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kid’s power!

Zampetta: 3 anni scarsi “Mamma, andiamo al ristorante a mangiare la pizza con il pomodoro la mozzarella e il prosciutto?”

La mamma lo dice al babbo, il babbo manda mail agli amici e organizza per domani serata una pizzata.

Potere di una quasi-treenne…

 
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Pubblicato da su 30/03/2012 in amici, Cibo

 

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Zampetta cinese

Non so perchè ma finiamo sempre a parlare di cibo.

Sarà perchè Zampetta è una buongustaia e non si tira indietro davanti a niente…

Stasera ha provato il ristorante cinese. A dire la verità andava alla mamma e allora ci siamo fatti un po’ tutti trascinare. Pronti?

Ravioli al vapore – “Boni”

Involtino primavera – “Veddura” (si è mangiata il dentro, il fritto mangialo te babbo!)

Spaghetti di riso alle verdure – “Boni”

Pollo fritto al limone – uhmmm, insomma, appena assaggiato

Riso bianco – “Bono” (ne ha mangiato un sacco)

E per finire i dolci:

Dolce di riso e cocco fritti – “Bono” il cocco di ripeno

Frutta caramellata – Niente da fare

Cucina cinese superata! Avanti un altro!

 
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Pubblicato da su 02/06/2011 in Cibo, Progressi

 

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Zampetta uber alles

La 4 giorni tedesca si è alla fine conclusa con successo anche se come immaginabile e preventivato è stata faticosa assai.

Ci ricorderemo: le autostrade svizzere al di sotto delle aspettative, la Zampetta mai così buona nelle lunghe ore di viaggio, montagne con la neve e prati verdi e casette di Heidi.

Un grande lago, una cittadina carina con tante fontane che abbiamo assaggiato tutte, tante persone che ci guardavano, ci toccavano i riccioli e ci parlavano in una lingua strana.

Prosciutto a colazione (ma anche yogurt, cereali e marmellata di ciliege), carne in tutti i modi ricoperta da creme e panne improbabili e semi immangiabili, succhi di mela, gelati e niente frutta e zuppa e strane brioches tutte arrotolate e brezel.

E il caldo e la bella camera, enorme con il salottino con divano e poltrone e il lettino con l’uscita, il letto con i cuscini scomodissimi del babbo e la mamma, i tremendi torcicolli e la fatica e il sudore e lo svegliarsi alle 6 di mattina e stare tutto il giorno con il babbo mentre la mamma andava al lavoro.

E le macchine tutte grandi e tedesche, bambini indisciplinati e i vecchi ciccioni, e la cena (degli altri) alle 5 e mezza del pomeriggio e tutti che prendono i cappuccini a qualunque ora e tutti i locali italiani che anche se non vuoi trovi la gente che parla italiano

E Roberto che stava con noi e Luca che ci è stato una sera, le corse sul lungolago e il parco e i palloncini e il cappellino che ci siamo comprati e il babbo che parlava tre lingue contemporaneamente tutte male e la mamma che parlava tre lingue distintamente e tutte bene e i complimenti e le parole tedesche che Zampetta ha imparato, “bitte” e “brezel”, e il viaggio di ritorno, le lunghe gallerie, il caldo a Milano e la fatica per prendere sonno in macchina e il ritornare e lo svegliarsi la mattina e dire “siamo a casa!”

 
 

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Pattattugo

Zampetta è una buonissima forchetta, mangia davvero tanto. a volte mi fa sinceramente impressione e mi chiedo dove sia il posto dentro quell’esserino così piccolo per immagazzinare tutto il cibo che butta giù.

E sì che è anche una bimba magra o quanto meno, piccola, o quanto meno, proporzionata. Va beh.

Fatto sta che lei è abituata a mangiare sempre, a pranzo e a cena, primo, secondo, contorno, frutta e dolce. E magari riprendendo le cose.

Stasera avevamo voglia di cambiare un po’ e allora siamo ci siamo fatti le piadine. Prosciutto e stracchino ad esempio. Ma sapendo che per Zampetta sarebbe stato un pasto insufficiente, comunque non sono mancati pomodori, fagiolini, carote tritate, focaccia e non so cos’altro. Per finire melone in quantità.

Zampetta ha mangiato tutto di gusto, con la forchetta, con le mani, con tutta se stessa fino alla fine. Quando alla fine, quando sul tavolo non è rimasto più niente, quando io e la mamma ci stavamo guardando ad occhi sbarrati, la Zampetta se ne esce con un “ancoa!”.

Ancora cosa piccola? non c’e’ piu’ niente, hai ancora fame? Cosa vorresti?

“Pattatugo!”*

Siamo rimasti senza parole. Alla fine si è accontentata di una pera….

