Carnevale

Odio il carnevale.

Alla mamma piace un sacco.

Alla Zampetta piace un sacco!

Detto questo, quest’anno è stata la volta del vestito da Cenerentola al ballo confezionato dalla nonna Giuliana.

Bello era bello, non c’è che dire. Ed è anche stato sfruttato veramente al massimo visto che è stato indossato per ben 4 volte sia al chiuso che all’aperto.

Zampetta è sempre stata felice e si è sentita una vera principessa anche con il supporto della mamma che l’ha truccata con l’ombretto celeste e il lucidalabbra rosa! (ma si può?).

Io ho accompagnato le due principesse stoicamente alle feste fra musica troppo alta, bolgia di gente, ragazzini che si riempivano di schiuma, bomboloni, freddo incredibile e un’atmosfera decadente.

Ma davvero vi piace il carnevale?

“Io so nuotare”

No, la Zampetta non sa nuotare nonostante lo affermi con una certa sicurezza.

Però c’è da dire che è brava a sguazzare nell’acqua.

Siamo andati al corso di nuoto. Folla di bambini e genitori. Bambini divisi per età ovviamente. Noi siamo i più piccoli, dai 3 anni in poi e il corso si fa con il genitore.

Entriamo in acqua: 7-8 bambini. Chi piange e non si vuole staccare dalla mamma, chi fa i capricci, chi protesta. Zampetta salta come un’anguilla, è felicissima e non sta nella pelle.

La maestra Eveline comincia a dare le prime indicazioni, a prendere i biscioni di gomma per galleggiare e le palline. Il primo bimbo piangente esce dall’acqua e a ruota in pochi minuti si fa il vuoto attorno a noi. Dopo 10 minuti dall’inizio della lezione rimangono Zampetta e Oliver.

Che pace, e una maestra tutta per noi. Ci insegna a fare la stella, la scimmietta, il cavalluccio, a battere le gambe e a fare gli schizzi.

Tutto fra il gioco e l’esercizio. Molto bello, difficile per i bambini ma allo stesso tempo coinvolgente.

Oliver è bravo a battere le gambe e fare gli schizzi. A Zampetta gli schizzi non piacciono e dà il suo meglio con il cavalluccio, le palline e la stella.

Alla fine della lezione siamo veramente stanchi ma soddisfatti.

Quando c’è la prossima?

Oggetti compromettenti

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Il babbo viaggia sempre e la valigia è sempre a portata di mano. Arriva a casa, là svuota distrattamente e quando è il momento di partire altrettanto distrattamente la prepara. Non ha tempo e forse neanche voglia di controllare ogni volta se c’ è tutto o se manca qualcosa. E allora può succedere ogni tanto che si ritrovi fra camicie e calzini qualche oggetto non di sua proprietà… ma magari dimenticato lì (oppure messo appositamente) da qualche bambina con i riccioli biondi. Ultimo ritrovamento: il bel fermacapelli con cuore di brillantini rossi che vedete in foto.

Squadrone Avvoltoi

Ogni tanto la Zampetta si rende conto di avere genitori ancora con l’animo molto infantile (ma questo è bene, no?)

E così mentre è abituata a vedere il babbo in camicia (o polo d’estate), si fa qualche domanda quando mette la maglietta, per dire, dello Squadrone avvoltoi ( se non sapete che cosa è, subito a farvi una cultura!).

E così vedendo quei disegnini si domanda ingenuamente perchè anche i babbi e le mamme si mettano delle magliette “spiritose” e con dei disegni.

Allora vai a spiegare che lei non ha l’esclusiva nel mettersi le magliette di Titti, Minnie o Paperina…

Ma mentre conosce i personaggi che sono sulle sue magliette, chi sono quei personaggi su quelle del babbo?

E allora vai a raccontare la storia di questi tipi strani che inseguono un piccione (“Perchè?”) e le bizzarre figure di Muttley, Dick Dusterdly, Clunk e Zilly.

Tanto che alla fine le ho fatto pure vedere un paio di cartoni della serie. Non è rimasta convinta e mentre io ridevo alle gag dei pasticcioni lei si chiedeva continuamente perchè facessero questo o quello…

Zampetta, non sei ancora pronta, riproveremo più avanti…

Memo

Da qualche tempo, da quando la bella stagione è conclamata, Zampetta viene a prendermi alla stazione il venerdì sera quando torno da Milano.

Ogni volta è una bella emozione per me e per lei.

E dopo si va in piazza Aranci a prendere il gelato.

Zampetta prende sempre dei gusti inconciliabili (ultimo: melone e cioccolato!). Ci sediamo al tavolino e ce lo gustiamo tutti insieme.

Dovete sapere poi che nella gelateria c’è un enorme e bellissimo acquario di acqua salata con tanti pesci coloratissimi. La prima volta che Zampetta l’ha visto ha esclamato: “Guadda, c’è Memo!”

Ovviamente è Nemo, ma è così bello quando lo dice che non l’abbiamo mai corretta!

La festa del terzo compleanno

Il 20 Maggio era stata annunciata come la giornata più piovosa del 2012. Lo si sapeva da giorni e settimane e puntualmente così è stato: la scienza delle previsioni del tempo era sempre più esatta.

E così fin dalla mattina il babbo e il nonno si sono impegnati per creare una protezione ulteriore per catinelle di pioggia che si sarebbero riversate.

Il compleanno si sarebbe festeggiato, gli inviti erano già stati diramati da settimane ed erano attese 50 persone. Che in una bella giornata sarebbero state comode nel pur piccolo  giardino. Ma con la pioggia….

Avremmo fatto il compleanno in casa, fra un salotto risistemato per l’occasione, la veranda e lo spazio di protezione che ci avrebbe concesso un telone impermeabile di 30 metri quadri.

Sarebbe stata un’organizzazione tutta casalinga con torte, dolci, focacce e persino la torta finale sarebbe stata realizzata dalla mamma (sotto la supervisione di Zampetta) dopo settimane di prove più o meno riuscite e modifiche della ricetta finale.

E così è stato: in una domenica assolutamente frenetica di preparativi ed elettrica per Zampetta quasi nessuno è voluto mancare all’appuntamento nonostante il freddo e la pioggia. Cuginetti di vario grado, amici coetanei, nonni e zii e prozii e amici del babbo e della mamma. Non mancava quasi nessuno.

E fra i dolci, le torte salate, i bomboloni e le bibite e i complimenti ed i regali (tantissimi vestiti), e le chiacchiere dei grandi e i giochi dei piccinini, i palloncini gonfiati pazientemente dalla Zia Giulia, la giornata è trascorsa bene.

Alla fine è arrivata la torta fatta dalla mamma: una crostata alla crema e ricoperta di fragole così come era stato richiesto e pianificato dalla festeggiata.

Ed è stato bello perchè la festa poi non si è spenta subito ma la gente stava bene e si è rimasti ancora per qualche chiacchiera.

Una giornata faticosa ma da ricordare, una scorpacciata di emozioni come capita di rado: per fortuna (o purtroppo) il compleanno viene una sola volta all’anno!