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Una giornata speciale

Cosa c’è di più speciale del compleanno di Zampetta?

Soprattutto se lei lo aspetta con così  tanta impazienza! Ed è stata davvero una giornata bella e specialissima: svegliarsi con il babbo e la mamma a casa nonostante il giorno feriale, sentire il primo “Tanti auguri” alle 7 del mattino, prepararsi con trepidazione per andare all’asilo e pregustare la festa che ci sarà.

Nel frattempo il babbo e la mamma vanno a fare la spesa: portano la torta, i succhi e le candeline all’asilo mentre le maestre hanno già preparato le bandierine la la scritta Buon compleanno.

Ed è stata proprio una bella festa, una festa da ricordare. E dopo le festa e la torta Zampetta è riuscita anche a fare un riposino. Provvidenziale visto che la giornata sarebbe stata ancora lunga!

Alle 3 il babbo e la mamma la vanno a prendere: un evento. Tutti e 3 andiamo casa e scartiamo il regalone. Un monopattino rosa che Zampetta si dimostra subito abilissima nel maneggiare. E’ contenta, così tanto che andiamo subito in centro a mettere alla prova passanti e marciapiedi.

Andiamo in comune e facciamo la carta di identità: un altro modo per consacrare questo giorno in cui si diventa più grandi.

Poi passiamo a prendere una bella torta gelato e delle candeline simpatiche.

A casa infine per il regalo dello zio (un enorme ippopotamo verde e un palloncino fatto a cuore) e una buona cena.

La serata è elettrica ovviamente: dopo tanta agitazione è inevitabile e si conclude con la mamma e zampetta addormentate nel lettino fianco a fianco.

Che giornata specialissima è stata!

 
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Pubblicato da su 18/05/2012 in babbo, casa, Cibo, mamma, Personaggi, Progressi, Zampetta

 

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Le parole che non ti ho detto

La Zampetta parla ma soprattutto ascolta.

Ascolta e impara dai genitori, dai nonni, all’asilo dalle maestre, dagli altri bimbi…

Una spugna che succhia tutto, curiosa e vorace.

Ed è impossibile controllarla visto che soltanto una parte, per quanto grande, dipende da noi genitori.

Allora capita che se ne esca con delle parole, delle espressioni, che non gli abbiamo insengato noi. Perchè sono parole o espressioni che non usiamo. Niente di male. Fino ad un certo punto!

Qualche giorno fa, in una fase di coccole se ne esce con un ” ‘mmore!”

“Amore? E dove l’hai sentita questa??!!” – “Nonna”

Ah ecco. Noi siamo una famiglia dura e pura e, nonostante le coccole siano ampiamente praticate non ci lasciamo certo andare ad espressioni da donnine come “amore”!

Oppure. In questo periodo la piccola è ossessionata dai rumori. Tutti. Macchine, moto, camion, ma anche sedie che si spostano o uccellini che cinguettano. Quelli piu’ forti la spaventano ma comunque è incuriosita da tutto.

Qualche giorno fa la parola new entry è stata “casino”. Qui in casa cerchiamo di non usare, almeno in presenza della zampetta parole forti o scovenienti o difficili da spiegare. E casino si usa poco in effetti… e invece…

Stasera l’ultima. Eravamo a cena e cosa ti spunta? Una “ciccina”.

Questa poi! La ciccina, la carne, un diminuitivo/vezzeggiativo che vi giuro non ho mai usato in vita mia e mi fa anche un po’  ridere.

All’asilo evidentemente… e cosa vogliamo farci? Se il nostro ammore mangia la ciccina in mezzo al casino?

