In un’aria di vetro

Nottata in bianco, vento forte, persiane che sbattono, zampette che tossiscono e non hanno intenzione di dormire. Notte di sonno iniziato alle 4 e finito alle 6 e mezza. Alle 7 e un quarto, in strada, come al solito del resto, ma sola perché la Zampetta dorme e il babbo la accudisce. Esci, un’aria di vetro, pulita, ghiacciata  quanto basta. E lì, proprio all’incrocio tra le colline, in un blu cobalto senza nuvole, arriva lei, la nostra Signora Luna: grande, rotonda, bianca e piena di mari. Ci volevi, Zampetta, dovevi essere acccanto a me a fare ‘uhhhhh, uuuna’,  e invece facevi la nanna. E ho preferito guardarla io, tutto il tempo possibile, l’ho studiata per bene per potertela raccontare bene stasera, al ritorno.

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