*Pasta al sugo

 
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Pubblicato da su 15/05/2011 in casa, Cibo

 

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Le parole che non ti ho detto

La Zampetta parla ma soprattutto ascolta.

Ascolta e impara dai genitori, dai nonni, all’asilo dalle maestre, dagli altri bimbi…

Una spugna che succhia tutto, curiosa e vorace.

Ed è impossibile controllarla visto che soltanto una parte, per quanto grande, dipende da noi genitori.

Allora capita che se ne esca con delle parole, delle espressioni, che non gli abbiamo insengato noi. Perchè sono parole o espressioni che non usiamo. Niente di male. Fino ad un certo punto!

Qualche giorno fa, in una fase di coccole se ne esce con un ” ‘mmore!”

“Amore? E dove l’hai sentita questa??!!” – “Nonna”

Ah ecco. Noi siamo una famiglia dura e pura e, nonostante le coccole siano ampiamente praticate non ci lasciamo certo andare ad espressioni da donnine come “amore”!

Oppure. In questo periodo la piccola è ossessionata dai rumori. Tutti. Macchine, moto, camion, ma anche sedie che si spostano o uccellini che cinguettano. Quelli piu’ forti la spaventano ma comunque è incuriosita da tutto.

Qualche giorno fa la parola new entry è stata “casino”. Qui in casa cerchiamo di non usare, almeno in presenza della zampetta parole forti o scovenienti o difficili da spiegare. E casino si usa poco in effetti… e invece…

Stasera l’ultima. Eravamo a cena e cosa ti spunta? Una “ciccina”.

Questa poi! La ciccina, la carne, un diminuitivo/vezzeggiativo che vi giuro non ho mai usato in vita mia e mi fa anche un po’  ridere.

All’asilo evidentemente… e cosa vogliamo farci? Se il nostro ammore mangia la ciccina in mezzo al casino?

 
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Pubblicato da su 28/04/2011 in casa, Cibo, Progressi

 

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Tola!

La Zampetta ha molto a che fare con bambini più grandi di lei. Bambini che sanno fare piu’ cose di lei, piu’ autonomi nonostante lei si difenda benissimo.

Lei è ancora piccola per molte cose ma ugualmente vuole fare da “tola” (sola).

“Vieni, dammi la manina che le scale sono alte”

Tola

“Aspetta il babbo per andare sullo scivolo!”

Tola

“No, vedi, si tiene cosi’ il cucchiaio per mangiare il miestrone!”

Tola!”

Si piccola, sei bravissima a fare tutto da tola pero’ ogni tanto fatti dare una mano, dai!

 
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Pubblicato da su 20/04/2011 in Progressi

 

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Gigazilla mangia pomodori

Cari signori che vi occupate di marketing ed in particolare voi che vi occupate di bambini e in particolare voi che vi occupate di creare delle “sorpresine” o dei “regalini” per i bambini…

… ma vi rendete conto? Siamo stati al self-service, abbiamo fatto (casualmente) un berry menu e in omaggio (senza vedere se il bimbo in questione fosse maschio o femmina, avesse 2 o 15 annni) siamo stati onorati di avere un …. Gigazilla! Un essere mostruosamente preistorico tutto pustolato, pieno di punte, aculei, ghigno mostruoso e tutto il resto.

Zampetta l’ha presa bene: come prima cosa ha provato a mangiarlo ma risultava un po’ duretto, poi l’ha guardata con un certo sospetto, allora il babbo per cercare di sdrammatizzare le ha detto che era un animale preistorico che mangiava… pomodori!

Cosa dovevo dirle: che il Gigazilla è un esseremostruosamente orrendo che aveva una dieta monovariata a base di carne di qualsiasi animal incontrasse per la sua strada?

Ecco.

Signori del marketing, quindi, pensate che nei vostri ristoranti vanno anche bambine ingenue golose di pomodori dueenni (scarse).

Non è il caso di omaggiarle con gigazilla: un fiorellino, una bambolina, o anche se volete un animale preistorico. Magari che sia erbivoro e un po’ meno mostruoso pero’!

 
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Pubblicato da su 10/04/2011 in Animali, Cibo, Giochi

 

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Innocenti evasioni

La Zampetta ultimamente fa fatica a dormire il pomeriggio, specie quando ci sono cose più interessanti da fare.

Ieri è stata una di quelle giornate, a casa dell’amico del mare che ci ha ospitati per un pranzo gusto barbecue, alla faccia della mamma vegetariana. Ma che importa, per stare in compagnia si fa questo ed altro, in più sono stati forniti tomini in quantità, tralaltro apprezzati anche dal pubblico onnivoro.