 
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Pubblicato da su 28/04/2011 in casa, Cibo, Progressi

 

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Pezzi di vita…


allora, Zampetta ovviamente era sveglia ma io ho fatto finta di niente e
mi sono lavato, vestito e fatto la camomilla.
poi sono andato da lei, si è alzata ed era un po’ stordita. l’ho
portata nel lettone, lo vuoi il latte? ti. e si è messa a prendere il
latte.
molto lentamente. ho aperto la finestra e lei ha detto “nanna” e si è
rimessa sotto le coperte.
le ho detto che ci vestivamo e lei mi ha risposto con un bel “via!”.
cominciamo bene!
a quel punto ho usato l’astuzia: ho preso il gatto e il vitello e ho
cominciato a punzecchiarla e farle il solletico, a girarla di qua e di
la’, e alla fine a metterla a pancia in su. e mentre continuava a
giocare… zac!… sfilati i pantaloni del pigiama… sfroc!…. messo
il pannolino… zic zic. infilati i calzini…. swosh!… tolta la
maglietta del pigiama.
Fine della prima parte.
Poi ho cominciato ad agire sul suo essere donna.
Guarda i pantaloni con i brillantini, guarda la magliettina con lo
sbuffo… e lei docile come un vitellino si è fatta vestire.

A quel punto era fatta. l’ho portata di la’, scarpine, giubbetto e,
quando eravamo pronti per uscire…. “sciarpa!”. Sciarpa? ma sei
sicura? Sciarpa! Insomma, si è voluta mettere il foulard verde. poco
male.
Siamo andati all’asilo, c’era la maestra Cecilia e gia’ diversi
bambini nonostante fossero le 7 e 45 fra cui una bambina di colore che
non avevo mai visto…
Zampetta era tranquilla a quel punto, un po’ coccolona tanto che è andata
in braccio alla Cecilia e le si è accoccolata…

 
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Pubblicato da su 13/04/2011 in casa, Mr. Cap., Zampetta

 

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Chat

08:13 io: son qui, faccio colazione
Mamma: oh
Zampetta già al nido?
come va?

08:26 io: Tutto bene, la nonna deve uscire stamani e quindi l’ho portata un po’ prima
Mamma: giusto
tanto era sveglia
come era?
io: si è vestita sotto le coperte del lettone dicendo “nanna”
08:27 Mamma: un po’ lamentosa?
io: ma no, tranquilla
solo che in macchina mi ha fatto arrabbiare
Mamma: ohi
come mai?
io: si è tolta completamente la cintura di sicurezza ridendo a crepapelle
ogni cosa che si toglieva, risate
08:28 e io che mi giravo a sgridarla e a dirle che la cintura è importante
Mamma: non le hai messo il giaccone?
era freddo!
io: sisi, glie l’ho messo
Mamma: e come ha fatto a toglierla????
io: ma da ieri si sta esercitando come Houdini
Mamma: :-)
io: abbiamo una escapista in erba
08:29 all’asilo poi
c’era la Caterina
e non voleva andare
o meglio
Mamma: hai portato il sacchetto con le lenzuola?
io: era contenta
si
poi ad un certo punto: “Baaaabo” e tornava indietro
“Baccio”
e si buttava in braccio
08:30 va beh…
Mamma: sì, succede
io: comunque alla fine sono andate mano nella mano

Io e la mamma passiamo gran parte della giornata parlandoci nella chat. Questi sono sprazzi di vita e di conversazione…

 
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Pubblicato da su 12/01/2011 in Mr. Cap., Mrs. Spiff, Pensieri

 

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Oggi che ho 8 mesi…

… faccio dormire di meno i miei genitori. All’inizio dormivo tutta la notte, adesso invece sono molto più irregolare e a volte gli faccio passare delle vere e proprie notti in bianco. In compenso mangio la pappa e la frutta. A dire la verità mangerei tutto quello che mi danno (ho provato la carota, il finocchio, il mandarino e la patata) ma loro mi danno sempre quella pappa (buona per carità) e mi fanno provare le cose mooolto lentamente! Della frutta non ne parliamo: mi piace tantissimo. E poi vado all’asilo. Ancora per poche ore, due o tre, ma mi piace, mi piacciono le maestre e ci sto volentiri.

