I bastoncini

Ormai è diventato un appuntamento fisso: andare in centro e giocare con i bastocini.

In estate anche le strade di una piccola città come la nostra si animano un po’ più del solito e un meritevolissimo negozio (questo) mette a disposizione di bambini piccoli e bambini grandi tutta una serie di tavoli e giochi per passare una bella serata.

A zampetta (e ad altri mille bambini) piace il gioco dei bastoncini.

Si tratta di un enorme tappeto di gomma dove i bambini devono andare senza scarpe (ed è forse questa la parte più bella per Zampetta!) dove sono accatastati centinaia o forse migliaia di semplicissimi bastoncini di legno.

E’ incredibile quanto i bambini (e i genitori!) riescano a divertirsi con dei semplici bastonicini di legno!

Tipicamente si fanno delle torri, delle costruzioni elevate, delle pile, dei tralicci che vanno in alto finchè inevitabilmente cadono a terra.

Zampetta invece non ha aspirazioni all’altezza. Lei (ed è l’unico a cui ho visto farlo… sarà bene o male?) si è scoperta… parquettista! Esatto, fa paquet: mette i legnetti in orizzontale, uno vicino all’altro fino a comporre un vero e proprio “pavimento” di legno.

Opere meno spettacolari dei grattacieli improvvisati ma con un suo deciso fascino e una dimostrazione di carattere tutta particolare!

La festa del terzo compleanno

Il 20 Maggio era stata annunciata come la giornata più piovosa del 2012. Lo si sapeva da giorni e settimane e puntualmente così è stato: la scienza delle previsioni del tempo era sempre più esatta.

E così fin dalla mattina il babbo e il nonno si sono impegnati per creare una protezione ulteriore per catinelle di pioggia che si sarebbero riversate.

Il compleanno si sarebbe festeggiato, gli inviti erano già stati diramati da settimane ed erano attese 50 persone. Che in una bella giornata sarebbero state comode nel pur piccolo  giardino. Ma con la pioggia….

Avremmo fatto il compleanno in casa, fra un salotto risistemato per l’occasione, la veranda e lo spazio di protezione che ci avrebbe concesso un telone impermeabile di 30 metri quadri.

Sarebbe stata un’organizzazione tutta casalinga con torte, dolci, focacce e persino la torta finale sarebbe stata realizzata dalla mamma (sotto la supervisione di Zampetta) dopo settimane di prove più o meno riuscite e modifiche della ricetta finale.

E così è stato: in una domenica assolutamente frenetica di preparativi ed elettrica per Zampetta quasi nessuno è voluto mancare all’appuntamento nonostante il freddo e la pioggia. Cuginetti di vario grado, amici coetanei, nonni e zii e prozii e amici del babbo e della mamma. Non mancava quasi nessuno.

E fra i dolci, le torte salate, i bomboloni e le bibite e i complimenti ed i regali (tantissimi vestiti), e le chiacchiere dei grandi e i giochi dei piccinini, i palloncini gonfiati pazientemente dalla Zia Giulia, la giornata è trascorsa bene.

Alla fine è arrivata la torta fatta dalla mamma: una crostata alla crema e ricoperta di fragole così come era stato richiesto e pianificato dalla festeggiata.

Ed è stato bello perchè la festa poi non si è spenta subito ma la gente stava bene e si è rimasti ancora per qualche chiacchiera.

Una giornata faticosa ma da ricordare, una scorpacciata di emozioni come capita di rado: per fortuna (o purtroppo) il compleanno viene una sola volta all’anno!

Kiko è scomparso!

Kiko è un pelouches che regalammo a Zampetta il suo primo Natale. Ha di particolare che è un animale tutto strano: un orecchio più grande e uno più piccolo, cuciture qua e là, un po’ sbilenco… ma sopratutto ha il nome della Zampetta ricamato su un braccino.

E’ stato uno dei suoi primi pelouche e da sempre è in casa nostra e lei gli è affezionata.

Qualche mese fa Kiko è sparito! Dapprima ci siamo illusi che fosse in casa e non si trovasse, fosse nascosto da qualche parte. Poi dalle nonne. Poi ancora ci siamo convinti di averlo lasciato da qualche parte, chissà dove.

La zampetta ha sentito la mancanza e non ha mai metabolizzato pienamente questa mancanza.

Dopo due – tre mesi di assenza decido di, brutto dirlo ma è così, ricomprarlo. torno nel negozio e rifaccio l’ordine con il ricamo e dopo appena una settimana il Kiko è pronto.

