La Eveline

La Eveline è la maestra di nuoto.

Da qualche mese io e Zampetta andiamo in piscina: tutti i sabati ci buttiamo in acqua e con altri bambini siamo agli ordini del generale Eveline: una signora eccezionale che sa come insegnare ai bimbi come si sta in acqua, un incrocio fra una maestra, una educatrice e un soldato.

La Eveline infatti ha la caratteristica di urlare. Anche se sei a un metro di distanza, lancia i suoi ordini a voce megafonica.

Ma per il resto è mitica: ci fa giocare e nel frattempo nuotare e imparare a stare a galla. Si fa il ponte, il tappeto magico, l’albero e la scimmietta, la motoretta, la stella.

A Zampetta piace tantissimo imparare a nuotare e piace anche la Eveline. Fa tutti gli esercizi e si diverte un sacco.

Non le piace andare sott’acqua, gli spruzzi e l’acqua negli occhi: un bel problema.

La prossima volta proviamo gli occhialini.

E la prossima estate la Zampetta sarà pronta pee andare fra le onde!

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Il latte verde e il latte rosso

Zampetta sa benissimo fare la spesa al supermercato.
Sa fare la lista e sa quali prodotti si trovano nei corridoi e con quale sequenza: la frutta e la verdura, le cose del frigorifero, le paste, i biscotti, la gastronomia, ecc.
Cominicia a conoscere, se non le marche, almeno i tipi di prodotto e ha le sue preferenze.
Come il latte: quello blu, quello rosso e anche quello verde!
Naturalmente il latte non è colorato ma Zampetta lo distingue dal colore delle confezioni o dalle marche.
Di solito le lasciamo scegliere tanto prendiamo sepre latte buono, sia che la confezione sia rossa o blu.
Ma quella verde no, quello è il latte della nonna Giuliana, quello scremato. E quello lo lasciamo a lei…

Andiamo a vedere la chiesa

Famiglia agnostica. Niente religione per noi, però vedendo sempre la chiesa con le campane, ad ogni passeggiata in centro, a Zampetta viene la curiosità. Quindi una bella e gelida mattina di gennaio decidiamo di cercare riparo lì dentro. La bimba entra piena di entusiasmo, accompagnata da me che le racconto guardando la chiesa vuota: qui bisogna stare in silenzio, senti che pace, ci sono un sacco di posti dove sedersi e poi, l’abside, l’altare, il cancelletto chiuso, il rito della messa. Tante sculture, tante immagini, gli affreschi sul soffitto, i dipinti. Accanto ai dipinti, un candeliere con le candele da accendere, qualcuna lo è già. Zampetta accende la sua, la mettiamo sul candeliere (costa un euro, ma decido che 20 centesimi possono bastare per coprire i costi), e dice: ‘E’ per illuminare questo quadro davvero molto elegante’. Mai approccio più stylish con il sacro è stato fatto!

Panettone mon amour

Periodo di feste, periodo di dolci e qualche licenza più del solito.

Zampetta non si tira indietro in generale e tanto meno quando si tratta di leccornie. Panettone o pandoro, noci o noccioline, datteri o fichi secchi, il problema non si pone.

Pero’… una preferenza c’e’ sicuramente. Il panettone e ancor più del panettone, quello che contiene, quelle morbide uvette evitate dalla maggior parte dei bambini e da qualche adulto, sono una vera manna per la nostra zampetta che le va a cercare trapanando la pasta del panettone, scava come una talpa, infila i ditini, scrosta alla ricerca di tutte le uvette presenti.

Il babbo le dona le sue facendo golose montagnette che lei provvede a far sparire prontamente.

Non disdegna nemmeno i canditi ovviamente e se le fai notare qualcosa lei scuote la testolina e ti guarda con gli occhi che non cercano giustificazione esclamando “…sono una golosona!”

Un po’ di merenda

La Zampetta è una donna di mondo.

Dopo le estenuanti fatiche della giostra abbiamo preso l’abitudine di fare una piccola passeggiata e magari, una merenda. E magari questa merenda si fa al bar con te’ e qualche biscottino.

Proprio l’altro giorno eravamo in fase passeggiata ma come se fossimo “guidati” dalla Zampetta che evidentemente aveva una meta bene precisa. Ha fatto quella “certa” strada fino ad arrivare al bar e una volta lì davanti si è diretta al suo interno con passo sicuro.

“Zampetta, dove stai andando”, chiediamo noi.

“Devo fare un po’ di merenda”, risponde prontamente lei!

Ed ecco che ci sediamo, veniamo serviti con te’ e biscotti che mangia esclusivamente lei e facciamo tutti insieme… un po’ di merenda!

La giostra

Ormai sembra una tassa quasi quotidiana: ogni Natale in una piazza della nostra città viene installata una giostra.
Bella, colorata, con tanti “giochini” che girano intorno e ognuno con le sue caratteristiche: il cavallo che galoppa, la macchinina che dondola, la nave che ondeggia e via dicendo.
Da qualche tempo la Zampetta richiede i suoi giretti quotidiani: “Chissà se sarà aperta la giostra?” se ne esce di punto in bianco…
E così in questi giorni di festa la mamma le concede qualche giretto, due o tre. E a lei sembra che piaccia: gira su Pinocchio, sulla nave, sul cavallo o sulla carrozza.
Devo dire che è ragionevole e si accontenta dei giretti che le lasciamo fare.
Ovviamente siamo diventati conosciuti da quelle parti, soprattutto dal giostraio che ormai dispensa sorrisi a 1 euro a giretto…

Le cocche

Ultimamente la zampetta, forse anche per le cambiate condizioni familiari, è sempre un po’ nervosa e scontrosa, ha il “no” facile e a volte è davvero intrattabile.

C’è da capirla e la capiamo, non è facile la vita di una bimba!

Però quando è tranquilla e ben disposta, quando si sente in comunione e in intimità con noi, quando ha bisogno di affetto e consolazione, ecco che allora vuole le cocche.

Le cocche sono le coccole e si fanno con carezze (caaaaaaraaaa), bacini, abbracci, solletico, ecc.

Le cocche danno reciproca soddisfazione ed è bello farle e riceverle. E’ bello vedere la zampetta felice e tutto il resto.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è che sono… su ordinazione: la Zampetta dice “cocche” e tu glie le fai, ci mancherebbe… ma cosi’, a richiesta? Ok…