Gran Ballo al Municipio

E’ finalmente il momento delle vacanze della mamma, vacanze del resto da lungo tempo annunciate e imposte dal posto dove lavora. Mrs. Spiff si impegna di brutto a passare nel miglior modo possibile le ferie intorno a Ferragosto, periodo che lei odia in quanto Villacamomilla si trova proprio dalle parti di famose località balneari frequentate da milioni di turisti in questo periodo.

Evitiamo la spiaggia, il primo giorno, e andiamo a svolgere un po’ di pratiche burocratiche. E così eccoci in fila, dopo salutare passeggiata in bici, all’ufficio anagrafe del Comune. Strano ma vero, un’altra dozzina di persone ha avuto la nostra stessa idea, e l’ha avuta prima di noi, almeno qualche minuto prima, così ci troviamo a dovere attendere a lungo.

La sede del comune è davvero bruttarella, puro stile anni ’80, con tanto marmo e un soffitto alto alto dove però non volano gli uccelli e non c’è nemmeno la luna. E così, cose da vedere ce ne sono poche, specie dovendo rispettare la coda e non potendoci muovere molto. D’altronde, la mamma non può fare altro che usare queste odiose ferie (ma pur sempre ferie sono!) per svolgere anche questi compiti, e così Zampetta è con lei, a guardare la signora dietro (uh, come è bellino, come si chiama? – Anna! – ah, è una femmina?) e la signora davanti. Ecco, la storia riguarda la signora davanti. Zampetta, come saprete o come dice il nome, zampetta, e parecchio, e non c’è modo di tenerla ferma in un posto. Si agita, scalcia, fa sudare un sacco la mamma che già di per se’ è accaldata da questo agosto senza condizionatore. E i compagni di coda si accorgono ancora di più della presenza di questa creatura inesauribile (dove sono le pile?). Così, la Signora Davanti, mamma di bimbo treenne (lo scopriamo dopo, ma a voi lo anticipiamo!) escogita un metodo per placare l’energia di questa fanciulla di 75 centimetri abbondanti. Tira fuori dalla suaborsa.. un cellulare, con dentro gli mp3 di alcune canzoni dello Zecchino d’Oro. E così Zampetta balla al ritmo del Valzer del moscerino, scopre il Torero Camomillo, e dimostra di essere già esperta conoscitrice del caffè della Peppina. Tutto questo, ballando e dimenandosi in una composta fila. Intorno, tutti gli impiegati comunali rimasti rintanati nonostante la calura e le vacanze, a guardare uno spettacolo tutto sommato normale, ma in un luogo inconsueto. Ullallallà…………

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… e una bombola di elio

Siamo alle prese con l’organizzazione della festa di compleanno di Zampetta. Forse attribuiamo all’evento troppa importanza, ma ormai è andata così: per la piccola non si sono mai fatte feste da quando è nata, ed è giunto il momento di farlo. E’ maggio, il mese dei fiori e del clima mite e soleggiato, per cui nulla di meglio di una festa in giardino, che per l’occasione e grazie all’aiuto verde di Bossolo stiamo rigenerando.

I lavori fervono, e muratori, elettricisti, zii geometri e architetti da esterno sono all’opera da tempo, con grande dispendio di energie (e finanze) per il babbocap e la mammaspiff. Una menzione a parte richiedono le decorazioni: per ora non c’è niente di preciso, solo una nebulosa serie di iniziative della mamma, che sogna un compleanno bellissimo senza fatica. E così ieri siamo entrati nel negozio dei palloncini. Un ragazzo gentile ci accoglie, ci racconta un po’ la storia della sua vita, trasmette la sua passione per l’aria gonfiante e per le decorazioni da festa. Ci sconsiglia di spendere tanto. Ci sconsiglia di comprare le posate di legno (che la mamma ha subito adocchiato). Ci sconsiglia la carta in favore della plastica. Ma ad una cosa non si può rinunciare, e cioè alla fantastica bombola rossa che tiene in negozio, quella che permette di gonfiare e fare volare cinquanta palloncini. Prezzo dell’offerta, euro cinquantatre palloncini esclusi. Un costo esorbitante, ma i palloncini alla festa non mancheranno, su questo non c’è dubbio!

L’astronauta

Yuri da grande farà l’astronauta, la cosa è certa.

Per il momento si allena entrando in una tuta spaziale bianca che la avvolge totalmente: corpo, piedini, testa.

Si sta bene lì dentro, c’è caldo e non protesta nemmeno troppo quando la infiliamo. La portiamo in macchina, nel passeggino sotto la pioggia, sotto la neve, nel freddo dell’inverno e lei (anzi, lui), come un astronauta nel freddo spazio, lascia scoperti solo gli occhi che attenti guardano e scrutano tutto, prende mentalmente appunti che poi scriverà nel diario di bordo.

Forza Yuri: prima dello spazio c’è tutto il mondo da esplorare!

L’alieno

l'alienoA Zampetta non piace stare in macchina, piange, strilla e strepita e pochi sono i modi per distrarla. Sembra che abbia un sensore: la metti nell’ovetto e già si insospettisce, la posizioni sul sedile e la sua è una certezza, chiudi la clip delle cinture di sicurezza e allora parte il pianto incontenibile!

Si prova tutto per farla calmare: il ciuccio, le canzoni, l energiche cullate… ma soprattutto cio’ che attira la sua attenzione è l’alieno!

Una tendina parasole con un esserino (l’alieno appunto) che gira al centro mentre lucine e musica si danno da fare per calmare l’indemoniata. L’alieno le piace, cerca di afferrarlo, lo segue con gli occhi. Si può staccare dalla tendina e far risuonare le palline colorate che ha nella pancia (è pur sempre un alieno…) e farlo prendere dalla zampetta che, felice, lo porta alla bocca e lo impasta di saliva bavosa.

Saranno le aspirazioni astronautiche, sarà il movimento, la musichina o le palline nella pancia: fatto sta che a noi genitori dà un po’ di sollievo nei pur brevi spostamenti in macchina!

Ah, se vi interessa lo trovate qui.

Yuri

… e se fosse stato maschio? A dire la verità, chissà perchè?, noi fin da subito credevamo fosse un maschietto. Tanto che, visita dopo visita continuavamo a chiedere all’ecografo di turno: “Sicuro??” che puntualmente ci rispondeva: “Di sicuro non c’è nulla, ma se la mia esperienza vale qualcosa, questa è una femminuccia!”.

Non che fosse importante il sesso, e proseguendo, un po’ per gioco, abbiamo continuato a pensare all’eventualità di un errore. E così, fra le tante cose, c’era da scegliere un nome di riserva, da maschio appunto. Ma mentre per la femmina il campo era ristretto, per il maschio non avevamo alcuna idea.

Pensa e ripensa, cerca fra i personaggi famosi, che avessero un qualche significato, per noi o per la storia e alla fine arriviamo a Jurij Gagarin. “E se lo chiamassimo Yuri?”. Era così improbabile che ci è piaciuto.

Yuri da grande farà l’astronauta, a Yuri piacciono le stelle e il cielo, piace volare e sognare, la luna piena e guardare lontano. E c’è tanto Yuri anche in Zampetta…