Per un po’ di giorni l’abbiamo preparata. Venerdi la mamma è andata a comprare tutina, guanti e stivali. E lei che non vedeva l’ora.
Sabato siamo andati: ci siamo visti con Elisa e i suoi genitori e poi su, verso l’alto della montagna.
E lei buona, buonissima in macchina, buona come non lo era mai stata.
E si, perchè si andava alla neve!
Avevamo già avuto dei contatti con la neve ma a dire la verità o poco esaltanti o appena tiepidi. Ma adesso siamo cresciuti, sappiamo le cose, sappiamo che la neve è fredda e bianca. E tanto ci basta.
Brutta strada, tante curve ma alla fine si arriva: montagna vera, tutto bianco, laghetto ghiacciato, sciatori all’opera, non manca nulla.
Ci imbacucchiamo ma è una giornata splendida. Zampetta ripete come un automa “neve, neve, neve”. Andiamo verso le piste dove è un po’ meno sporca e a quel punto la piccola si toglie i guanti (tenuti per un totale di 15 secondi) e affonda le mani.
“Fedda”
Si Zampetta, è fredda, non devi toccarla con le manine nude. Niente da fare, continua a pastrugnare per qualche minuto finchè il freddo le congela le piccole manine e lei comincia a piangere disperatamente.
Momento di crisi superato con tante coccole e un’oretta di nanna. Il tempo di svegliarsi al ristorante e strafogarsi di ravioli, tagliata e crostata con una enome finestra affacciata sul panorama.
Per un giorno anche i genitori si distraggono: parlano con gli amici e lasciano un po’ liberi Zampetta e Elisa. Il babbo dopo pranzo arriva a rotolarsi nella neve e a provare un pisolino schiena sulla neve e faccia al bellissimo sole.
E’ piaciuta la neve a Zampetta, altro che! Ci vuole tornare. E guardava affascinata tutti quelli che con degli strani attrezzi ai piedi venivano giù, leggeri e leggiadri dalla montagna…