Facciamo colazione?

Dopo i giorni di festa, senza nido, con entrambi i genitori a casa, si torna alla normalità. Sveglia presto, soliti rituali di preparazione, fretta e un po’ di tensione. Io non ho mai tempo. Normalmente la colazione la faccio in piedi, mentre mi preparo, sistemo le cose del pranzo, organizzo la cena,  uso le mie cento mani a disposizione, mentre la Zampetta si accontenta volentieri di un bel biberon di latte con la cioccolata. Stamani il babbo non c’era, era appena uscito, per poi tornare tra qualche giorno. Dorme in albergo, il babbo. Quando tornerà, sarà festa (e sarà ora di andare a dormire). Però, quando lui c’è, si fa una cosa che di solito si salta: colazione. Si mettono le cose in tavola, i cereali, le gallette, la nutella e la marmellata, si pasticcia con le dita, ci sono le zollette di zucchero golosissime, a volte i biscotti. Zampetta lo sa che oggi si va al nido, sa che la mamma va in autostrada e poi a lavorare, e sa che il babbo torna venerdì. Ma vuole fare colazione. E così, io e lei, davvero in misura straordinaria, ci siamo sedute a tavola, con la tovaglia e il resto. Poco importa se la colazione è consistita in due microzollette di zucchero, quello che contava era essere sedute lì, come nei giorni speciali.

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