A prendere il babbo

Da qualche tempo Zampetta viene a prendermi alla stazione quando torno dal lavoro da Milano.

Ha imparato il giorno in cui torno, ha imparato che la stazione è quella strana terra di confine fra la mia presenzs e la mia assenza, ha imparato a conoscere i treni.

Ogni volta è un’ emozione per me e per lei. E’ bello vederla ad aspettarmi sulla panchina con la mamma, che mi cerca smarrita con gli occhi quando il treno si ferma. Che non riesce a controllare l’emozione quando mi vede e non sa se trattenersi o se darmi un abbraccio forte forte.

A allora sono io che rompo gli indugi: lascio il mio zaino per terra e la stringo forte. Lei ricambia e poi parte a parlarmi e a raccontarmi in 10 secondi dei fatti che a me risultano sconclusionati ma che per lei sono importanti e me li vuole dire subito.

Poi facciamo un abbraccio collettivo con la mamma e ci avviamo verso la macchina per cominciare un bel weekend tutti insieme,

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Abbraccio collettivo!

Beh, il titolo è abbastanza esplicativo: l’abbraccio collettivo è un abbraccio a tre, il babbo la mamma e Zampetta e viene proposto di tanto in tanto quando c’e’ voglia di un po’ di tri-coccole.

Caratteristica dell’abbraccio collettivo è che l’ordine viene gridato sulla falsariga di “Alabarda spaziale!” di Goldrake.

Altra caratteristica è che l’abbraccio dura6 decimi di secondo perchè Zampetta poi si scoccia: ha altre cose da fare lei, altro che perdere tempo con abbracci collettivi e smancerie varie: c’e’ da strappare libri, spostare sedie, fare cavalluccio, giocare con i Barbapapa’, dare botte ovunque, correre, zampettare, gattonare, fare il bagnetto, spingere il carretto e…. insomma, avete capito!