppo poco;

– i lavaggi nasali risolvono in fretta raffreddori di lieve entità;

– quando una zampetta vuole dormire lo fa anche in un salone con mille invitati che schiamazzano, dopo avere tolto le scarpe ed essere stata ninnata per un bel po’.

– allattare nel bar dei musei del Campidoglio fa un certo effetto e rende speciale un’attività ormai normale.

Grazie Zampetta per averci permesso di andare e tornare, di essere stata ‘tutto sommato’ brava e permissiva. Adesso, torniamo agli antichi ruoli usuali di tuoi schiavi, amorevole amministratore unico di questa società con due dipendenti.

Ciao, ZiaGiò

fioreZampetta ha tanti zii acquisiti, che si sono candidati tali appena hanno ricevuto notizia del suo arrivo. In questi giorni, a cinque mesi dalla sua nascita, è arrivata a trovarla la ZiaGiò. La zia in questione arriva da una piccola cittadina di montagna, dove il giovedì sera trovi solo un ristorante aperto e dove i ladri hanno un nome e un cognome e non hanno una grossa attività. Il viaggio è stato lungo e faticoso, e anche per questo la sua visita vale la pena di un racconto.

La ZiaGiò è alta, magra e con gli occhi celesti. Ama la vita di montagna, il cielo blu delle vette e i campi di camomilla. Le piacciono i fiori, li disegna anche sui vetri appannati. Sa creare con le mani capolavori di lana e cotone. E’ insomma una zia speciale.

Subito si è creato un buon feeling tra questa zia dalla voce sottile e la Zampetta, che guardava stupita di fronte a se’ una persona in più, che vedeva dalla mattina al risveglio fino alla notte prima della nanna. Per lei sono stati giorni faticosi, visto che abbiamo colto l’occasione per portare la zia a spasso per località e locali: una capatina a toccare l’acqua del mare con i piedi (scarpe incluse!), una visita al centro storico e degustazione  di cibi più o meno tipici, della serie dal panigaccio alla pizza!

La zia ha sparso la casa di regali e fiorellini, di chiacchiere di scarpe e di considerazioni sulla vita: per un momento alla Spiff è sembrato di tornare a rivivere come prima.

Un’altra prova superata a Villa Camomilla: avere un ospite gradito in casa, seppur con tanta difficoltà, è cosa possibile e  piacevole nonostante la fatica. Alla prossima, ZiaGiò, verremo noi a trovarti speriamo prima di Natale!