Cittadina del mondo

Il fatto è che non lo faccio mai. A me piace viaggiare in treno tra casa e il lavoro, ma purtroppo la vita in una città di periferia, e il lavoro in un angolo sperduto del pianeta, non si conciliano con gli orari delle ferrovie. Non sto parlando di frecce colorate che volano veloci sui binari, mi piace prendere il trenino locale, quello che fa mille fermate in 10 kilometri. Ieri è stato il giorno prescelto, per una serie di circostanze ho dovuto usare quel mezzo, oltre a vari passaggi per raggiungere stazioni e casa (questa è un’altra ragione per cui non posso usare questo mezzo per andare tutti i giorni a lavorare).

Arrivo con un discreto anticipo alla stazione, non sono organizzata, come lo ero un tempo, con letture e musiche, quindi ho modo di guardarmi attorno. Le erbacce tra i binari si muovono sinuose per il vento, è una bella giornata e la luce nitida del tardo pomeriggio rende precisi i contorni. Insieme a me, una strana umanità aspetta l’arrivo del treno: uomini stanchi di lavoro con la sigaretta in bocca, ragazzi con il cane, qualche donna con la borsa, manager che sicuramente hanno sbagliato treno, stranieri. Eh sì, tanti stranieri, tanti quanti non ne vedevo da tanto tempo: nordafricani, orientali, europei dell’est, mediorientali. Uno di questi ultimi mi colpisce, bello, bellissimo, carnagione scura e occhio smeraldo, naso dritto e portamento elegante, vestito di jeans e maglietta. Ci guardiamo, probabilmente pensiamo ‘ma guarda come è diverso/a da me’, chissà, magari si chiede se sono tirolese, o irlandese. Quindici minuti, si scende. Sono stati 15 minuti belli senza la Zampetta, un’esperienza solo mia, non mi capita tanto spesso negli ultimi tempi. Mi sono sentita parte di questo mondo.

Mammamimmi

Da qualche giorno abbiamo una nuova parola: mammamimmi.

Che cos’è, chi è mammamimmi?

eeehhhh…

Mammamimmi è la mamma, ma … di più! E’ un superlativo, il superlativo di mamma, una specie di mammissima.

Da dove viene? Ecco, viene da qui:

La Zampetta ovviamente ha molti modi di fare, di dire, di atteggiarsi. E’ normale. E anche quando chiama la mamma, ci sono molti modi di chiamarla. Uno di questi è un modo un po’ cantilenato, in falsetto e modulato: maaaaa-mmmaaaaa…!!

E questo è il richiamo per avere attenzione, affetto, coccole. Insomma, non sto chiamando tanto per fare ma sto chiamando perchè ho bisogno di te, mamma, ho bisogno di te con tutte le M e tutte le A!

E la mamma risponde a questa richiesta con un altrettanto cantilenoso e falsettato “dimmi”.

E dunque:

“Mamma!”

+

“Dimmi!”

=

“Mammamimmi”

Chiaro no?

Le cocche

Ultimamente la zampetta, forse anche per le cambiate condizioni familiari, è sempre un po’ nervosa e scontrosa, ha il “no” facile e a volte è davvero intrattabile.

C’è da capirla e la capiamo, non è facile la vita di una bimba!

Però quando è tranquilla e ben disposta, quando si sente in comunione e in intimità con noi, quando ha bisogno di affetto e consolazione, ecco che allora vuole le cocche.

Le cocche sono le coccole e si fanno con carezze (caaaaaaraaaa), bacini, abbracci, solletico, ecc.

Le cocche danno reciproca soddisfazione ed è bello farle e riceverle. E’ bello vedere la zampetta felice e tutto il resto.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è che sono… su ordinazione: la Zampetta dice “cocche” e tu glie le fai, ci mancherebbe… ma cosi’, a richiesta? Ok…

Chat

08:13 io: son qui, faccio colazione
Mamma: oh
Zampetta già al nido?
come va?

08:26 io: Tutto bene, la nonna deve uscire stamani e quindi l’ho portata un po’ prima
Mamma: giusto
tanto era sveglia
come era?
io: si è vestita sotto le coperte del lettone dicendo “nanna”
08:27 Mamma: un po’ lamentosa?
io: ma no, tranquilla
solo che in macchina mi ha fatto arrabbiare
Mamma: ohi
come mai?
io: si è tolta completamente la cintura di sicurezza ridendo a crepapelle
ogni cosa che si toglieva, risate
08:28 e io che mi giravo a sgridarla e a dirle che la cintura è importante
Mamma: non le hai messo il giaccone?
era freddo!
io: sisi, glie l’ho messo
Mamma: e come ha fatto a toglierla????
io: ma da ieri si sta esercitando come Houdini
Mamma: 🙂
io: abbiamo una escapista in erba
08:29 all’asilo poi
c’era la Caterina
e non voleva andare
o meglio
Mamma: hai portato il sacchetto con le lenzuola?
io: era contenta
si
poi ad un certo punto: “Baaaabo” e tornava indietro
“Baccio”
e si buttava in braccio
08:30 va beh…
Mamma: sì, succede
io: comunque alla fine sono andate mano nella mano

Io e la mamma passiamo gran parte della giornata parlandoci nella chat. Questi sono sprazzi di vita e di conversazione…

Nanna e coccole

La congiunzione astrale di questi gironi è praticamente irripetibile: il babbo, la mamma e zampetta a casa per 2 settimane abbondanti. Niente lavoro, niente asilo, nonni ridotti al minimo indispensabile.

Ci stiamo facendo una scorpacciata di nanna e coccole: non ci sono più gli orari fissi (ma questo non è un bene), si dorme tanto, si va a letto più tardi, tutto è dilatato, stiamo  sempre con il babbo e la mamma, ci facciamo tante coccole, abbiamo il tempo per stare nel lettone insieme la mattina, giochiamo, facciamo le pulizie, usciamo a fare la  spesa, andiamo al mercato, a prendere il pane, usciamo la sera con gli amici e rientraimo “tardi”.

Sono giorni di tranquillità e serenità e Zampetta si sta un po’ viziando ma è tanto serena e tranquilla che la vediamo crescere giorno per giorno da quanto parla, si muove e interagisce con il mondo.

Ci concediamo ancora qualche giorno poi la congiunzione astrale irripetibile si dissolverà: la mamma tornerà al lavoro, il babbo sparirà in qualche città lontana e lo sentiremo la sera al telefono, Zampetta tornerà al nido, starà con i nonni al pomeriggio e aspetterà stramata alla sera una mamma stremata dalla giornata.

Ci terremo buoni i ricordi di questi giorni…