Vigilia insana

In ogni caso saranno giorni da ricordare. Zampetta che si ammala e passa 5 giorni in casa fra babbo e nonni e appena sta un po’ meglio ecco che si ritrova in mezzo al Natale.

Sera della vigilia dalla Nonna Giuliana.

La Nonna Giuliana è una salutista: sempre verdura, sempre frutta, dolci si ma senza zucchero, senza burro, senza uova. Si mangia senza sale, poco olio, e insomma, bene, abbondante ma assolutamente sano!

Ma la sera del 24 dicembre si crea una sorta di buco spaziale dove le regole non contano e armata di latte di olio e padella bollente, alle 4 del pomeriggio comincia a friggere: e giu’ di fritelle di carciofi, di gobbi, di sedano, di baccala’, vuote… una fucina, una friggitoria, un calderone bollente.

E la sera ovviamente ci si tuffa in questo mare di grassi per recuperare una anno di verdura lessa. Se chiedete spiegazioni dice che è la tradizione… mah?

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Autunno

Sarà che è cominciato l’autunno, sarà che è ricominciato l’asilo, sarà che il babbo sta per fnire il lavoro e che la mamma invece lo continua con i problemi di sempre.

Fatto sta che è un periodo duro per tutti.

La piccola Zampetta (che in realtà è sempre più grande, più sveglia, più tutto) si ammala continuamente e siamo solo a settembre. Il babbo e la mamma che hanno già i problemi diurni sono distrutti da nottate in bianco o quasi.

Fuori le giornata non sono neanche male: un bel sole che illumina ma scalda poco, un’arietta frizzante e ritemprante. Ma chi ha tempo per godersele? Siamo sempre in casa o indaffarati. Sarebbe bello andare al mare per l’ultima volta o in montagna dove non siamo stati in questi mesi.

Non si può fare tutto ma se questo è il prologo della brutta stagione (e siamo solo a fine settembre!) le cose non si mettono per il meglio.

Sono convinto che ci sarà una svolta e che troveremo il modo di gustarci al meglio questo autunno.

Speriamo passi presto questo periodo così faticoso…

La biscia

Continua ormai da dieci giorni il malessere della Zampetta: il virus intestinale è duro ad andarsene e mentre di giorno la vita scorre tranquilla e ormai come prima (oggi ritorno all’asilo) e addirittura si sta normalizzando anche la pappa (non la rifiuta piu’), altra storia accade la notte.

Va a dormire tranquilla ma statene certi, 2 volte per notte la piccola si sveglia, comincia a lamentarsi, a torcersi nel letto, a mettersi a testa in giu’.

I dolori al pancino non si possono combattere e a niente vale prenderla in braccio e cullarla, Zampetta si gira e si muove come una biscia, fa degli scatti. A volte sembra aquietarsi, chiude gli occhi, si mette giu’ per poi dopo pochi secondi rizzarsi in piedi, guardarsi smarrita attorno e di nuovo riappisolarsi.

Con ovviamente grande disagio dei genitori che hanno poche ore di sonno e neanche continue.

Guarisci presto Zampetta!

Troppe cose

Si, stanno succedendo tante cose e non c’è il tempo per scriverle tutte. E allora, vai col riassunto!

1. Il 19 marzo è stata la mia prima Festa del papà. Devo dire che nonostante non apprezzi le feste di questo tipo, mi ha dato un po’ di emozione, lo confesso, e ancora di più quando, la sera, tornato a casa, mi aspettava un bel regalo della Zampetta: un portachiavi con l’impronta del suo ditino!

2.  In quegli stessi giorni (18-19) Zampetta si cimentava con le prime e soddisfacenti gattonate. Dobbiamo stare attenti perché la piccola esploratrice ci sta prendendo gusto e si lancia in galoppate anche di metà salotto!

3. Ad una sola settimana da primo, anche il secondo dentino vuole uscire allo scoperto. Non ci siamo ancora ufficialmente, ma la strada è ormai aperta.

4. Purtroppo questi entusiasmi sono stati smorzati dalla malattia di Z.: un tremendo virus intestinale che non fa dormire nessuno da 2 giorni. Il babbo è un cadavere, la mamma uno zombi e la povera Zampetta si lamenta per 24 ore, ha la febbre e fa una cacca fantasmagorica. Speriamo che le passi presto, povera!

Febbre!

La prima vera malattia di Zampetta e’  arrivata: febbre costantemente oltre 38, tosse catarrosa di un vecchio fumatore. Niente asilo e subito telefonata alla Luigina.

Dopo una giornata di cottura da febbre la Luigina arriva con il suo responso: una quasi bronchite. Io non chiedo cosa sia una quasi bronchite, ma in fondo il dottore è lei e se dice che è una quasi bronchite io ci credo, sia chiaro!

E come si cura una  quasi bronchite? Come se fosse una bronchite normale. Ah. Ok.

Vado in farmacia a fare scorta e cominciamo subito la cura: antibiotici, aerosol, tachipirine all’occorrenza e tutto quello che serve.

La prima notte della malattia si risolve con un sonno travagliato fino alle 2 di notte e un po’ piu’ tranquillo, per fortuna fino alle 6.

Stamani la Zampetta sta meglio, è un bimba forte, che mangia e reagisce e guarirà presto.

E i genitori? I genitori cominciano proprio ad essere stanchi.. io personalmente devo stare attento a sbattere le ciglia: rischio di addormentarmi tra un battito e l’altro!

La paperella del raffreddore

La Zampetta ha un bruttissimo raffreddore!

Non respira dal nasino e quando ci riesce sembra un motore diesel che si mette in moto. E’ piena di mocci che le cadono continuamente e che ogni tanto riesce pure a leccare.

Non riesce a mangiare, non riesce a dormire. La notte scorsa è stata tragica, per lei e per noi e anche durante il giorno non riesce più a fare i suoi pur brevi sonnellini.

In parzialissimo aiuto ci viene la paperella che vedete qui a lato che è vero che non ha niente di paperella, ma in qualche modo dovevamo pur chiamarla (sono ben accetti suggerimenti sul nome più calzante da darle).

La suddetta paperella è l’aerosol con il quale nebulizzare semi-inutili (per me naturalmente, portentose per la pediatra) goccine di medicina. A Zampetta a volte piace e a volte no, a seconda dell’umore.

Se la volta è buona allora si riescono a passare quei minuti (non pochi) necessari a fare il trattamento. Se la volta non è buona allora bisogna distrarla in ogni modo possibile con grandissimo dispendio delle già poche e preziose energie dei genitori.

Speriamo passi presto….