Di denti, nenache l’ombra mentre i capelli mi cominciano a spuntare. La mamma dice che sono riccioli, il babbo dice “Quali capelli?” ma a dire la verità sono ancora pochi per dire come saranno. Provo a stare in piedi: non che ci riesca ma mi piacerebbe. Mi faccio tenere dal babbo, dalla mamma e dai nonni e provo a zampettare un po’:  non vedo l’ora di camminare!

Per il resto sono sempre io: sorrido spesso, mi piace guardare tutto ed essere sempre in movimento. Sono sempre al centro dell’attenzione e ricevo sempre tanti complimenti. E devo dire che mi piace così.

Cosa mi aspetto dal futuro? Continuare a crescere, imparare cose nuove e forse, fare dormire un po’ di più il babbo e la mamma…

 
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Pubblicato da su 17/01/2010 in Progressi, Zampetta

 

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L’inserimento

Periodo di prove ed esperimenti per Zampetta: oltre alla pappa e alla piscina, abbiamo iniziato a frequentare l’asilo dove, prima o poi, passerà intere giornate, in compagnia del trio magistrale Rosa-Caterina-nonricordo, e di altri 7-8 bambini più o meno fantasma – qualcuno malato, qualcuno chi lo sa. Abbiamo iniziato l’inserimento.

Funziona così: la mattina pigri come dei gatti ci si sveglia ahimé a forza, incitati dai rumori di casa di Mrs. Spiff, per raggiungere ad un’ora quasi decorosa l’asilo dal nome più adatto per una giardiniera in erba come la zampetta, e cioè ‘La Mimosa’. Che è un nido pubblico, visto che siamo diciottesimi. Lì Zampetta passa un’ora-massimo un’0ra e mezza della sua lunga giornata. Cosa fa? Ovviamente osserva, impara, guarda gli altri bimbi, tutti almeno 3-4 mesi più grandi di lei, ed è la reginetta della situazione: tutto il personale, dalle signore delle pulizie alle cuoche alle maestre delle altre classi sanno che lei è ‘la Zampetta di Villacamomilla’. Ogni tanto, c’è da dirlo, dorme, nella sdraietta a lei riservata (tutti troppo grandi per poterne usufruire), in attesa del ritorno della mamma. Non è mai disperata, non sente la mancanza di nessuno, e ci credo, cullata e coccolata come è!

E c’è da dire la verità, sarà perché si tratta ancora di poco tempo, anche la mamma ha fatto poche storie, non ha speso lacrime nel lasciarla in quel posto: perché mai, lasciarla in un luogo solare, con tanti giochi e attività e, ammettiamolo, restare per un po’ con le braccia libere, non è quello che si può dire un brutto vivere. E poi, dopo un’ora o poco più eccola, zampettante, in attesa di proseguire la giornata in compagnia!

 
 

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Diciottesimi

Due mesi di vita e Zampetta (e noi genitori) si trova a fare i conti con il mondo e le sue regole. Con il Cap e la Spiff che lavorano, con chi starà fra qualche mese? I nonni ci sono, certo, ma non possiamo/vogliamo lasciarla con loro per 10 ore al giorno e così, in attesa degli eventi, abbiamo fatto domanda per l’asilo nido.

Intanto ci siamo informati: come saranno gli asili comunali? Andiamo su internet, sul sito del comune e leggiamo le condizioni e vediamo le foto degli asili nido della nostra città. Sembrano proprio carini, fatti a posta per i nostri piccoli e, ulteriore sorpresa, costano davvero poco! Molto ma molto meno di quello che sento dai miei colleghi nella grande città di M.

Compiliamo il modulo per l’iscrizione e aspettiamo fiduciosi la graduatoria. E adesso sappiamo che siamo diciottesimi (mi pare su 250). Certo il fatto che entrambi i genitori lavorino fuori regione credo abbia pesato parecchio….

E così, da settembre in poi, quando vorremo portarla, Zampetta avrà un posto all’asilo La Mimosa! Adesso speriamo solo di trovare delle brave educatrici e potremmo dire di essere davvero fortunati!

 
 

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