Appena lo vedo capisco che non è LUI. Ovvio che sia un altro… Chissà che cosa dirà la Zampetta.

Si presenta l’occasione perchè la mamma e la Zampetta vengono a trovarmi a Milano.

Nascondo il Kiko nel letto e al ritorno di una estenuante giornata, torniamo in camera e… che feste! Zampetta non credeva ai propri occhi!

“Ma c’e’ Kiko!” ha detto. “Era a Milano con il babbo!”. L’ha preso, l’ha abbracciato e non se ne è staccata per giorni. Commovente.

Io non so se Zampetta ha creduto davvero che Kiko fosse tornato o si è accontentata del fatto che ci fosse un Kiko. Fatto sta che è stata devvero felicisssima e adesso Kiko è tornato!

Ieri

Giorno dopo la festa, tutto torna alla normalità. La mamma è pronta per uscire e andare al lavoro, Zampetta si sveglia, seduta nel letto, un po’ assonnata. La mamma la va a prendere: buongiorno principessa! La piccola tende le braccia e viene in braccio, accoccolata e sognante. Si va a prendere il biberon pronto in cucina, ma prima passiamo dal salotto e… sorpresa, c’è una montagna di regali che abbiamo scartato durante la festa, ancora disordinati per l’eccessiva stanchezza dei genitori la sera prima. Zampetta si tende verso la bambola di pezza, l’abbraccia e fa ‘Ieri!’ come a dire ‘ma allora non era un sogno, era tutto vero!’. Eh sì piccola, era tutto vero, e ne rimangono i segni concreti, oltre al bel ricordo di una giornata speciale tutta per te!

Gigazilla mangia pomodori

Cari signori che vi occupate di marketing ed in particolare voi che vi occupate di bambini e in particolare voi che vi occupate di creare delle “sorpresine” o dei “regalini” per i bambini…

… ma vi rendete conto? Siamo stati al self-service, abbiamo fatto (casualmente) un berry menu e in omaggio (senza vedere se il bimbo in questione fosse maschio o femmina, avesse 2 o 15 annni) siamo stati onorati di avere un …. Gigazilla! Un essere mostruosamente preistorico tutto pustolato, pieno di punte, aculei, ghigno mostruoso e tutto il resto.

Zampetta l’ha presa bene: come prima cosa ha provato a mangiarlo ma risultava un po’ duretto, poi l’ha guardata con un certo sospetto, allora il babbo per cercare di sdrammatizzare le ha detto che era un animale preistorico che mangiava… pomodori!

Cosa dovevo dirle: che il Gigazilla è un esseremostruosamente orrendo che aveva una dieta monovariata a base di carne di qualsiasi animal incontrasse per la sua strada?

Ecco.

Signori del marketing, quindi, pensate che nei vostri ristoranti vanno anche bambine ingenue golose di pomodori dueenni (scarse).

Non è il caso di omaggiarle con gigazilla: un fiorellino, una bambolina, o anche se volete un animale preistorico. Magari che sia erbivoro e un po’ meno mostruoso pero’!

Amanda: new look!

E’ venerdi e torno a casa dal lavoro nella Grande Città.

A casa mi aspettano la mamma e la Zampetta anche se lei stasera starà già facendo la nanna quando arriverò a casa.

Mi piace sempre il “ritorno”.

E a volte mi piace fare il piccolo babbo natale, portare dei regalini. O forse chi lo sa, in qualche modo è un modo di scusarmi con le bimbe che sono a casa della mia assenza.

Va beh, fatto sta che da un paio di settimane sono incerto se portare un certo regalo alla Zampetta.

Vi ricordate Amanda ? Per lungo tempo è stata la bambola preferita di Zampetta e ancora oggi viaggia ai primi posti della classifica. E poi ci ha accompagnato nei nostri viaggi e insomma, c’e’ un affetto particolare. Ebbene, Amanda è cambiata, hanno fatto la “versione 2011 primavera-estate”. Oddio, è brutto dire così… ma è proprio così

Eccola qui: via la giacchettina rossa per uan camicetta, via i jeans per una gonnellina.

Carina eh…. pero’… che effetto farà a Zampetta?

Sarà sempre la sua Amanda? Sarà “un’altra”?

Sono stato incerto se prenderla oppure no.

Domani Zampetta la vedrà… aspettiamo reazioni…