Si sa, dopo pranzo c’è da fare il pisolino, la Zampetta è stanca e poco socievole per cui la mamma chiede un angolo della casa per trovare un po’ di tranquillità e fare apprezzare alla sua bimba la penombra che finalmente concili il sonno desiderato (più dai genitori che dalla figlia, per verità). L’amico, che vive in una casa da single, ci offre la sua camera. C’è disordine, dice, ma la mamma certo non si formalizza, perché sa che cosa è il caos puro e il caos di un adulto non è niente in confronto.

Così ci mettiamo in questa camera, io e lei, lei in braccio io che la cullo, le dico paroline, le dico che è l’ora di chiudere gli occhi e riposare per essere pieni di energie al risveglio… e lei che, in un ambiente nuovo e sconosciuto, non fa altro che guardarsi intorno. E, insomma, evade dall’obiettivo principale, in direzione di un qualsiasi oggetto in grado di confondere la mamma che, indefessa, continua nel suo intento, nonostante le venga offerto il ciuccio ogni volta che apre la bocca per cantare una canzoncina. Dpo una ventina di minuti, il colpo di grazia: Zampetta inizia a scalpitare tra le braccia della mamma, e inizia a dire ‘be be be’ e la mamma finge di non capire. ‘be be be, pecoa’ e punta il ditino proprio lì. Eh sì, proprio in direzione della pecora gonfiabile, oggetto di classe che staziona in casa dell’amico. Credo che a questo punto si sia potuta dire terminata la pausa nanna.

 
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Pubblicato da su 22/03/2011 in Mrs. Spiff, Oggetti, Zampetta

 

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Zampetta sulla neve

Per un po’ di giorni l’abbiamo preparata. Venerdi la mamma è andata a comprare tutina, guanti e stivali. E lei che non vedeva l’ora.

Sabato siamo andati: ci siamo visti con Elisa e i suoi genitori e poi su, verso l’alto della montagna.

E lei buona, buonissima in macchina, buona come non lo era mai stata.

E si, perchè si andava alla neve!

Avevamo già avuto dei contatti con la neve ma a dire la verità o poco esaltanti o appena tiepidi. Ma adesso siamo cresciuti, sappiamo le cose, sappiamo che la neve è fredda e bianca. E tanto ci basta.

Brutta strada, tante curve ma alla fine si arriva: montagna vera, tutto bianco, laghetto ghiacciato, sciatori all’opera, non manca nulla.

Ci imbacucchiamo ma è una giornata splendida. Zampetta ripete come un automa “neve, neve, neve”. Andiamo verso le piste dove è un po’ meno sporca e a quel punto la piccola si toglie i guanti (tenuti per un totale di 15 secondi) e affonda le mani.

“Fedda”

Si Zampetta, è fredda, non devi toccarla con le manine nude. Niente da fare, continua a pastrugnare per qualche minuto finchè il freddo le congela le piccole manine e lei comincia a piangere disperatamente.

Momento di crisi superato con tante coccole e un’oretta di nanna. Il tempo di svegliarsi al ristorante e strafogarsi di ravioli, tagliata e crostata con una enome finestra affacciata sul panorama.

Per un giorno anche i genitori si distraggono: parlano con gli amici e lasciano un po’ liberi Zampetta e Elisa. Il babbo dopo pranzo arriva a rotolarsi nella neve e a provare un pisolino schiena sulla neve e faccia al bellissimo sole.

E’ piaciuta la neve a Zampetta, altro che! Ci vuole tornare. E guardava affascinata tutti quelli che con degli strani attrezzi ai piedi venivano giù, leggeri e leggiadri dalla montagna…

 
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Pubblicato da su 01/03/2011 in Natura, Viaggi

 

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Spaghetti di soia indomabili

La mamma lo voleva fare, ci ha provato e tutto è andato bene: tutto sommato la VERA cucina cinese è buona e sana e così si è cimentata con gli spaghetti di soia con verdure e salsa di soia.

Si, erano buoni (e a me non fanno proprio impazzire queste cose…) ma soprattuto… divertenti.

Gli spaghetti di riso sono biancastri e piuttosto viscidi. E già qui era strano e divertente a vedersi e a mangiarsi.

Ma vedere la zampetta che li prendeva con le mani, visto che la battaglia con la forchetta è stata dichiarata persa in partenza, li tirava, si stupiva di quanto fossero lunghi, poi riusciva  a mettersene in bocca una parte e poi mega-risucchio per mangiarselo, è stato davvero particolare e … diverso.

Anche lei sembrava stupita: quante cose buone e diverse mangiamo, quanto grande è la varietà del mondo che abbiamo davanti.

E che bello scoprirlo tutto!

 
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Pubblicato da su 23/02/2011 in Cibo, Progressi

 

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